Il Museo della Cattedrale di Anagni (MuCA) celebra i suoi primi dieci anni. Un decennio di mostre, restauri, prestiti e iniziative che hanno portato il nome della città oltre i confini nazionali. Non solo custode del patrimonio artistico e religioso della Cattedrale, il MuCA si è imposto come motore culturale capace di rinnovarsi anno dopo anno.
Dal 2015 ad oggi, il museo ha proposto al pubblico esposizioni che hanno saputo coniugare ricerca storica e divulgazione: dalle rassegne dedicate a Bonifacio VIII e alla Chiesa medievale, fino alle mostre su Innocenzo III, sul Corpus Iuris Civilis, sul preziosissimo libro d’Ore della Biblioteca capitolare e la mostra fotografica sui 25 anni dai restauri della Cripta.
Ad attrarre un pubblico sempre più vasto sono state anche le aperture straordinarie di
ambienti solitamente inaccessibili come i cosiddetti Grottoni della Cattedrale o la Cisterna,
ma anche le esposizioni temporanee di volumi e oggetti non sempre visibili.
Parallelamente, non sono mancati i prestiti di opere a istituzioni prestigiose, come la
Fondazione Prada, Palazzo Braschi e l’Università La Sapienza, segno di un dialogo
costante con la comunità scientifica e culturale.
Accanto alle grandi mostre, il MuCA ha saputo creare appuntamenti ormai identitari. Ogni
settembre la rievocazione dello “Schiaffo di Anagni”, organizzata con la collaborazione
dell’Associazione Interparrocchiale Anagni Medievale (AIAM) e del Gruppo Medievale
Colle Sant’Angelo, riporta in vita un episodio chiave della storia europea, unendo
spettacolo e approfondimento storico. Ogni dicembre, invece, le Giornate di San Thomas
Becket celebrano il martirio del santo inglese con conferenze, spettacoli e incontri. Due
iniziative che da oltre dieci anni animano il calendario culturale cittadino.
Molte sono state in questi anni le TV locali, nazionali ed estere che si sono interessate al
monumento e che hanno contribuito ad ampliare la sua notorietà, facendolo conoscere a
un pubblico sempre più vasto.
I restauri: un decennio di rinascita
Un capitolo fondamentale nella storia del MuCA è rappresentato dai restauri, che in questi
dieci anni hanno interessato opere di straordinaria importanza. Si è trattato di interventi
capaci di restituire nuova vita al patrimonio, ma al tempo stesso di affrontare sfide tecniche
ed economiche considerevoli. Tra questi spicca il complesso restauro dell’Icona del
Salvatore, che ha messo a dura prova i restauratori ma ha consentito di riportare alla luce
un capolavoro di inestimabile valore e rara bellezza.
Le principali tappe:
2016: restauro dell’Icona della Vergine con Bambino e Rainaldo presbitero di Lello
de Urbe (CEI);
2017: restauro della Via Crucis della Cattedrale, oggi esposta negli ambienti delle
Sagrestie;
2018-2022: restauro dell’Icona del Salvatore, con il sostegno economico della CEI,
dell’O.M.R. e di BancAnagni;
2020: intervento di pulitura sugli affreschi della Cripta (BancAnagni); pulitura e
consolidamento della Loggia delle Benedizioni, del pavimento della chiesa e
restauro degli affreschi del criptoportico (SABAP);
2021: restauro della Madonna della Cintola proveniente da Trivigliano (CEI), del
Flagellazione di Gesù attribuito a Carlo Maratta (CEI) e del Battesimo di Gesù
proveniente dalla chiesa di Sant’Andrea; sistemazione e allestimento della
Pinacoteca negli ambienti dell’Archivio Capitolare (CEI);
2022: interventi di pulitura sugli affreschi dell’Ambulacro; restauro degli affreschi
nell’Oratorio di San Thomas Becket (SABAP); restauro della tela proveniente dalla
chiesa di San Lorenzo (CEI);
2023: restauro di due tele mariane provenienti dalla chiesa dei Santi Filippo e
Giacomo (CEI); sistemazione del tetto della Sala Capitolare; completo rifacimento
della copertura del sottotetto del Tesoro Antico;
2024: lavori imponenti sulla facciata della Cattedrale, realizzati grazie al contributo
determinante di BancAnagni e con il supporto fondamentale della società Sices di
Rodolfo Lanzi per la messa in opera dei ponteggi; restauro dei tessuti del Tesoro
finanziato dalla SABAP e della statua lignea di sant’Antonio abate, attualmente
ricoverata presso i laboratori l’università della Tuscia come oggetto del corso di
restauro.
2025: restauro di due lettighe funebri, di un antifonario e di un lezionario, a
conferma dell’attenzione alla conservazione del patrimonio librario e materiale.
Si tratta di interventi che hanno richiesto competenze tecniche, risorse economiche e una
forte rete di collaborazioni tra enti ecclesiastici, istituzioni pubbliche e fondazioni private.
Ogni restauro non è stato solo un atto conservativo, ma anche occasione di studio,
confronto scientifico e restituzione alla comunità di beni che rischiavano di andare perduti.
Ad esempio, dopo quattro anni di lavori, in occasione del ritorno ad Anagni dell’Icona del
Salvatore e dei suoi due sportelli dipinti, è stata organizzata una tavola rotonda con
studiosi e ospiti di fama internazionale ai quali sono stati presentati gli ultimi studi
sull’opera e le recentissime scoperte d’archivio.
Contemporaneamente il MuCA ha reso possibile l’uscita di volumi significativi, come le
ultime due pubblicazioni del professor Lorenzo Proscio (“il Bestiario della Cattedrale di
Anagni” e “Lo Schiaffo di Anagni. La storia, i luoghi, le leggende”) e la nuova guida storico
artistica del Museo della Cattedrale, scritta da Claudia Coladarci, curatrice del MuCA, e
Davide Angelucci, docente di storia dell’arte. A venticinque anni dalla prima pubblicazione,
nel 2019, è stato ristampato il volume sui restauri, edito a cura dell’Istituto Centrale per il
Restauro.
Il contributo di BancaAnagni, SABAP, CEI e privati cittadini
Dietro ogni mostra, restauro ed evento si nasconde un aspetto spesso invisibile al
pubblico: i costi. Gestire una realtà come il MuCA significa affrontare spese ingenti, dalle
esigenze quotidiane di manutenzione fino agli interventi straordinari. In questo contesto, il
sostegno di BancaAnagni si è rivelato determinante: dal restauro della Cripta a quello della
facciata, fino ad altri interventi cruciali, la banca locale ha dimostrato come un istituto
radicato sul territorio possa fare la differenza. Non semplici sponsorizzazioni, ma veri e
propri investimenti nella memoria collettiva e nell’identità di Anagni.
Lo stesso si può dire della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le
province di Frosinone e Latina: in questi anni è intervenuta con professionalità e
competenza, in accordo con la direzione scientifica del museo, per restaurare a proprie
spese diverse parti del monumento, restituendole alla comunità in tutto il loro splendore.
La Conferenza Episcopale Italiana, invece, con il contributo proveniente dall’8×1000, ha
accettato le richieste di contributo per il restauro di tele, tavole e manufatti di straordinario
valore storico e artistico.
Non meno significativo è stato il contributo di privati cittadini che, per affezione al
monumento, hanno sostenuto importanti interventi: tra questi, Rodolfo Lanzi, in occasione
del restauro della facciata della Cattedrale, e l’avvocato Athos Russo, che ha finanziato il
restauro della Via Crucis settecentesca.
Un futuro da costruire
Il decennale del MuCA non è un punto d’arrivo, ma una tappa in un percorso che guarda
avanti. La storia del museo dimostra che la valorizzazione del patrimonio richiede
costanza, risorse e la partecipazione di un’intera comunità.
Oggi il MuCA festeggia i suoi primi dieci anni con la consapevolezza che molto è stato
fatto, ma altrettanto resta da fare, poiché un patrimonio così ricco e fragile non si conserva
da solo: ha bisogno di cura, di impegno e di sostegno continuo.
Il Capitolo della Basilica Cattedrale di Anagni, proprietario e gestore del bene, desidera
ringraziare tutti coloro che in questi anni si sono impegnati nella cura e nella
conservazione della Cattedrale di Santa Maria Annunziata e delle sue pertinenze. Un
grazie che va non solo a chi ha contribuito ai lavori di restauro e manutenzione, ma anche
a quanti hanno sostenuto le attività di valorizzazione e promozione, favorendo un notevole
incremento del flusso turistico, quasi raddoppiato nel corso del decennio.



