“Avvocati per la solidarietà” e Caritas insieme per i diritti

Avvocati per la solidarietà: è questo il nome di un gruppo di 15 legali del Foro di Frosinone che hanno deciso di mettere le loro professionalità, ma anche tanta umanità e vicinanza umana e cristiana, a disposizione dei meno fortunati, di persone con varie problematiche – anche per l’appunto di natura legale – già presi in carico dalla Caritas interdiocesana. Non si tratta di una nuova associazione, ma di un movimento spontaneo di questi professionisti che, con un cuore grande così, daranno ascolto e consigli legali, muovendosi in tutti gli ambiti della professione e dunque delle necessità di persone spesso vittime di violenze o i cui diritti civili sono stati violati: penale, civile, amministrativo, diritto del lavoro, della famiglia, bullismo, cyber bullismo e altro. Il tutto, come detto, raccogliendo le segnalazioni della Caritas interdiocesana, il cui direttore, don Onofrio Cannato, e i vari operatori e volontari (altri cuori grandi così…) nella mattinata di giovedì 21 maggio hanno presentato gli avvocati al vescovo Santo Marcianò. «Devo dirvi subito un grande “grazie” e il fatto che per me è un onore conoscervi – ha detto il presule – perché non è affatto scontato che professionisti come voi, si dedichino a questa vera e propria forma di carità, avvicinandosi al mondo dei poveri, di quelli che hanno bisogno. Il vostro gesto mi commuove – ha aggiunto Marcianò, che ha poi voluto conoscere uno ad uno i legali presenti – e alimenta in me tanta speranza. E anche la speranza che, grazie a persone come voi, è davvero possibile realizzare quella “rivoluzione dell’amore” di cui ho parlato fin dal mio arrivo in queste diocesi». Un incontro tanto significativo quanto semplice, e poi, subito al “lavoro”, cioè “al servizio”, con alcuni legali che hanno già affrontato i primi due casi segnalati dalla Caritas. di Igor Traboni
Imparare aiutando: la 3^ B di Trivigliano all’Emporio Caritas

Non solo teoria, ma esperienza concreta di cittadinanza attiva e solidarietà. Nella giornata del 10 aprile 2026, gli alunni della classe 3B della Scuola Secondaria di I grado di Trivigliano hanno vissuto un significativo momento di volontariato presso l’Emporio solidale della Caritas, di Torre Cajetani, al confine con Fiuggi, nell’ambito del progetto “Educare alla carità”. L’iniziativa, ideata dal professore di religione Gabriele Ritarossi e condivisa con convinzione dalla professoressa di Lettere, Valentina Cardinale, rappresenta uno dei momenti centrali di un percorso educativo più ampio, volto a promuovere nei ragazzi il valore della gratuità, dell’impegno civico e dell’attenzione verso gli altri. Presenti anche i docenti di sostegno Maria Guardiani e Francesco Tomei, che hanno partecipato con interesse e dedizione, accompagnando gli studenti in questa esperienza. Dopo un primo incontro formativo svolto lo scorso 6 marzo, durante il quale i ragazzi avevano ascoltato le testimonianze di volontari dell’UNITALSI, ora gli studenti hanno potuto “toccare con mano” cosa significa aiutare concretamente il prossimo. Presso il Centro diocesano Caritas “L’altra spesa” gli alunni si sono occupati della sistemazione degli scaffali e dell’organizzazione dei prodotti alimentari, affiancando i volontari. L’Emporio solidale rappresenta una risposta concreta ai bisogni delle famiglie in difficoltà: attraverso un sistema a punti e una tessera dedicata, le persone possono accedere ai beni di prima necessità in modo dignitoso, scegliendo ciò di cui hanno bisogno. «È un modello che educa non solo all’aiuto, ma anche al rispetto e alla responsabilità», ha spiegato Michela, la volontaria che ha accolto gli studenti e li ha guidati. Durante l’attività, i ragazzi hanno avuto modo di confrontarsi con operatori, volontari e giovani del Servizio Civile, comprendendo più a fondo il valore del dono e del tempo dedicato agli altri. L’esperienza si è rivelata particolarmente coinvolgente: al termine delle due ore, molti studenti hanno espresso il desiderio di tornare anche durante il periodo estivo per continuare a dare una mano. «È fondamentale far uscire i ragazzi dalle aule e metterli a contatto diretto con queste realtà – sottolineano i docenti – perché è proprio così che si costruisce una vera educazione civica: attraverso l’esperienza concreta». All’ingresso dell’Emporio una frase accoglie volontari e visitatori: “Se ci diamo una mano i miracoli si fanno e il giorno di Natale sarà tutto l’anno”. Un messaggio semplice ma potente, che gli studenti della 3B hanno contribuito a rendere realtà, diventando testimoni di un piccolo, grande miracolo quotidiano. Un sentito ringraziamento va alla Dirigente Scolastica, professoressa Stefania Giammaria, che sostiene e promuove con sensibilità queste iniziative, rendendo la scuola sempre più aperta al territorio e attenta alla formazione umana degli studenti.
Giornate di raccolta del farmaco: il “grazie” della Caritas interdiocesana

La Caritas Interdiocesana di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri ha partecipato, dal 10 al 16 febbraio scorsi, alla Giornata di raccolta del Farmaco che si è svolta proprio in queste giornate in tutta Italia, grazie alla Fondazione Banco Farmaceutico ETS che opera come ente no-profit. Per una intera settimana i cittadini hanno quindi potuto acquistare farmaci di automedicazione (da banco) nelle farmacie aderenti, raccolti poi da vari enti assistenziali – circa duemila in tutta Italia e decine anche sul territorio ciociaro – che li destinano alle persone in stato di bisogno. Si tratta quindi di una risposta concreta al bisogno farmaceutico dei più fragili, in collaborazione con le realtà della carità, attraverso un cammino di educazione alla condivisione e alla gratuità. Tante sono state le farmacie che hanno aderito anche quest’anno all’iniziativa e molto numerosi sono stati anche i volontari della Caritas che hanno affiancato gli operatori delle farmacie delle due diocesi per la riuscita di questo importante evento di gratuità. La Caritas interdiocesana ringrazia dunque tutti i farmacisti e volontari per questa condivisione di un gesto di carità che si è fatto amore. In tutta Italia, nel 2025 oltre mezzo milione di persone (in crescita dell’8,4% rispetto al 2024) csi sono trovate in condizioni di povertà sanitaria e che hanno dovuto chiedere aiuto a una delle 2.034 realtà assistenziali che in tutta Italia sono convenzionate con Banco Farmaceutico, per ricevere gratuitamente farmaci e cure. Il Banco ha preso il via nel 2000, dall’intuizione di un gruppo di amici farmacisti, con l’aiuto diCdo Opere Sociali e Federfarma, sul modello della Giornata della Colletta Alimentare di Banco Alimentare.
Il Vescovo ha celebrato la Messa di Natale in carcere: «Nessuno può mortificare la nostra dignità!»

Nel giorno della vigilia di Natale, l’arcivescovo Santo Marcianò ha fatto visita alla Casa Circondariale di Frosinone, celebrando Messa all’interno del carcere. Il presule è stato accolto in un clima di grande cordialità dalla Vicedirettrice, Laura Notaro (che ha portato i saluti del direttore Francesco Cocco, fuori sede), dal Comandante del Reparto di Polizia penitenziaria, primo dirigente Noemi Gennari; dal vice comandante, Commissario Francesco Langella; dal responsabile della sorveglianza generale, sostituto Commissario Antonio Martino; dal coordinatore del 5° Reparto, Ispettore Luigi Cipriani; dal cappellano del carcere, don Guido Mangiapelo; dal responsabile della Pastorale carceraria e delle Caritas interdiocesane, don Onofrio Cannato. Prima e dopo la funzione, monsignor Marcianò ha avuto parole di apprezzamento e stima per quanti prestano servizio nel carcere frusinate, cogliendo sui loro volti in particolare la fatica del lavoro, ma svolto con serenità, oltre alla riconosciuta professionalità. Anche se l’orologio segnava la tarda mattinata, il vescovo ha poi voluto celebrare la Messa della notte di Natale, per dare un ulteriore segno ai detenuti presenti – una sessantina circa del 4° e del 5° Reparto – che ha salutato ed abbracciato uno ad uno prima della Messa, donando poi loro un Rosario e la Lettera pastorale. «Nella notte di Natale – ha detto monsignor Marcianò nel corso dell’omelia della Messa, concelebrata con don Guido Mangiapelo e don Santo Battaglia – da una parte si veglia, ma dall’altra si accoglie. Ed esplode il canto del Gloria alla nascita di Gesù, per dire “grazie” al Signore, “grazie” perché ti aspettavamo, noi uomini amati dal Signore. Ecco, se ci chiediamo perché il Signore viene, la risposta è proprio questa: viene per amarci! L’amore di Dio ci salva». Il vescovo ha fatto quindi un esplicito richiamo all’umiltà di Gesù e al suo voler assumere «i nostri peccati e portarseli sulla Croce». Facendo poi riferimento alla prima Lettura, declamata poco prima da un detenuto, Marcianò si è soffermato sull’importanza della Luce «che vince le tenebre, che è segno di speranza, di vita. Gesù dice anche a noi di essere Luce. Quali sono – ha detto rivolgendosi quindi in maniera più esplicita ai presenti, sui volti dei quali era possibile leggere una profonda commozione – le tenebre nel cuore di un detenuto? Di certo il fatto di trovarsi rinchiusi. E poi il senso di colpa, di quei pesi che qui dentro si acuiscono e rischiano di distruggervi. Ma è bello pensare che la Luce di Cristo arriva nei vostri cuori e porta serenità: Gesù si prende le nostre colpe, e allora il perdono diventa liberazione. Gesù ripara le nostre vite, è come se ci facesse nascere di nuovo. Siamo figli di Dio e nessuno può mortificare la nostra dignità! Il Signore dice: “Ero carcerato e siete venuti a trovarmi”. Il Signore si manifesta nei pastori, negli umili, non nei potenti: Lui è presente in voi. E se aprite con umiltà il vostro cuore a Lui, Lui vi darà la pace e rischiarerà i vostri cuori», si è avviato a concludere il vescovo, rimarcando più volte proprio la dizione “ero carcerato”. Al termine della funzione, il cappellano don Guido Mangiapelo ha voluto ringraziare l’arcivescovo, cogliendo in particolare un aspetto della Messa: il grande silenzio presente nel salone scelto per la funzione. Prima di andar via e dando appuntamento ad un altro incontro, magari in preparazione alla Pasqua, monsignor Marcianò ha voluto anche salutare alcuni familiari arrivati per i colloqui nella Casa circondariale intitolata a Giuseppe Pagliei, agente di custodia, originario di Giuliano di Roma e ucciso l’8 novembre 1978 nei pressi di Patrica nell’attentato terroristico, rivendicato dalle Unità comuniste combattenti, che costò la vita all’allora Procuratore della Repubblica di Frosinone, Fedele Calvosa, e a Luciano Rossi, altro uomo della scorta del giudice. di Igor Traboni
“Un Natale per tutti”: concluso il progetto per 90 studenti

Venerdì, 19 dicembre, ad Anagni, presso la sede della Caritas della diocesi di Anagni-Alatri, si èconcluso un progetto di orientamento per circa una novantina di studenti dell’Istituto di Istruzionesuperiore Dante Alighieri.“Un Natale per tutti” è un progetto promosso dalla Caritas diocesana in collaborazione con laCoop. sociale IA-IA-OH per sensibilizzare al valore della solidarietà e sviluppare determinatecompetenze: saper partecipare responsabilmente alla vita della comunità scolastica e territoriale;riflettere sul proprio ruolo nella società e sul valore dell’impegno solidale.I giovani studenti sono stati impegnati nel preparare e poi consegnare ai bambini i doni che il lorocuore desiderava e che i bambini hanno richiesto attraverso delle letterine.Il progetto è stato possibile grazie alla collaborazione tra le agenzie educative e caritative che si sonounite per rispondere all’emergenza educativa.Un grazie sentito a tutti coloro che hanno collaborato per il progetto con il cuore e con tantadiponibilità e gratuità. di Giordana Principia e Cleopatra Subiaco
Nuovo direttore per la Caritas delle due diocesi

L’arcivescovo Santo Marciano’ ha nominato don Onofrio Cannato, della diocesi di Anagni-Alatri, nuovo direttore della Caritas diocesana di Frosinone-Veroli-Ferentino e direttore diocesano Migrantes, a far data dal 1° dicembre 2025. Don Onofrio Cannato subentra a Marco Toti, cui va il ringraziamento per il servizio svolto. Dal 1° dicembre don Onofrio Cannato è direttore Caritas e Ufficio Migrantes anche della diocesi di Anagni-Alatri, subentrato a Piergiorgio Ballini, che il vescovo ha ringraziato per il lavoro svolto in questi anni.
Le nomine del Vescovo per Caritas, Migrantes e parrocchia di Morolo

Sua Eccellenza Mons. Vescovo ha nominato a decorrere dal 1° dicembre 2025
Giornata dei poveri: un bel momento di fraternità con la Caritas

Domenica 16 novembre, in occasione della nona edizione della Giornata dei poveri, laCaritas diocesana di Anagni Alatri si è ritrovata a Fiuggi, presso il Centro pastorale, per trascorrere una giornata di fraternità e formazione insieme. Ecco come gli stessi operatori Caritas raccontano quanto vissuto… La mattina, dopo aver fatto colazione insieme, si è svolto un piccolo momento di preghiera e riflessione. Al termine, insieme abbiamo fatto visita agli ospiti della Casa di accoglienza e, dopo aver trascorso del tempo con loro, insieme abbiamo partecipato alla Messa presso la chiesa di Regina Pacis: un momento importante per i volontari e tutti i nostri ospiti, la celebrazione presieduta dal parroco, padre Enzo Iannacone, è stata molto sentita e partecipata. Al termine della celebrazione, tutti insieme, abbiamo pranzato e trascorso qualche ora conviviale. Un momento bello, che ha permesso a tanti di raccontarsi e aprirsi con gli altri. Al termine del pranzo ci siamo spostati al Centro pastorale per un momento di confronto e per fare il punto della situazione dei servizi attivi sull’intero territorio diocesano. E’ stato un momento bello e proficuo, scambio di idee e nuove proposte. Si è ribadita l’importanza di avere una Caritas organizzata, attenta alle esigenze e ai problemi del momento, che metta sempre al centro la persona e si è ribadito che nessuno si salva da solo.
Incontro operatori Caritas

Venerdì 19 settembre a Fiuggi, presso il Centro pastorale di via dei Villini, con inizio alle 19 ,si svolgerà un incontro degli operatori della Caritas attivi sia presso le strutture diocesane chepresso le singole Caritas parrocchiali delle tre vicarie della Chiesa di Anagni-Alatri. L’iniziativa verteràsul tema “La carità per donare speranza in un tempo di crisi”. Tante infatti sono le emergenzeche si ravvisano anche sul territorio diocesano, comprese le cosiddette “nuove povertà” diquanti hanno perso il lavoro, di quelli che non riescono a trovarlo, di quanti hanno difficoltà anchenel sostentamento quotidiano. All’incontro parteciperà il vescovo Ambrogio Spreafico, che inquesti due anni e mezzo di presenza in diocesi non ha mai lesinato la sua vicinanza agli operatoridella Caritas.
La Caritas diocesana aderisce al progetto “Mi fido di noi”

La Caritas della diocesi di Anagni-Alatri ha deciso di aderire al progetto “Mi fido di noi”, il nuovo strumento di microcredito sociale promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana e dalla Caritas Italiana, in collaborazione con la Consulta Nazionale Antiusura e una rete di una settantina di diocesi aderenti. Un’altra iniziativa della Caritas diocesana per venire incontro alle esigenze di un territorio che la crisi economica sta mettendo a dura prova, da quella industriale nel comprensorio di Anagni a quella del turismo termale a Fiuggi, con centinaia di posti di lavoro persi nell’ultimo anno e altrettanti a rischio, soprattutto per la crisi dell’indotto auto e del vicino stabilimento Stellantis di Cassino, anche se qualche buona notizia arriva dal distretto del chimico-farmaceutico di Anagni e da un lento ma progressivo interesse turistico per città come Anagni e Alatri. Tante sono le famiglie in difficoltà, che la Caritas aiuta con varie iniziative, ad iniziare dall’apertura degli empori solidali a Torre Cajetani e ad Anagni. Tornando invece a quest’ultimo progetto, “Mi Fido di Noi” vuole essere un segno concreto del Giubileo, una chiamata alla remissione del debito e alla ricostruzione di legami in una società spesso frammentata. Il progetto infatti offre una possibilità di ripartenza alle persone che non hanno accesso al credito ordinario, attraverso piccoli prestiti (fino a 8.000 euro, a tasso zero) inseriti in un percorso personalizzato e costruito insieme. Tre sono i pilastri dell’iniziativa: l’accompagnamento della persona attraverso strumenti educativi e relazionali; l’erogazione di microcrediti a condizioni agevolate; la raccolta fondi e il sostegno comunitario per alimentare il fondo rotativo. In quest’ottica, il microcredito è solo una parte dello strumento: il vero cuore è la relazione. Ogni persona che si rivolge ai punti di contatto viene accolta, ascoltata e orientata. Con il supporto di tutor di comunità, volontari, operatori, fondazioni e servizi territoriali, si costruisce un percorso di fiducia, dove il microcredito diventa leva per affrontare un bisogno concreto, ma anche per recuperare dignità, consapevolezza e autonomia. Ogni diocesi aderente attiva un Punto di contatto, luogo fisico e relazionale di orientamento, dove convergono le esperienze delle Caritas e delle Fondazioni Antiusura (per il Centro Italia è la Fondazione Salus Popoli). ig.tr.
