Nel cuore della natura incontaminata di Fiumata (Filettino) si è svolto dal 19 al 26 luglio il campo di formazione promosso dall’Oratorio “Pier Giorgio Frassati” di Anagni. Un’esperienza intensa e rigenerante che ha visto protagonisti 48 giovani. Un gruppo eterogeneo per crescita e maturità, ma unito dalla voglia di mettersi in gioco, condividere un cammino profondo e vivere giornate di autentica fraternità, lontano dalla solita routine. L’iniziativa è nata con un obiettivo preciso: offrire ai ragazzi uno spazio di deconnessione e riflessione. In un’epoca dominata dall’onnipresenza dei social media e dall’uso continuo degli smartphone, che spesso alterano la percezione delle relazioni umane e rallentano il dialogo diretto, gli organizzatori hanno scelto di proporre una vera e propria “sfida digitale”. E così, i dispositivi personali sono stati messi da parte per fare spazio all’ascolto, al contatto visivo, al gioco condiviso e alla parola detta a voce alta.
Se i primi momenti senza schermo potevano causare qualche inevitabile smarrimento nei più giovani, la forza della vita di gruppo e il ritmo incalzante delle attività hanno superato rapidamente le resistenze iniziali, riaprendo la strada a un modo di comunicare più diretto, autentico e spontaneo.
Attorno a quale filo conduttore si è sviluppata questa esperienza? Il tema scelto per l’edizione di quest’anno è stato “Stories”. Un nome non casuale: un termine quotidiano per i giovanissimi, ma ribaltato completamente nella prospettiva: non pubblicare storie effimere sul display di un telefono, ma imparare a narrare la propria vita vera.
Il percorso-guida ha preso le mosse dal primo capitolo del Libro della Genesi, per trasformarsi in un invito aperto all’introspezione. Attraverso dinamiche di gruppo, attività tematiche e giochi mirati, i partecipanti sono stati guidati a guardarsi dentro, a riconoscere le proprie fragilità e i propri punti di forza, imparando poi a raccontarsi agli altri con trasparenza. La luce che ha illuminato questo cammino è stata quella dei valori del Vangelo, intesi non come principi astratti, ma come strumenti vivi per orientare le scelte quotidiane, con l’auspicio di formare adulti più consapevoli e, soprattutto, adolescenti più felici e risolti. Le giornate sono state scandite da un programma ricco e ben bilanciato, dove l’incontro con il Creato ha giocato un ruolo primario. Le passeggiate sui sentieri della zona e i giochi all’aria aperta hanno offerto continui momenti di distensione e bellezza.
L’apertura della giornata è avvenuta ogni mattina al palo, dove ci si è ritrovati tutti insieme per dare il via alle attività con slancio ed entusiasmo. I momenti più suggestivi si sono vissuti invece a sera, attorno al falò sotto le stelle: un rituale antico che ha invitato alla condivisione spontanea, al canto, al gioco e alla riflessione.
La riuscita di una macchina organizzativa così complessa si è basata su una rete affiatata e generosa di persone. Il bilancio complessivo è estremamente positivo. Esperienze di questo tipo appaiono oggi più urgenti e preziose che mai: in una società frammentata, offrire ai giovani l’opportunità di vivere momenti di fraterna gioia, ascolto reciproco e riscoperta spirituale significa piantare semi destinati a portare frutti duraturi nella loro vita quotidiana e nella comunità.
di Marina Verneau









