La parrocchia di Porciano affidata ad un parroco e a un diacono
Il canone 517 paragrafo 2 del Codice di Diritto Canonico dice che il Vescovo diocesano può affidare una partecipazione nell’esercizio della cura pastorale di una parrocchia o ad un diacono o ad una persona non insignita del carattere sacerdotale, istituendo un sacerdote che, come parroco, sia moderatore della cura pastorale. Questa possibilità il vescovo Mons. Lorenzo Loppa l’ha fatta diventare realtà all’interno della sua Diocesi nell’affidare a don Roberto Martufi, già parroco di Fumone, la responsabilità di parroco della parrocchia di Cristo Re sita nella frazione di Porciano, comune di Ferentino ma diocesi di Anagni-Alatri, e nel far gestire la cura pastorale della stessa parrocchia al diacono Vincenzo Pesoli. A colui che dovrà gestire pastoralmente la parrocchia, in piena collaborazione con il parroco, il vescovo ha chiesto di occuparsi degli anziani e dei malati, di curare la formazione liturgico – sacramentale della comunità e di aiutare il popolo di Dio a loro affidato a crescere nella fede. Una scelta, quella del vescovo, che può sembrare un azzardo e che rompe un po’ l’idea classica di parrocchia legata prevalentemente alla figura del presbitero; una scelta che apre, all’interno della Diocesi, una finestra su una Chiesa da sempre pronta a servirsi di coloro che sul servizio hanno basato la loro scelta vocazionale.
Riapre il Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra. Ecco la comunicazione ufficiale del rettore. Mons. Ponzi e del sindaco De Santis
Riapre il Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra. Ecco la comunicazione ufficiale del rettore. Mons. Ponzi e del sindaco De Santis
Il quadro della Madonna è tornato nella Cona di Quarticciolo, a Tecchiena
La sacra immagine della Madonna del Perpetuo Soccorso è tornata nella cona di località Quarticciolo, a Tecchiena, benedetta dal vescovo Lorenzo Loppa. Il quadro era stato sottratto qualche tempo fa («Era così bello che qualcuno ha pensato di portarselo a casa», ha scherzato il parroco don Giorgio Tagliaferri, stigmatizzando l’accaduto) ma i fedeli hanno pensato bene di riprenderne un altro e di risistemarlo nell’edicola sacra. Come detto, il vescovo Loppa ha benedetto il quadro al termine della celebrazione che domenica scorsa ha presieduto a Tecchiena Castello. Una visita gradita dai fedeli del Castello e che il presule ha voluto fare senza alcun motivo particolare, ma da buon pastore che spesso visita le varie parrocchie. Quella di Tecchiena Castello, al confine con Frosinone e Ferentino, è una comunità molto viva e con varie attività pastorali portate avanti; don Giorgio Tagliaferri ne è parroco in solidum, insieme a don Antonio Castagnacci, per le tre comunità della zona, ovvero Castello, Tecchiena Madonnina e Monte San Marino. (nella foto, il vescovo Loppa con i parroci di Tecchiena, don Antonio Castagnacci e don Giorgio Tagliaferri)
Pontificale di San Sisto presieduto dal Vescovo Lorenzo

Pontificale di San Sisto presieduto dal Vescovo Lorenzo
I giovani del gruppo “Sulle ali del vento” di Anagni riflettono sulla Pasqua
Arriva la primavera e, con essa, anche la Pasqua. Colombe, uova di cioccolato e piccole decorazioni sono in tutte le nostre case ma, se vogliamo essere sinceri, sottovalutiamo tutti un po’ la Pasqua. Basta pensare alle decorazioni: nessuno mai potrebbe non accorgersi che il 25 dicembre è Natale perché dappertutto la città è cosparsa di addobbi; a Pasqua, invece, questo non succede. E, diciamocela tutta, la maggior parte di noi non considera Pasqua un grande evento, ma piuttosto una giornata da trascorrere con i propri amici e con la propria famiglia. Ma qual è il significato profondo di questa festa un po’ sottovalutata? Ci ricordiamo che la Pasqua è la festa più importante per noi cristiani? E perché? Gesù, per dimostrarci il suo amore, si è spinto fino alla morte in croce, avvenuta in quello che noi ricordiamo come il Venerdì Santo. E il terzo giorno è risorto. Egli aveva annunciato la sua resurrezione già in precedenza: nel processo Gesù viene accusato di aver dichiarato: “distruggete questo tempio e io in tre giorni lo farò risorgere”. Cristo, però, non parlava del tempio di Gerusalemme, parlava di se stesso. Infatti, tre giorni dopo la sua morte, Gesù risorse e le prime persone a vederlo furono le donne. Ed è proprio questo che noi festeggiamo il giorno di Pasqua: la resurrezione di Gesù! Gli ebrei, nella Pasqua ebraica, festeggiano la liberazione dall’Egitto, la loro alleanza con Dio. Noi cristiani, festeggiamo una nuova alleanza: la liberazione dalla morte. Perché Gesù, morendo per noi e risorgendo, ha sconfitto la morte. Egli ci promette che anche noi, alla fine del mondo, risorgeremo. Egli ci promette una vita eterna, insieme a lui. Anche se le restrizioni anti covid-19 non permetteranno nemmeno quest’anno di stare insieme a tutti i nostri amici e parenti, non dobbiamo dimenticare il vero significato della Pasqua: la gioia di Gesù che è risorto. Io, insieme a tutti i ragazzi del gruppo Sulle Ali del Vento, vi faccio i più sinceri auguri di una Santa Pasqua! Reporter: Susanna Ricci
Trasmettiamo dalla Concattedrale di Alatri i Vespri Pontificali di San Sisto presieduti dal Vescovo Lorenzo
Trasmettiamo dalla Concattedrale di Alatri i Vespri Pontificali di San Sisto presieduti dal Vescovo Lorenzo
Fumone: cambio di sede e nuova denominazione per una delle parrocchie

Con i decreti firmati 1° aprile 2021 a decorrere dal 4 aprile dello stesso anno, il vescovo Mons. Lorenzo Loppa ha modificato la denominazione della parrocchia di San Michele Arcangelo in Fumone e ha dato un nuovo assetto ai confini parrocchiali della comunità del piccolo comune ciociaro. Dal giorno di Pasqua in poi, oltre alla “collegiata” di Santa Maria Annunziata, storica parrocchia, altro punto di riferimento sarà la parrocchia di San Pietro Celestino e San Paolo VI sita nella popolosa zona denominata “Pozzi”. Di entrambe le comunità resta parroco don Roberto Martufi (nella foto, con il vescovo Loppa). Una scelta, questa di Mons. Loppa, che non vuole dividere la comunità in due zone distinte, spezzando così il paese, ma che dà risalto e dignità maggiore a una porzione del comune di Fumone su cui San Paolo VI, durante la sua visita sui luoghi di San Pietro Celestino del 1° settembre 1966, aveva auspicato, lautamente finanziato perché fosse “molto bella” e benedetto con il dono della prima pietra presa direttamente dalla basilica di San Pietro. Il Pontefice stesso volle che la chiesa che si sarebbe dovuta erigere avrebbe dovuto essere intitolata a San Pietro Celestino come ricorda l’epigrafe posta all’ingresso della chiesa stessa: «Questo tempio canti nei secoli la gloria di Dio onnipotente, il nome di San Pietro Celestino, la munifica bontà del papa Paolo VI». Ora quella munifica bontà, un tempo economica e ricca di benevolenza apostolica, diventa, con l’aggiunta anche del suo nome al titolo della parrocchia una memoria della sua santità e del suo fruttuoso ministero pastorale. Due pilastri quelli che sono posti a nuovo titolo della parrocchia: San Pietro Celestino colui che nella sua umiltà, per obbedienza, accettò di salire al soglio pontificio e che sempre per umiltà rinunciò ad esso accettando anche la prigionia nel Castello di Fumone dove morì; San Paolo VI colui che prese tra le mani le redini del Concilio Vaticano II e tenne ben saldo il timone della Chiesa in un periodo di grossi cambiamenti, sia a livello ecclesiale sia sociale. Un nuovo assetto pastorale serve da stimolo per le comunità cristiane che sono chiamate a concentrarsi sempre più verso Cristo nell’unità e nella comunione di vita sull’esempio di coloro che sono indicati come guide nel cammino e, Fumone ha delle guide eccellenti: la Madonna che è venerata con diversi titoli, uno tra tanti quello del Perpetuo Soccorso; San Sebastiano patrono principale della comunità; San Michele Arcangelo, il territorio della parrocchia a lui fin ora intitolata sarà ora inglobato in quello della parrocchia Santa Maria Annunziata; San Pietro Celestino patrono insieme a San Sebastiano ed ora accoglie anche la protezione e l’intercessione di San Paolo VI.
Sulle ali del Vento

Questa pagina “Sulle Ali del Vento” è a cura del gruppo parrocchiale giovanissimi Sant’Andrea di Anagni Questo articolo è a cura dei ragazzi del gruppo “Sulle Ali del Vento” dell’oratorio Sant’Andrea di Anagni: ———— Asia. Una bambina come tante, di nove anni, che in un giorno come tanti esce da scuola insieme alla sua sorellina più piccola e insieme alla sua babysitter. Percorre, forse, un breve piccolo tragitto in macchina. Ma quel giorno qualcosa va storto: durante il percorso un drammatico incidente stradale fa volare in cielo Asia. Avvenimenti come questo fanno riflettere tutti. Ancor più ci fa riflettere, soprattutto dopo la sua morte, un grande gesto di generosità che Asia aveva fatto in quel suo ultimo Natale, insieme alle sue amiche Nicole, Gaia, Lea, Emma e a Greta, la sua sorellina. Dopo il tragico incidente viene fuori, infatti, una lettera scritta a Babbo Natale e pubblicata dall’Organizzazione di beneficenza “Le Ali di Flavio”, dove le bambine comunicano di essere molto felici di rinunciare al proprio regalo di Natale per fare una donazione all’Organizzazione a favore dei bambini dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, per regalare affetto e vicinanza proprio a chi vive momenti di sofferenza. Cara Asia, anche se così piccola, tu già avevi le idee chiare promettendo che avresti continuato a donare soprattutto nelle festività e dando prova che c’è più gioia nel dare che nel ricevere. “Se doniamo riceviamo il doppio”, hai scritto nella tua lettera. In silenzio e con molta semplicità ci ha fatto capire come si ama, come solo i bambini sanno fare, perché il loro amore è puro, autentico, disinteressato. Lasciamoci contagiare, allora, e per le festività della Pasqua ognuno di noi potrà fare proprio il desiderio di Asia: “doneremo ad ogni festività per rendere felici i bambini”, sostenendo l’Organizzazione Le Ali di Flavio OdV. Potrà farlo con un piccolo contributo comprando Uova di cioccolato e Colombe artigianali dall’ organizzazione stessa. Report: Giorgio De Santis.
PROGETTO DI COMPLETAMENTO CHIESA DI TUFANO AD ANAGNI
PROGETTO DI COMPLETAMENTO CHIESA DI TUFANO AD ANAGNI, ECCO IL VIDEO: In questo video la sintesi del percorso di partecipazione, promosso dalla Diocesi di Anagni-Alatri, Ufficio Beni Culturali e Edilizia di Culto, per il progetto di completamento del complesso parrocchiale di Santa Maria Imperatrice, ad Anagni in località Tufano. Il video è stato realizzato da Massimiliano Di Rubba, con il coordinamento degli architetti Luca Ciocci ed Emanuele Cavallini
Quaresima 2021: La parrocchia casa della cultura della cura di Mons. Domenico Pompili
Quaresima 2021: La parrocchia casa della cultura della cura di Mons. Domenico Pompili
