Domenica 16 novembre la parrocchia di Santa Maria del Carmine di Tecchiena, guidata da don Antonello Pacella, ha ospitato – in prossimità della festa di Santa Cecilia, patrona della musica – la decima edizione del “Raduno diocesano delle corali”, ormai consueto appuntamento organizzato dall’Ufficio liturgico diocesano, diretto da don Bruno Durante, con l’ausilio del coro diocesano, diretto da Giovanna Martini, coadiuvata da Bernadette Terrinoni, animatrice dell’assemblea liturgica.
La chiesa “della Madonnina” si è trasformata in un grande laboratorio di musica e spiritualità. Decine di cantori provenienti da parrocchie di tutta la diocesi si sono ritrovati per condividere canti liturgici, sperimentare nuove armonie e celebrare insieme la forza della musica come strumento di comunione.
L’atmosfera era carica di un senso di sacralità che ha ricordato il mito di Orfeo ed Euridice. Come Orfeo che con la sua lira cercava di riportare in vita l’amata dal regno dei morti, anche i cori, con le loro voci, hanno cercato di “scendere” nei recessi più profondi dell’anima dei presenti perché la musica è il ponte tra il cielo e la terra, come ha sottolineato anche Luca Ciocci, membro dell’Ufficio liturgico diocesano, in una ricca riflessione iniziale, citando liberamente il mito: «Così come Orfeo cercava Euridice con la sua melodia, noi cerchiamo Dio e la comunione tra di noi attraverso il canto».
Le esibizioni hanno spaziato dai canti tradizionali alle composizioni contemporanee, alternando momenti di intensa meditazione a brani più vivaci che hanno coinvolto anche i fedeli presenti, come se ogni nota fosse un passo verso qualcosa di più grande, proprio come Orfeo camminava verso la luce per non perdere Euridice.
Non sono mancate riflessioni profonde sulla dimensione spirituale della musica, con alcuni interventi che hanno richiamato le parole di Sant’Agostino: «Chi canta prega due volte». Questa citazione ha riecheggiato più volte tra le navate, ricordando che il canto liturgico non è solo esecuzione tecnica, ma un vero e proprio atto di devozione. «Cantare insieme» – ha spiegato don Bruno Durante nel saluto iniziale – «è imparare a camminare verso Dio, un po’ come Orfeo che non voleva lasciare Euridice, ma questa volta guidati dalla luce della fede».
Il raduno si è concluso con la recita della preghiera del Vespro, in cui tutte le voci dei partecipanti si sono fuse in un unico respiro, lasciando nei presenti la sensazione di aver vissuto qualcosa di sacro e collettivo, e con un breve momento di convivialità, impreziosito dalla generosa collaborazione delle signore di tutta la parrocchia.
L’esperienza, come la musica di Orfeo, rimarrà impressa nella memoria di chi ha cantato e di chi ha ascoltato, trasformando ogni nota in un invito alla comunione e alla bellezza.
di Giulia Rossi

Qui sopra e in basso il coro di Tecchiena








