Messa del Crisma, il Vescovo ai sacerdoti: «Guardiamo alla nostra vocazione con la lente della fedeltà»

Il Testo dell’omelia (pdf) Omelia alla S. Messa del Crisma, Cattedrale di Anagni, 1 aprile 2026Santo Marcianò, Arcivescovo-Vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri Carissimi confratelli,La «lente della fedeltà»!È la modalità attraverso cui Leone XIV invita noi sacerdoti a guardare alla nostra vocazione. Èbello accogliere l’invito a “indossare” questa lente nella nostra Messa Crismale, momento centralenella vita dei presbiteri e del presbiterio della Diocesi.È una gioia celebrarla per la prima volta con voi! È una gioia potervi esprimere tutta la gratitudineper ciò che fate, per ciò che siete, nella nostra Chiesa e nel mio stesso Ministero: ringraziol’impegno nel vostro Ministero, a volte difficile, segno di una fedeltà, che è prima di tutto di Dio,alla quale rispondete con entusiasmo e dedizione, sacrificio e amore. E mi piace farlo proprio conl’aiuto della Lettera Apostolica di Leone XIV Una Fedeltà che genera futuro, scritta per il 60°Anniversario dei Decreti Conciliari Optatam Totius e Presbyterorum Ordinis. E la «fedeltà», eglispiega, «è insieme grazia di Dio e cammino costante di conversione per corrispondere con gioiaalla chiamata del Signore Gesù».Oggi, stupiti e grati, ci apriamo ancora una volta a questa «grazia», ci interroghiamo sul nostrocammino di «conversione», rinnoviamo la nostra «fedeltà». Volete rinnovare le promesse, che almomento dell’ordinazione avete fatto davanti al vostro vescovo e al popolo santo di Dio? vichiederò. Le rinnoviamo assieme, raccogliendo, alla luce della Parola di Dio, l’invito del Papa aconiugare la fedeltà con alcuni aspetti del nostro bellissimo Ministero: servizio, fraternità,sinodalità, missione, futuro. È proprio vero: l’olio che ci ha unto è il solo vero balsamo per le ferite dell’umanità! A volte, però,lo dimentichiamo. A volte, come scrive il Papa, «la tentazione dell’autoreferenzialità non cede ilpasso alla logica dell’ascolto e del servizio» ; a volte sono le stesse ferite del sacerdote a bloccarneil servizio: lo abbiamo meditato pure nei nostri Ritiri, sottolineando al contempo il valore salvificodi tali ferite.Per essere fedeli al servizio, occorre allora «ricordare con passione il suono della voce del Signoreche ci ama, ci sceglie e ci chiama», esorta il Papa: «ogni giorno il sacerdote è come se tornasse allago di Galilea – là dove Gesù chiese a Pietro “Mi ami tu?” ( Gv 21,15) – per rinnovare il suo“sì”».Cari amici, nell’Eucaristia di oggi ciascuno torni a quel Lago, ascolti nel proprio cuore questa Voce,Le restituisca il primato nella propria vita, impegnandosi a rinnovare la fedeltà quotidiana! Perfarlo, accanto all’intimità della preghiera Leone indica un’altra via: «una formazione continua,permanente, in modo da costituire un dinamismo di costante rinnovamento umano, spirituale,intellettuale e pastorale» .Dopo il Seminario, che «dovrebbe essere una scuola degli affetti», siamo invitati anche a curare«un cammino di familiarità con il Signore che coinvolge l’intera persona, cuore, intelligenza,libertà, e la plasma a immagine del Buon Pastore».Un dovere, la formazione presbiterale! E noi lo abbiamo assunto, come impegno serio e gioioso, peruna crescita nel ministero e nella fraternità. 1 . Fedeltà e servizio«Il Signore mi ha consacrato con l’unzione».Gesù, nel Vangelo (Lc 4,16-21), rilegge così la profezia di Isaia. C’è un’unzione all’origine delnostro Ministero, un’unzione che indica la scelta di Dio. È Dio che ci unge e lo fa con l’unzionestessa del Cristo, l’Unto del Signore. Mentre si spalanca dinanzi a noi il Triduo Pasquale, la lentedella fedeltà ci fa mettere a fuoco Gesù: ci aiuta a guardarLo, seguirLo, imitarLo, amarLo… fino aessere uno con Lui.Nella Sua Consacrazione c’è anche la nostra! E oggi, lo riascolteremo, la Santa Chiesa celebra lamemoria annuale del giorno in cui Cristo Signore comunicò agli apostoli e a noi il suosacerdozio.Il sacerdozio è Suo, non ci appartiene, è un puro dono; il primo gradino del vero servizio sta in taleconsapevolezza. Siamo unti per profumare di Cristo e portare il Suo profumo, lo abbiamo ascoltatodalla prima Lettura (Is 61,1-3.6.8b-9): «fasciare le piaghe dei cuori spezzati, proclamare la libertàdegli schiavi, la scarcerazione dei prigionieri, consolare tutti gli afflitti…». È proprio vero: l’olio che ci ha unto è il solo vero balsamo per le ferite dell’umanità! A volte, però,lo dimentichiamo. A volte, come scrive il Papa, «la tentazione dell’autoreferenzialità non cede ilpasso alla logica dell’ascolto e del servizio» 3 ; a volte sono le stesse ferite del sacerdote a bloccarneil servizio: lo abbiamo meditato pure nei nostri Ritiri, sottolineando al contempo il valore salvificodi tali ferite.Per essere fedeli al servizio, occorre allora «ricordare con passione il suono della voce del Signoreche ci ama, ci sceglie e ci chiama», esorta il Papa: «ogni giorno il sacerdote è come se tornasse allago di Galilea – là dove Gesù chiese a Pietro “Mi ami tu?” ( Gv 21,15) – per rinnovare il suo“sì”» .Cari amici, nell’Eucaristia di oggi ciascuno torni a quel Lago, ascolti nel proprio cuore questa Voce,Le restituisca il primato nella propria vita, impegnandosi a rinnovare la fedeltà quotidiana! Perfarlo, accanto all’intimità della preghiera Leone indica un’altra via: «una formazione continua,permanente, in modo da costituire un dinamismo di costante rinnovamento umano, spirituale,intellettuale e pastorale» .Dopo il Seminario, che «dovrebbe essere una scuola degli affetti», siamo invitati anche a curare«un cammino di familiarità con il Signore che coinvolge l’intera persona, cuore, intelligenza,libertà, e la plasma a immagine del Buon Pastore».Un dovere, la formazione presbiterale! E noi lo abbiamo assunto, come impegno serio e gioioso, peruna crescita nel ministero e nella fraternità. (Grazie a Fausto Martufi per il servizio fotografico)
Il 21 settembre l’ingresso dell’arcivescovo Marcianò nella diocesi di Anagni-Alatri

L’Arcivescovo S.E. Mons. Santo Marcianò farà il suo ingresso nella Diocesi di Anagni-Alatri domenica 21 settembre 2025, e non più il 14 settembre, come precedentemente comunicato. L’arrivo ad Anagni è previsto per le ore 16:30 in piazza Cavour, dove sarà accolto dalle Autorità civili e militari. Seguirà il trasferimento presso Palazzo Comunale per i saluti istituzionali da parte dei rappresentanti del Governo, del Comune di Anagni, degli altri Comuni del territorio diocesano e dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone. Successivamente, l’Arcivescovo Marcianò farà il suo ingresso nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata, dove inizierà ufficialmente il Suo ministero pastorale come Vescovo della Diocesi di Anagni-Alatri, presiedendo la solenne Celebrazione Eucaristica con la partecipazione del clero e dei fedeli. Il programma dettagliato sarà comunicato nei prossimi giorni.
Il primo saluto del vescovo Marcianò: «Già amo questa Chiesa con tutto me stesso»

Il saluto dell’Arcivescovo Santo Marcianò (pdf) Ai Presbiteri, ai Diaconi, ai Religiosi e a tutti i fedeli delle Diocesidi Frosinone-Veroli-Ferentino e di Anagni-Alatri «L’anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio»! (Lc 1,46-47) Carissimi fratelli e sorelle, è bello magnificare Dio ed esultare in Lui: come Maria, come Giovanni il Battista nella cui festa ho accolto la Volontà del Signore che, attraverso Papa Leone, mi invia a voi come pastore. Nel grembo di Elisabetta, Giovanni non vede ancora Gesù però Lo riconosce: ecco la gioia! Anch’io, nella gioia, riconosco il Signore che mi chiama a seguirLo, con voi e per voi, e attendo di vederLo in voi, nelle vostre storie, nella storia della nostra terra ricca di bellezza, cultura, tradizioni, arte… impregnata della fede dei padri, della preghiera che abita in particolare i monasteri, dellasperanza che vive in tante opere… terra che ha bisogno di speranza, per estirpare mali che minano il creato e la pacifica convivenza, guarendo i cuori con la tenera forzadell’Amore del Cuore di Cristo. In Lui saluto voi, carissimi Presbiteri, che questo Cuore ha scelto e unisce in Sé come collaboratori del ministero episcopale: grazie per il vostro “sì”, che sostiene e arricchisce il mio. Con voi saluto i seminaristi, grato per il dono grande che è il Seminario, i diaconi permanenti, i religiosi, le religiose e tutti i consacrati i quali attingono dal Cuore del Signore la radicalità dell’appartenenza e la fecondità dell’apostolato. E saluto illaicato, protagonista nell’evangelizzazione: comunità, aggregazioni, associazioni, organismi di partecipazione; e le famiglie, cuore pulsante della Chiesa e della società. Un abbraccio speciale invio ai giovani: voi, che siete il fuoco del Cuore di Gesù, incendiate d’amore questo mondo assetato di Dio, amando e lasciandovi amare da Lui, che colma il bisogno di affetto e dona senso alla vita. Perché la vita è dono meraviglioso: la vita dei nostri bimbi e dei più fragili, da accogliere dal concepimento e proteggere da violenze, sfruttamenti, abusi; dei nostri anziani, tesoro di memoria e maestri d’amore; dei nostri poveri, carcerati, stranieri, che bussano al cuore per farlo aprire con generosità; la vita di malati e sofferenti, preziosa e da sostenere fino all’ultimo respiro. La mia vita è per voi, per tutti! E spero che ogni vita, che è unica, sia sempre più promossa, anche con l’aiuto del mondo delle Istituzioni, della Cultura, della Comunicazione, dell’Arte: saluto con tanta stima voi che, con l’amore del Cuore diCristo, siete chiamati a servire la città dell’uomo, a scrutare la storia, a comunicare la verità, a indicare la bellezza; camminiamo insieme per rendere migliore la terra e scrivere pagine di pace e comunione. Perché la comunione, dono del Cuore di Gesù, è essenza della Chiesa: è sorgente di sinodalità, unità, servizio. È dono che desidero fortemente condividere con voi, accogliendo anche il desiderio di Leone XIV, il quale l’ha invocata fin dal primo giorno. Per tante ragioni la nostra terra è legata ai Papi, non ultimo perché ha dato i natali a Leone XIII; ringraziando infinitamente Dio, ringrazio commosso il Papa per la fiducia con cui mi ha voluto pastore di questa Chiesa, che già amo con tutto me stesso. E ringrazio di cuore Sua Eccellenza Monsignor Ambrogio Spreafico che questa Chiesa ha accompagnato con dedizione, preparazione, amore, aiutandola a crescere nell’unità. Sì, l’unità dei figli e con i figli è la gioia più grande per un padre, per un vescovo! E a noi essa viene consegnata anche nella bellezza di essere due Diocesi in un’unica Chiesa: un’armonia di diversi spalancata sul mondo, come il Cuore di Dio. È lasperanza che, in questo Giubileo, accogliamo insieme, Chiesa della terra e Chiesa del Cielo, con la preghiera dei nostri Santi Patroni. Mentre attendo con gioia di incontrarvi, per intercessione loro e della Vergine Maria, chiedo al Signore di benedire ciascuno di voi e il cammino che inizieremo, con Lui e incontro a Lui, nostra Speranza e nostra Pace! Con tanto affetto, nel Cuore di Cristo, Roma, 1 luglio 2025
L’arcivescovo Santo Marcianò nuovo Pastore di Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino

Papa Leone XIV ha nominato l’arcivescovo Santo Marcianò Pastore di Frosinone-Veroli-Ferentino e di Anagni-Alatri, le due diocesi che restano unite in persona episcopi L’annuncio è stato dato a mezzogiorno di martedì 1 luglio, in simultanea dalla sala stampa del Vaticano e a Frosinone, dove il clero e i fedeli delle due diocesi erano stati convocati presso l’auditorium San Paolo. Marcianò succede a monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino dall’ottobre del 2008 e di Anagni-Alatri da novembre 2022, dopo che questi il 26 marzo scorso ha presentato le dimissioni al raggiungimento del 75° anno di età. Nato a Reggio Calabria il 10 aprile 1960, Santo Marcianò si è formato presso il presso il Pontificio Seminario Romano Maggiore e ha poi conseguito il baccellierato in teologia alla Lateranense e il dottorato in Sacra Liturgia al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo. Nel 1982 si è laureato anche in Economia e Commercio, a Messina. Ordinato sacerdote nel 1988, nella sua diocesi reggina è stato parroco e vicario, rettore del Seminario Maggiore Pio XI, docente di liturgia, direttore del centro vocazioni e collaboratore in vari organismi diocesani. Nel 2006 Benedetto XVI lo ha nominato arcivescovo di Rossano-Cariati. Nel 2013 Papa Francesco lo ha chiamato a guidare l’ordinariato Militare per l’Italia, fino all’aprile scorso, quando ha lasciato al compimento del 65° anno di età, come previsto dalla normativa italiana per gli ordinari militari. «Ringrazio commosso il Papa per la fiducia con cui mi ha voluto pastore di questa Chiesa, che già amo con tutto me stesso», ha scritto monsignor Marcianò in un primo indirizzo di saluto inviato alle due diocesi laziali, richiamando anche «l’unità dei figli e con i figli» che è «la gioia più grande per un padre, per un vescovo! E a noi essa viene consegnata anche nella bellezza di essere due Diocesi in un’unica Chiesa: un’armonia di diversi spalancata sul mondo, come il cuore di Dio». Commosso il saluto e il ringraziamento del vescovo Spreafico, che ha dovuto interrompersi per l’emozione quando ha affermato: «Ho cercato di impegnarmi per il bene di questa terra. Ho voluto bene alla Ciociaria…». Marcianò prenderà possesso della diocesi di Frosinone domenica 7 settembre e di Anagni-Alatri la domenica successiva, 14 settembre.
