Il commento al Vangelo dell’arcivescovo Santo: «Dio ci vuole testimoni di gioia!»

Quello che segue è il commento al Vangelo della terza domenica di Avvento, scritto da monsignor Santo Marcianò e pubblicato su Avvenire Lazio Sette di domenica 14 dicembre 2025 ——————————————————————————————————– È la Domenica della gioia! Essa scandisce l’attesa trepidante del Santo Natale ormai vicino, eppureil Vangelo (Mt 11,2-11) offre immagini realisticamente dure. La prima è la prigione, ove si trovaGiovanni, provato al punto da chiedere a Gesù se Egli sia o meno il Messia atteso. La seconda è ildeserto, dove Giovanni stesso aveva vissuto, e di cui Gesù chiede alle folle di fare memoria,interrogandosi circa l’esperienza di incontro con il Battista. Al centro del brano evangelico, ilmotivo della gioia, la peculiare beatitudine annunciata dal Cristo: «Beato colui che non siscandalizza di me»; “chi non inciampa in me come ostacolo”, potremmo tradurre.Quante prigioni, quanti deserti nella condizione umana! È lì che il Bambino di Betlemme vuole rinascere. «I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciato il Vangelo»; l’attualizzazione della profezia di Isaia (Is 35,1-6a.8a.10), con cui Gesù risponde a Giovanni, esprime la gioia di un deserto chefiorisce e risuona di canti, dentro cui si apre la strada del riscatto, della liberazione, della vera libertàche tutti rispetta. Ma noi continuiamo a scandalizzarci di quel Bambino; a pensare che larappresentazione di un Presepe o il segno di una Croce siano ostacolo alla libertà, all’inclusione,alla tolleranza… Così, rimaniamo imprigionati nel deserto e rifiutiamo la gioia che Egli può portare,se ci riconosciamo e riconosciamo in Lui ogni creatura umana: ogni neonato indifeso e ogni bimbonel grembo materno; ogni essere fragile annientato da guerre, affamato da ingiustizie, violato daabusi, offeso da discriminazioni; ogni persona afflitta da sofferenze, povertà, disabilità o visitatadalla malattia e dalla morte. Lo scandalo di un Gesù rifiutato, persino nelle immagini e nei segni delNatale, grida nello scandalo della vita e della dignità umana negata!Ma, proprio in questo deserto che incatena l’uomo, Dio ci vuole testimoni di gioia, di pace; di unasperanza che, ha detto recentemente Papa Leone, «prende posizione»! Non si tratta di difenderesimboli di un Natale antico ma di lasciare che il Signore che viene ci renda profeti, come il Battista;«angeli» che annunciano il Mistero del Natale evangelizzando la vita umana alla quale la VitaDivina si è unita per sempre, perché ogni deserto fiorisca e sprigioni profumi di gioia e di eternità.  Santo MarcianòArcivescovo