Un campo “Senza paura” per ragazzi e giovanissimi di Azione Cattolica

Dopo l’esperienza del campo unitario dello scorso anno a Pietracamela, dove con tanta difficoltà sono ripartite le attività estive, quest’anno avevamo programmato un momento dedicato in particolare ai ragazzi. “Senza paura” è stato il titolo del campo-scuola diocesano che ha visto protagonisti i ragazzi dell’ACR 12-14 ed i giovanissimi, presso il “Centro di spiritualità suor Teresina” in San Giovanni Incarico, da domenica 30 luglio a domenica 6 agosto. Tuttavia, non possiamo certo affermare che un po’ di “paura” non abbia accompagnato gli educatori e quanti si sono dedicati alla preparazione del campo-scuola, non solo nella fase di organizzazione ma anche nel corso della settimana vissuta insieme. La paura di numeri finalmente “fuori controllo” (oltre 70 ragazzi) dopo la lunga pagina del Covid che sembrava aver ormai anestetizzato la partecipazione ad esperienze di questo tipo, che ha colti tutti noi impreparati. Impreparati rispetto al numero di posti disponibili all’interno della struttura che ci ha ospitato, così da richiedere che una parte dei ragazzi si sistemasse all’aperto in tenda. Impreparati rispetto alla composizione della squadra degli educatori, già risicata dall’inizio e che ha dovuto fronteggiare defezioni dell’ultimo minuto (per cause di forza maggiore) buttando nella mischia, chi, non più giovanissimo, dei campi estivi aveva fatto la storia, senza immaginare di essere ancora il presente. Come non ricordare quindi con immensa gratitudine la disponibilità ancora una volta prestata dall’intramontabile Letizia, che ha magistralmente guidato il gruppo degli educatori, ed il servizio impagabile offerto in cucina da due coppie di sposi, Antonello e Antonella e Claudio e Gianfranca. Come non ricordare, infine, con altrettanta gratitudine, la guida preziosa di don Walter che ha accompagnato gli educatori ed i ragazzi tutti all’incontro quotidiano con la Parola e con Gesù Eucarestia, mentre non mancava di farsi amico e compagno di strada lungo il cammino che abbiamo condiviso tutti insieme. Sapete cosa ne è venuto fuori? Un campo che ha fatto incontrare due diversi modi di concepire il campo- scuola, in casa e in tenda, e soprattutto tutti i settori della nostra AC diocesana, dall’Acr agli adulti, integrando persone, esperienze, stagioni e luoghi in una mescolanza che ha preso forma e sostanza giorno dopo giorno. I ragazzi, dal canto loro, ci hanno ricordato ancora una volta, a dispetto di quello che superficialmente potrebbe pensarsi, che ogniqualvolta viene  offerta loro una proposta che si districhi attraverso l’esperienza dell’incontro con l’altro, dell’apertura verso l’altro, fino alla fiducia verso l’altro che porti a camminare insieme e condividere pezzi di vita (tutte tematiche affrontate nel corso del campo), ebbene loro non hanno poi così tanta paura di abbandonare le proprie comodità quotidiane, di seguire figure adulte che abbiano qualcosa da raccontare, di fare silenzio, fuori e dentro se stessi, di perdonare e di riconciliarsi, con gli altri e con Dio. Quindi vogliamo, fiduciosi, credere che gli stessi ragazzi non avranno avuto nemmeno paura di affrontare la conclusione di una esperienza così ricca e intensa, né di portare e riportare a casa, nella vita quotidiana, un frammento di quello che hanno scoperto e vissuto, per non archiviare nel libro dei ricordi una pagina così speciale ma per segnarne l’inizio di nuove. Non a caso abbiamo cercato di creare in quei giorni anche un contatto, seppure virtuale, con i giovani convocati da Papa Francesco a Lisbona per la 37° Giornata Mondiale della Gioventù e con l’esperienza che stavano vivendo, ricordando ai nostri ragazzi del campo- scuola che da qui a qualche anno saranno proprio loro ad essere convocati e chiamati a rispondere “presente!”: nel frattempo non mancheranno occasioni, nelle parrocchie e nella diocesi, per continuare ad incontrarsi e crescere insieme nell’amicizia e nella fede. Fiduciosi noi educatori e tutta l’equipe, crediamo che l’esperienza vissuta insieme, con tanta generosità e tanta gioia, abbia contagiato anche i ragazzi; d’altronde vivere esperienze forti e vere non lasciano nessuno indifferente né a livello umano e né a livello spirituale. Abbiamo cercato partendo dal tema “Senza paura” di trasmettere ai ragazzi a volte rassegnati quanto di buono e di bello da ex giovani avevamo vissuto ai nostri tempi “è solo donando che si riceve”. Ecco quindi preghiera e festa, momenti di deserto e musica, Messa e giochi e tanto altro… festa e non rassegnazione, festa dell’incontro e delle conoscenze degli altri e di Dio, festa e non rassegnazione di fronte alle difficoltà che comunque ci sono e ci saranno ma soprattutto fiducia e speranza. E allora, se il titolo del campo-scuola è stato “Senza paura”, tutti noi, educatori e ragazzi, siamo tornati a casa con la consapevolezza che forse più che non avere paura, non dobbiamo avere paura di avere paura, e questo possiamo farlo nella misura in cui riusciamo a mettere per un attimo da parte i nostri calcoli e lasciamo, invece, che i conti li faccia tornare Dio. A cura dell’Equipe ACR e settore Giovani dell’Azione Cattolica diocesana

Campo estivo di Azione Cattolica: il racconto di un’esperienza

“Ad Aspera ad Astra”, attraverso le asperità si giunge alle stelle, la via della virtù e della gloria è irta di difficoltà, questa frase può rappresentare l’essenza di questo campo scuola svolto sui monti dell’Alto Adige. Il Covid-19 ci ha rallentato ma non ha mai fermato le attività estive, per il 2023 avevamo previsto questo campo scuola e così è stato, il 6 luglio di buon mattino siamo partiti in treno verso Bolzano. Il primo contatto è stato un po’ un ritrovarsi con alcuni amici che pur conoscendosi da sempre avevano nel tempo fatto esperienze diverse e cammini diversi con la certezza che nei giorni seguenti avrebbero condiviso e messo in comune dubbi e idee, proposte e difficoltà. Le asperità dei percorsi montani, i panorami e quelle lunghe salite lente lungo i sentieri ci hanno avvicinato veramente al Cielo in un clima di pace e serenità. I primi giorni ci siamo soffermati sul cammino sinodale ricondotto a due delle cinque costellazioni tematiche, relative alla fase sapienziale a) La missione secondo lo stile della prossimità. b) Formazione alla fede e alla vita. Uno ad uno siamo stati chiamati a prendere la parola, ad ascoltare e a condividere sinceramente il proprio pensiero, ciò ha consentito ad ognuno di riflettere e di riscoprire la propria interiorità e il proprio progetto di vita. Confrontarsi con gli altri è stato importante ma prima ancora è stato necessario confrontarsi con se stessi. Qualche contributo relativo al punto a): Importante andare verso gli altri e stare in mezzo alla gente, fuori dalla parrocchia, le persone che hanno bisogno sono lontane dalla Chiesa. Essere testimoni coraggiosi. Quale prossimità? quella della relazione, della vicinanza, quella dell’ascolto, curare la prossimità delle piccole cose. Qualche contributo relativo al punto b): Il percorso educativo non è più supportato dalle famiglie. Ad alcuni sembra che il Catechismo nozionistico abbia fatto il suo tempo, puntare piuttosto su cammini esperienziali con la certezza che tutta la comunità è chiamata ad accompagnare per arrivare alla consapevolezza del sacramento. Formarsi insieme, formare coppie che si dedichino all’accompagnamento dei giovani fidanzati e delle giovani famiglie, non formule ma esperienze di vita per formarsi al “NOI” perché il noi è già insieme. Ci sembra di liquidare tutto il nostro vivere dentro una società evanescente, quando invece sembra evidente che è stata dichiarata guerra alla verità. Don Bruno Durante, che nonostante la sua età, ci ha accompagnato e illuminato con la sua guida appassionata, ha dipanato più di qualche dubbio sui valori della nostra fede chiarendo cosa intende realmente la Chiesa sulle problematiche che i laici si trovano quotidianamente ad affrontare. Certamente, punti non risolti e diversità di vedute sono rimaste, ma la voglia di impegnarci e di continuare ad essere testimoni credibili si è sicuramente accresciuta. Con don Bruno ci siamo soffermati sulla Esortazione Apostolica” Verbum Domine” in particolare sui punti 51 “La contemporaneità di Cristo all’uomo di ogni tempo si realizza nel suo corpo, che è la Chiesa” e sul punto 85 “Parola di Dio, matrimonio e famiglia.” Nella celebrazione sacramentale l’uomo e la donna pronunciano una parola profetica di reciproca donazione, l’essere “una carne”, segno del mistero dell’unione di Cristo e della Chiesa” (cfr Ef5,31-32). Per chiudere abbiamo toccato la figura di Gedeone (Libro dei Giudici6-7). Abbiamo passato momenti seri e momenti di festa, spirituali e mangerecci, di preghiera e di musica, grazie ai nostri due chitarristi, Antonio e Claudio, che hanno coinvolto anche altri ospiti, ottimo il diacono Vincenzo che invitava a partecipare alla messa gli ospiti che avvicinava, grazie a Lui, alcuni di loro hanno partecipato molto volentieri. Il tempo è volato dentro una natura meravigliosa, tra liturgia delle ore e la Messa, tra gli incontri e le escursioni, e purtroppo, è arrivato il momento di tornare a casa, sicuri di aver fatto il pieno di tante cose belle viste e di tante altre da serbare nel cuore. Guardando al prossimo anno inizieremo fin da domani a pensare a come ripetere e migliorare l’esperienza vissuta, continuando, nello stile AC, ad allargare sempre di più , la partecipazione  sia ai vicini che ai lontani perché…Come sapete, i campi per gli adulti non sono soltanto una bella vacanza (e certamente sarebbero una bella esperienza anche soltanto così): sono giornate ricche di momenti di amicizia, di passeggiate e di incontri, ma anche di formazione e di preghiera. Sono giorni (e notti) che si portano nel cuore, che fanno nascere relazioni belle e che fanno crescere insieme nella fede e nella vita. Sta ad ognuno di voi (di noi) decidere se vale la pena di “investire” qualche giorno di vacanza per trascorrere del tempo prezioso per voi stessi, per coltivare amicizie che fanno bene al cuore e momenti di formazione che nutrono la mente. A cura dell’Azione Cattolica diocesana

Caterina Castagnacci, di Alatri, ai vertici dell’Azione Cattolica regionale

CATERINA CASTAGNACCI, DI ALATRI, AI VERTICI DELL’AZIONE CATTOLICA REGIONALE! Ecco la nota di congratulazioni dell’Ac diocesana: “È con gioia che, l’Azione Cattolica diocesana, accoglie la nuova delegata regionale Caterina Castagnacci! In un tempo non facile, ma sempre profetico, siamo chiamati sempre di più, a ripartire con uno sguardo nuovo, per abitare gli spazi con dedizione e creatività. Con la certezza nel cuore che:” Il Signore compie Meraviglie! “, siamo certi che, Caterina, svolgerà il suo servizio, con passione e dedizione. Un caro augurio di Buon inizio a tutta la nuova delegazione! Buon cammino insieme a tutta l’AC!”