Mons. Spreafico a Vico nel Lazio

Domenica 21 maggio il vescovo di Anagni-Alatri, S.E. Mons. Ambrogio Spreafico, ha visitato Vico nel Lazio e la parrocchia di San Michele Arcangelo. Il vescovo Ambrogio è stato accolto a Porta Monte, l’ingresso principale del paese, dal parroco don Luigi Battisti, dal sindaco, Claudio Guerriero, e da alcuni membri dell’amministrazione comunale, e ha quindi ricevuto il benvenuto nella piazza antistante la chiesa parrocchiale. Il Vescovo ha poi celebrato la Messa nella chiesa parrocchiale. Durante l’omelia ha incoraggiato i fedeli a costruire una vera comunità cristiana nella quale riconoscersi ed aiutarsi come fratelli e sorelle. Al termine della Messa, Spreafico ha salutato i presenti ed ha ricevuto un lungo applauso, segno dell’affetto della gente di Vico per il suo Pastore. Si è poi intrattenuto con i fedeli, come aveva già fatto anche prima della Messa: ha avvicinato gli anziani, ha dialogato con molti dei presenti e con i bambini, sì è soffermato per un momento di preghiera davanti alla cappella della Trinità, dove è tumulato il Servo di Dio padre Francesco Pitocchi. Il Vescovo ha quindi espresso meraviglia per la bellezza di Vico, borgo fortificato, cinto da mura intervallate da 25 torri, con tre porte. E’ stato davvero un bel momento per Vico, per l’atteggiamento di ascolto e di incoraggiamento del vescovo; per la partecipazione dei fedeli. Foto di Filippo Rondinara – Informazioni tratte dalla pagina Facebook “Parrocchie Vico nel Lazio”

Anagni festeggia la Madonna del Buon Consiglio. Messa all’aperto con il vescovo Spreafico

Nei giorni 6 e 7 maggio 2023 si celebra la consueta festa della Madonna del Buon Consiglio nella parrocchia di San Giovanni De Duce in Anagni. La denominazione “Madre del Buon Consiglio” è di origine antica, attribuita alla Madonna dopo il popolare ritrovamento di un’immagine sacra che rappresentava una Vergine con il Bambino Gesù. Il programma, come tutti gli anni, prevede sia la festa religiosa, punto cardine della ricorrenza, sia la festa civile. Il programma religioso vede iniziare la ricorrenza con il triduo in onore della Madonna da giovedì 4 fino a sabato 6 maggio. Le celebrazioni si concluderanno domenica 7 maggio alle ore 19 con la tradizionale Messa all’aperto in Piazza Dante, presieduta da monsignor Ambrogio Spreafico, vescovo di Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino, animata dal Coro Polifonico “Città di Anagni” guidato dal Maestro Luigi Ginesti. Sabato 6 maggio alle ore 19 si svolgerà la processione per le vie della città con l’immagina sacra della Madonna, animata dalla banda “Associazione Musicale Anagnina” diretta dal maestro Roberto Mattioli. La processione partirà da Piazza Dante per muoversi verso San Giorgetto per poi riscendere, raggiungendo Porta Cerere, dove successivamente farà ritorno in parrocchia. I festeggiamenti civili invece vedranno impegnati I GEMINI con uno spettacolo tutto rock “Gemini in Tour 2023” sabato 6 maggio alle ore 21, mentre domenica 7 maggio allo stesso orario si vedrà la presenza del gruppo musicale “NCC” insieme alla comicità del “TRIO SPA”.  I Gemini, dopo tanto successo in TV, tornano nelle piazze e lo fanno proprio da dove tutto è iniziato; la parrocchia di San Giovanni!; la data zero, infatti, sarà proprio Piazza Dante, dove si esibiranno prima dell’inizio del Tour 2023 che li vedrà impegnati in tutta Italia. Grande ritorno anche per il TRIO SPA, già ospiti di questa festa nelle precedenti edizioni. I tre comici, conosciuti non solo ad Anagni, promettono grosse risate.   Carlo Cerasaro  

Il vescovo Ambrogio alla riapertura del santuario della Santissima Trinità

Il santuario della Santissima Trinità a Vallepietra si avvia verso la riapertura, prevista come sempre per il 1° maggio, dopo la lunga chiusura invernale dal 2 novembre scorso. E la Messa della riapertura, come vedremo, sarà presieduta dal vescovo Ambrogio Spreafico. Sarà una stagione di fede particolarmente intensa quella che vivranno i fedeli e i pellegrini del santuario diocesano, con una prima serie di appuntamenti preannunciati dal rettore del santuario e parroco di Vallepietra, nonché vicario generale della diocesi, monsignor Alberto Ponzi, in un video diffuso nei giorni scorsi sul canale YouTube e sui social della Santissima Trinità. Il primo appuntamento da calendario, molto importante, è proprio quello della cerimonia della riapertura, quando sarà il vescovo di Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino, Ambrogio Spreafico, a presiedere la Messa solenne nella grande chiesa all’aperto, sul balcone naturale che domina i monti e le vallate circostanti, a oltre mille metri di altezza. «Per la prima volta – ha detto a tal proposito don Alberto Ponzi – sarà il nuovo vescovo Ambrogio Spreafico a celebrare la Messa della riapertura e quindi rivolgo a tutti l’invito ad essere presenti, anche per conoscere il nuovo presule e tutti insieme ringraziare sempre la Santissima Trinità». Dal punto di vista logistico, invece, si stanno approntando gli ultimi preparativi «per farci trovare pronti alla riapertura», come ha aggiunto il rettore del santuario, rivolgendosi poi direttamente ai responsabili delle compagnie, ovvero dei gruppi di fedeli che da ogni paese della provincia di Frosinone e di quelle limitrofe, ma anche da Abruzzo, Molise e Campania, si organizzano per raggiungere il santuario con dei lunghi pellegrinaggi a piedi: «L’incontro con i capi delle compagnie, che di solito viene fatto alla terza domenica di aprile, quest’anno lo faremo invece il 14 maggio, sempre di domenica e alle 15.30, a Vallepietra. E sarà quella anche l’occasione per presentare un libro fotografico, dal titolo “Un popolo in cammino”, con tante immagini dei pellegrinaggi dell’anno scorso in cui in molti potranno ritrovarsi e rivedersi. Il libro è stato curato da Luca Merisio, di Verona, con una equipe di fotografi. E anche questa sarà l’occasione per lodare tutti insieme la Santissima Trinità e per fare memoria delle meraviglie che opera nella nostra vita, ma anche per fare il punto e fissare i successivi incontri degli stendardi, nonché iniziare a programmare la prossima festa della Santissima Trinità».

Vico ricorda padre Pitocchi

Di Primo Pica Mai è venuta meno, a Vico nel Lazio, la memoria di Padre Francesco Pitocchi. Anzi, negli anni, ne è stata un continuo crescendo. “Tutto il popolo lo venerava come sacerdote santo” (Don Pietro Ceci, parroco di Vico, nella relazione del 1935). Dal dopoguerra e fino ai giorni nostri, venuti meno i testimoni, “amici” di Padre Francesco e suoi confratelli redentoristi (Antonio Di Stefano, Ilo Rauzzini, Romeo Mezzanotte – suo biografo – , Giuseppe Scelzi, Vincenzo La Mendola e altri) hanno mantenuto, rafforzato e diffuso la conoscenza della vita di “questo santo uomo”, così qualificato da San Giovanni XXIII, il più illustre dei suoi figli spirituali. “Il religioso rappresentò uno dei perni decisivi della formazione spirituale del futuro pontefice” (Giuseppe Battelli). A Vico, per onorare e diffondere la conoscenza di “questo santo uomo” nel tempo sono stati organizzati eventi, tra cui: in occasione della traslazione nel 1960, una missione con i redentoristi; e poi una mostra fotografica, un concerto musicale inframmezzato da episodi della vita del religioso e un convegno nel giugno 2016 su “Padre Francesco Pitocchi e la sua direzione spirituale di Angelo G. Roncalli – Giovanni XXIII – e di don Umberto Terenzi, fondatore dell’Opera Madonna del Divino Amore”. E oggi, che si fa? Si continua e si torna ad approfondire le tappe salienti della vita di “questo santo uomo” e si prega ancora, e più intensamente, nella speranza che egli, che ha imitato Gesù, sia presto annoverato nel numero dei santi, a gloria di Dio.                          Giovedì 30 giugno ha luogo una GIORNATA DI STUDIO E DI PREGHIERA in occasione del primo centenario della morte, avvenuta in Roma il 13 giugno 1922.                       Alle 17.30, nella chiesa di Santa Maria, conferenza sul tema “La spiritualità di Padre Francesco Pitocchi”, relatore Padre Vincenzo La Mendola dell’Istituto storico dei redentoristi, conoscitore profondo dell’illustre ciociaro: nel 2018 ha presentato e discusso presso la Pontificia Università Gregoriana la dissertazione di dottorato – oltre ottocento pagine –  dal titolo: “Il redentorista Padre Francesco Pitocchi nella Roma religiosa tra fine Ottocento e inizio Novecento”.                                                                Alle 19,  nella chiesa di San Michele Arcangelo (raggiunta processionalmente in preghiera con la tavoletta della Madonna della Concordia, venerata sin dall’infanzia da Padre Francesco), Santa Messa con il Parroco don Luigi Battisti e altri sacerdoti, animata dal canto del coro parrocchiale. Sarà presente Padre Antonio Cirulli, superiore provinciale dei redentoristi della provincia di Roma. Si concretizza così,  e cresce ancor di più, un amore verso il venerato Padre che redentoristi e popolo praticano da sempre. Al termine della Messa, recita della preghiera davanti alla Cappella dello spirito Santo, dove riposa Padre Francesco, per chiederne la beatificazione e ottenere grazie mediante la sua intercessione.   CENNI BIOGRAFICI Francesco Pitocchi nasce a Vico nel Lazio, diocesi di Alatri, il 22 settembre 1852. A diciassette mesi, orfano                     di entrambi i genitori. Se ne prende cura la nonna paterna, che gli apre la via del sacerdozio. 1864 > Entra nel seminario di Alatri. “Spiccava per l‘amore alle pratiche di pietà e allo studio ai quali consacrava anche i ritagli di tempo” e “fu sempre il primo della classe” (Testimonianze di don Antonio Grisanti e don Luigi Coccia, compagni di seminario). 1875 > E’ ordinato sacerdote a Vico nel mese di maggio (nel gennaio aveva perso la nonna). Maestro a Collepardo per tre anni: avvia alla vita religiosa tanti fanciulli. 1877-1885 > Canonico curato a Vico. Fa attività pastorale e anche sociale: celebra di buon mattino la Messa festiva per contadini e pastori; di sera fa catechismo; predica in altri paesi; apre la  scuola serale per dare risposte all’arretratezza e all’analfabetismo diffuso. 1885-1992 > REDENTORISTA                                                            Sente che Dio lo vuole in uno stato più perfetto: decide di farsi religioso.                                        A Vico non vogliono perderlo: è costretto alla fuga. Trentasette anni da redentorista: pratica l’umiltà, la semplicità, il nascondimento.                                                                    Per 26 anni, fino alla morte, disturbi delle vie digestive e le contrazioni dei nervi del collo lo tormentano di giorno e di notte; mai però abbandona lo studio e la direzione spirituale. Il più illustre dei suoi figli spirituali è Angelo Roncalli, futuro papa, San Giovanni XXIII. 13.06.1922 > “Sia fatta la volontà di Dio. Madonna mia, fammi fare una buona morte!”, ripete più volte quella mattina, Un suo confratello celebra la Messa. Riceve due suoi amici: li ascolta e li confessa. Infine resta solo nella sua stanzetta: probabilmente nel sonno passa nell’altra vita, Funerali imponentissimi per concorso di popolo. “Una specie di apoteosi quale suole farsi alla morte di persone di santa vita”. (Romeo Mezzanotte, biografo).                   La salma viene tumulata al Verano, in seguito nella cripta della Chiesa di S. Alfonso in Roma, Via Merulana.  1960 > Dopo essere stata esposta nella chiesa di Sant’Alfonso, la salma di Padre Francesco è traslata a Vico il 12 giugno e, il giorno seguente, tumulata con privilegio nella Cappella dello Spirito Santo – chiesa Collegiata di San Michele Arcangelo – ove in pace riposa.