Nel cuore del Giubileo della Speranza, la canonizzazione congiunta dei beati Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis rappresenta un segno profetico, un invito forte e chiaro rivolto alla coscienza del nostro tempo. Due giovani, due laici, due storie diverse ma convergenti, che parlano al presente con la forza di una santità incarnata, concreta, profondamente radicata nell’amore per Dio e per l’umanità. «La canonizzazione di Pier Giorgio rappresenta un momento significativo per tutta l’AC e la sua figura è un esempio per generazioni di laici giovani e adulti impegnati nella Chiesa e nel mondo» Come ha ricordato Papa Leone XIV: «La sua vita, semplice e luminosa, ci ricorda che, come nessuno nasce campione, così nessuno nasce santo». Per l’Azione Cattolica Italiana – di cui fu membro e testimone eloquente – è un momento di grazia e di gratitudine profonda.
L’Azione Cattolica Diocesana domenica 7 Settembre 2025 si è avviata verso Roma per condividere in Piazza S.Pietro, la gioia della canonizzazione dei beati Pier Giorgio Frassati e Carlo Acutis.
Due pullman, uno per i giovani e uno per gli adulti, sono partiti di buon mattino, attraversando i paesi della diocesi (Alatri, Trevi Nel Lazio, Fiuggi, Piglio, Anagni con l’aggiunta di alcuni adulti e giovani di Palestrina) per radunare circa 90 partecipanti
Arrivati in Via della Conciliazione 1, l’AC Nazionale ci ha consegnato i cappellini e le bandiere ci ha rifornito di bottigliette d’acqua, dopodche con gioia e entusiasmo ci siamo avviati verso la piazza, alle 7,30 eravamo tutti seduti in attesa della celebrazione.
Tra le 80mila presenze anche i nostri giovani con il loro entusiasmo, cantando e sventolando le bandiere e esponendo lo striscione dell’AC Diocesana. Le frasi più significative dei due giovani laici venivano riportate sui tantissimi cartelloni e striscioni che riempivano la piazza. Pier Giorgio Frassati “Vivere, non vivacchiare”, Carlo Acutis “Tutti nasciamo come originali”. All’improvviso una bellissima sorpresa, sul sagrato è apparso Papa Leone XIV per un saluto e un ringraziamento rivolto ai tantissimi presenti, il suo saluto si è levato come un abbraccio universale. “Oggi è una festa bellissima per tutta l’Italia, per tutta la Chiesa, per tutto il mondo!”.
Poco dopo è iniziata la solenne celebrazione, concelebrata, tra gli altri, dal cardinale Roberto Repole, arcivescovo di Torino; monsignor Mario Delpini, arcivescovo di Milano; monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Azione Cattolica Italiana; monsignor Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e Foligno. Tra i presenti, anche presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella.
Un boato di applausi ha inondato la Piazza al momento della proclamazione dei due Santi.
Leone XIV nell’omelia, rivolto in particolare ai giovani, ha richiamato la loro testimonianza di vita vissuta, il loro “essere innamorati di Gesù” e la loro incessante volontà di “donare tutto per Lui”. Un amore coltivato attraverso “mezzi semplici, alla portata di tutti”, per vivere autenticamente la “santità della porta accanto”.
“Cosa devo fare perché nulla vada perduto?”
Il Papa evoca una domanda della Prima Lettura, tratta dal Libro della Sapienza e proclamata da Michele Acutis, fratello di Carlo. Cosa devo fare perché nulla vada perduto? La risposta è la richiesta di un dono più grande: la Sapienza di Dio, per conoscere e aderire ai suoi progetti
Chiamati a “buttarci”
Leone XIV si è soffermato poi sul Vangelo, dove viene delineato un altro progetto radicale, “a cui aderire fino in fondo”. Quello indicato da Gesù: E quanti altri santi e sante potremmo ricordare! A volte noi li raffiguriamo come grandi personaggi, dimenticando che per loro tutto è cominciato quando, ancora giovani, hanno risposto “sì” a Dio e si sono donati a Lui pienamente, senza tenere nulla per sé.
“Frassati Impresa Trasporti”
In questa cornice, Leone XIV ripercorre le vite di Frassati e Acutis. Del primo sottolinea l’impegno nella scuola, nei gruppi ecclesiali – Azione Cattolica, Conferenze di San Vincenzo, FUCI (Federazione universitaria cattolica italiana) e Terz’Ordine domenicano. La sua fede si esprime nella preghiera, nell’amicizia e nella carità. “Frassati Impresa Trasporti” è il soprannome affettuoso con cui gli amici lo chiamano, vedendolo portare aiuti ai poveri per le strade di Torino. La sua testimonianza è “una luce per la spiritualità laicale ”Per lui la fede non è stata una devozione privata: spinto dalla forza del Vangelo e dall’appartenenza alle associazioni ecclesiali, si è impegnato generosamente nella società, ha dato il suo contributo alla vita politica, si è speso con ardore al servizio dei poveri
Preghiera, sport, studio e carità
Di Carlo, il Papa ricorda l’incontro con Gesù attraverso la famiglia – menziona Michele, Francesca, la sorella, e i genitori, Andrea e Antonia, tutti presenti in basilica – e la scuola, ma “soprattutto nei Sacramenti celebrati nella comunità parrocchiale. È cresciuto, così, integrando naturalmente nelle sue giornate di bambino e di ragazzo preghiera, sport, studio e carità
“Non sciupare la vita”
I nuovi santi diventano così un “invito”, rivolto specialmente ai giovani, “a non sciupare la vita, ma a orientarla verso l’alto e a farne un capolavoro”.
Diceva Pier Giorgio: Se avrai Dio per centro di ogni tua azione, allora arriverai fino alla fine
E Carlo: Non io, ma Dio
San PierGiorgio Frassati e San Carlo Acutis invitano a non sciupare la vita ma a orientarla verso l’alto.
Un “bivio della vita” si apre davanti a ogni giovane: il rischio più grande è lasciarsi sfuggire il tempo. Ma c’è “un’avventura” che chiama, invitando a gettarsi “senza esitazioni”, a spogliarsi di sé, delle “cose”, delle “idee” che ci tengono prigionieri. Basta alzare lo sguardo verso il cielo, assaporare ogni respiro della propria esistenza e camminare “incontro al Signore, nella festa eterna del Cielo”.
Un grazie speciale al nostro Vescovo uscente S.E. Ambrogio Spreafico che ha sostenuto insieme all’Azione Cattolica Diocesana questa iniziativa, permettendo ai ragazzi e alle famiglie di aderire con una quota minima.
A cura dell’Azione Cattolica Diocesi Anagni-Alatri


