Gli alunni di Guarcino alla scoperta del Santuario della Madonna delle Neve

6 Giugno 2026

Gli alunni di Guarcino alla scoperta del Santuario della Madonna delle Neve

A Guarcino, incastonato in uno splendido angolo a ridosso delle mura medievali, c’è il Santuario diocesano della Madonna della Neve. Un patrimonio di storia e spiritualità immerso nella natura e molto caro alla popolazione.  Ricostruito interamente dall’ intera popolazione dopo la seconda guerra mondiale, grazie all’intuizione dell’allora parroco don Pietrino di Fabio, fu eretto nel 1956 e dedicato alla Madonna della Neve. Curioso è il fatto che proprio nel 1956 è l’anno della grande nevicata che imbianco l’Italia e gran parte della Ciociaria.

All’interno si conserva un bellissimo affresco di scuola giottesca e delle meravigliose vetrate colorate che rendono il Santuario, con la luce del sole, un trionfo di colori sotto un soffitto straordinario completamente stellato. Il Santuario conserva nei guarcinesi questa memoria di partecipazione dell’intera comunità che si prodigò con ogni mezzo alla sua rinascita. Come ha ricordato Giuseppe Flori, detto Peppino, memoria storica del Santuario che ha accompagnato gli alunni in questi viaggio nei suoi ricordi di bambino che veniva ad aiutare gli adulti nella ricostruzione.

Lunedì  25 maggio è  stata quindi una giornata particolare per le classi della scuola secondaria di primo grado, con  una attività didattica in cui essi stessi sono stati relatori delle notizie storico-artistiche e spirituali del luogo, che fu anche teatro di rifugio durante la seconda guerra mondiale e purtroppo  anche di  un bombardamento che, tuttavia, non distrusse l’antica effige.  I ragazzi si sono poi esibiti  nella recita del canto della Divina Commedia “Vergine Madre”. L’iniziativa è stata promossa dai docenti di religione cattolica Gabriele Ritarossi e di Lettere, Elisa Mariani. Sostenuti anche dai docenti Antonio Pelloni ed Ennia Rondinara.  L’attività didattica è stata possibile anche grazie alla collaborazione con i rappresentanti di classe, in modo particolare un grazie va a Massimiliano Lisi. L’esperienza si colloca dentro un costante riferimento con la storia della comunità guarcinese dove arte, religione, storia, si intrecciano e consentono di aprirsi al territorio.

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