La Pastorale Giovanile incontra i giovani nei loro luoghi di vita

La nuova segreteria della Pastorale Giovanile della diocesi di Anagni-Alatri, seguendo le indicazioni dell’Arcivescovo Santo, ha avviato un percorso di incontro con gruppi, associazioni, movimenti e cooperative nei quali è significativa la presenza di giovani. Il primo appuntamento si è svolto sabato 18 luglio presso il complesso del Park Club di Alatri, un luogo che durante l’estate accoglie migliaia di giovani provenienti da tutta la provincia. È stata una bellissima occasione per incontrare i tanti ragazzi e ragazze che lavorano nella struttura durante il periodo estivo. Dopo un momento di accoglienza e di saluto, abbiamo celebrato insieme l’Eucaristia, presieduta da don Luca Fanfarillo, responsabile della Pastorale Giovanile. Al termine della celebrazione, è seguito un momento di condivisione, conoscenza reciproca e una colazione insieme, prima che ciascuno iniziasse il proprio servizio. Questo incontro rappresenta il primo passo di un cammino di apertura e di una Chiesa che desidera essere sempre più “in uscita”, presente nei luoghi di vita dei giovani e capace di condividere con loro esperienze, speranze e fede. Sono già in programma altri appuntamenti che porteranno la Pastorale Giovanile a incontrare realtà diverse del nostro territorio. L’auspicio è che la Chiesa possa essere sempre più vicina ai nostri giovani, accompagnandoli con ascolto, attenzione e testimonianza, per essere insieme segno concreto di speranza. Intanto la Pastorale Giovanile, d’intesa con l’Azione Cattolica e la Pastorale Giovanile e Vocazionale della diocesi di Frosinone, ha predisposto altre iniziative estive, con tutte le info nei manifesti qui sotto… Giovani della diocesi alla Gmg di Lisbona (foto d’archivio)

Campo scuola vocazionale per giovani a Loreto

Un campo scuola vocazionale, per giovani dai 18 ai 35 anni, è stato organizzato dai Centri diocesani vocazioni di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri, insieme alle Pastorali giovanili e all’Azione Cattolica delle due diocesi. Si terrà a Loreto, dal 25 al 27 agosto, all’ombra di quella Santa Casa dove risuona forte il “sì” di Maria. Il pellegrinaggio e lo stare insieme dei giovani a Loreto arriva anche a conclusione – che può essere letto anche come una ulteriore tappa o un nuovo inizio – del cammino che è stato fatto durante tutto l’anno, assieme al vescovo Santo, nel ciclo di incontri “Revolution – La rivoluzione dell’amore”. PER PARTECIPARE E PER ULTERIORI INFORMAZIONI rivolgersi ai numeri di telefono presenti nella locandina

Don Angelo Conti e i suoi anni da padre spirituale dei seminaristi: «Un servizio nella gioia»

Don Angelo Conti, nominato dall’arcivescovo Santo Marcianò vicario generale della diocesi di Frosinone, si appresta a lasciare l’incarico di servizio, ricoperto per quasi 10 anni, di padre spirituale del Pontificio Collegio Leoniano, il seminario regionale di Anagni. Con lui tracciamo un bilancio di questa esperienza, parlando ovviamente soprattutto di vocazioni. In sintesi, cosa vuol dire essere un padre spirituale? «Vuol dire interrogarsi, assieme ai giovani del seminario, circa la bontà e la verità del loro cammino vocazionale; aiutarli a discernere, nella concretezza della loro vita, i segni della chiamata del Signore alla vita presbiterale. Il padre spirituale è anche un amico di questi giovani? «Il padre spirituale deve essere padre spirituale. Le amicizie no, nell’accezione classica del termine: nel rapporto di direzione spirituale si preferisce non invadere questa sfera». Hai avuto un osservatorio privilegiato, in questi anni, dell’universo giovanile: sono cambiati, stanno cambiando questi giovani? «Certo, i giovani cambiano come cambia la società, con un ritmo abbastanza rapido, accelerato, perché la società impone questi ritmi. Però i punti fondamentali del cammino spirituale rimangono sempre quelli». La crisi della vocazioni è un “fenomeno” in atto: da cosa dipende? «E’ dovuta a tanti fattori, ma non stiamo qui ad elencarli tutti perché il discorso sarebbe troppo lungo. Diciamo però una cosa: certamente c’è nella società attuale la difficoltà del trovare spazi di silenzio interiore, ed anche esteriori, per porsi all’ascolto del Signore, della Sua volontà, perché la frenesia della vita attuale cospira contro questi momenti di silenzio, di calma». Quindi, la scelta che poi un giovane fa di entrare in seminario è ben ponderata? «Certo, è ponderata. E prevede un percorso di vari anni e soprattutto il contributo di altri formatori, non solo del padre spirituale ma anche di altri formatori  che hanno a cuore la crescita e il cammino vocazionale dei seminaristi». Un luogo comune, retaggio del passato, vuole i seminari come posti oscuri, inaccessibili, ma sappiamo che oggi non è così… «Ma no! Il seminario è un luogo dove si vive e si vivono determinati valori e dove ci si impegna ad assumere stili di vita evangelici. E questo significa sempre vivere appieno la vita. C’è gioia nel cammino del seminario, non ci sono ombre o zone d’ombra». Quella gioia è stata anche la tua in questi anni al Leoniano? «Sì, la mia gioia è stata grande! Anzitutto perché ho vissuto nel Leoniano che è stato il mio seminario, Ma gioia anche per aver contribuito al cammino vocazionale di tanti giovani, per aver dato il mio apporto alla loro maturazione spirituale. E tanta gioia perché anche io, con i giovani, mi sono messo all’ascolto della Parola del Signore. E’ stato un cammino di verità, da entrambe le parti». L’arcivescovo Marcianò fin dal suo arrivo nelle due diocesi ha iniziato a curare in maniera particolare la pastorale giovanile e vocazionale, attraverso la “rivoluzione dell’amore”: è questa la chiave di volta per un nuovo impulso? «Sì, ed è la chiave di volta giusta, perché rivoluzione dell’amore significa mettere al centro della propria esperienza di vita innanzitutto l’amore di Dio. E quindi saper mettere in gioco anche il nostro amore di risposta. Amore che poi si manifesta per coloro che il Signore ci mette accanto». di Igor Traboni

Raduno dei Ministranti, il vescovo Santo: «Gesù ci chiede la bellezza del cuore»

La parrocchia di Mole Bisleti ha ospitato, nella giornata di domenica 26 aprile, il secondo raduno interdiocesano dei Ministranti, con il vescovo Santo Marcianò che ha presieduto la Messa, concelebrata dal parroco don Luca Fanfarillo, da don Pierluigi Nardi, parroco a Trevi e responsabile assieme a don Luca della Pastorale giovanile e vocazionale, a don Alessandro Fraci, parroco di Vallecorsa, a don Santino Battaglia, segretario del vescovo, presente anche il diacono Giovanni Straccamore e i seminaristi delle due diocesi e animata ottimamente dal coro parrocchiale. Il vescovo ha dapprima voluto conoscere la provenienza dei ministranti, arrivati da Fumone, Filettino, Trevi nel Lazio, alcune parrocchie di Ferentino, quelle dell’unità pastorale delle “parrocchie in comunione con Maria” e da Tecchiena Castello. Rifacendosi subito alla domenica del Buon Pastore, il vescovo Santo ha conversato soprattutto con i chierichetti, nel corso dell’omelia, ma ovviamente anche con i fedeli più grandi, sottolineando come «il termine “buono” si accompagna anche al “bello”. Ma la bellezza non intesa come qualcosa di estetico o dell’andare in palestra, anche se del proprio corpo è comunque giusto prendersi cura perché è un dono di Dio, ma di quella bellezza che è soprattutto “la bellezza del cuore”. Perché è così che Gesù ci conduce sulla strada della bellezza, della verità, di quel paradiso che possiamo vivere già su questa terra», ha aggiunto il presule, che ha trovato un… aiutante d’eccezione nel piccolo Elia, della parrocchia di Fumone, tanto simpatico quanto preparato nell’interloquire con il vescovo, che poi, con corrisposta simpatia, lo ha insignito dello zucchetto! Simpatia travolgente anche in tutti gli altri ministranti, così come nei bambini della parrocchia… aspiranti chierichetti. Certo, i partecipanti non sono stati tantissimi, e il vescovo non lo ha sottaciuto, ricordando come bisogna ancora lavorare, a livello di presbiterio e di laici, per creare una Chiesa sempre più comunità. Ma non di meno la giornata è stata bellissima, proseguita poi con il pranzo e con dei giochi al pomeriggio e di certo saranno proprio i piccoli grandi partecipanti a coinvolgere altri amichetti per la prossima edizione di una Giornata, organizzata dalle Pastorali giovanili e vocazionali delle due diocesi, coincisa peraltro con quella mondiale di preghiera per le vocazioni. E proprio una preghiera per tutte le vocazioni, composta dal vescovo Santo, è stata poi letta al termine della Messa di Igor Traboni

Il messaggio del Vescovo alla Via Crucis dei giovani: «Fate tutto per amore»

Nella serata di venerdì 27 marzo si è tenuta a Fiuggi la Via Crucis per i giovani e i giovanissimi, organizzata dalla Pastorale giovanile e vocazionale della diocesi e dal titolo “Sulla via della Croce, con Francesco”. Il vescovo Santo Marcianò ancora una volta si è stretto attorno a questi ragazzi e, seppur impossibilitato a partecipare di persona, ha fatto comunque pervenire un messaggio. Di seguito, ecco alcuni passaggi delle parole del presule: «Insieme a voi ci sono tutti gli altri giovani e ragazzi della diocesi, perché dove un giovane percorre con coraggio e con determinazione la via che Gesù ha percorso, sono presenti anche tutti gli altri giovani. Un giovane non fa mai nulla per sé, ma tutto ciò che fa lo fa per gli altri e lo fa per amore, così come Gesù ha percorso questa strada per amore, un amore che lo ha portato a dare la vita per tutti noi, per tutti voi ragazzi e giovani, un amore che lo porta ogni giorno a mostrare le sue piaghe al Padre e ad intercedere per noi, a dire al Padre: salvali, salvali salvali perché sono i tuoi figli, salvali perché noi li amiamo. Salvali salvali salvali! La vostra preghiera sia una preghiera che interceda presso il Padre per tutti coloro che sono lontani da Lui, che vivono in una valle oscura… la valle della morte, la valle del non senso, la valle della perdizione. Soprattutto i giovani possano imboccare e camminare sulla via della vita, sulla via della pace, sulla via dell’amore. Perché nessuno cammina da solo. Voi siete persone meravigliose! Dio vi ama e anche il vostro vescovo vi vuole bene. E allora: buona Via Crucis, buona strada della Croce, buona strada della gioia, buona strada dell’amore, buona strada della salvezza E buona Pasqua!» (foto dai profili social della Pastorale giovanile diocesana)

Il Vescovo ai giovani: «Siate protagonisti della rivoluzione di un amore vero, capace di donarsi»

Una Chiesa viva, piena di volti giovani e di domande profonde. È questo il clima che si è respirato nella serata di venerdì 20 marzo nella chiesa parrocchiale di Laguccio di Alatri, dove numerosi ragazzi provenienti dalle diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri si sono ritrovati per un incontro quaresimale con il vescovo Santo Marcianò, incentrato sul tema della “rivoluzione dell’amore”, e organizzato dalle Pastorali giovanili e vocazionali delle due diocesi. L’incontro si è aperto con un momento intenso di preghiera: un’invocazione allo Spirito Santo affinché accompagni i giovani nel loro cammino, nei desideri e nelle scelte quotidiane. Da lì ha preso avvio una riflessione profonda e concreta su una parola tanto utilizzata quanto spesso svuotata: l’amore. Il Vescovo ha invitato i presenti a riscoprirne il significato autentico, mettendo in guardia da una cultura che rischia di banalizzarlo. «Dire “amore” vuol dire tutto», ha ricordato, sottolineando come questa parola non è un semplice sentimento, ma una realtà che coinvolge tutta la vita. E ancora: «L’amore non è un’idea astratta: è concreto, è fatica, è lavoro», richiamando i giovani alla responsabilità e alla verità delle relazioni. Al centro dell’annuncio, una certezza fondamentale: l’amore nasce da Dio. «Siamo nati da un “ti amo” di Dio» e, proprio per questo, «noi possiamo amare perché siamo amati». Parole che hanno toccato il cuore dei presenti, chiamati a riconoscere la propria dignità e il proprio valore a partire da questo amore originario. Non è mancato uno sguardo attento alle sfide del presente: dalle relazioni fragili alla difficoltà di riconoscere i veri maestri dell’amore, fino al rischio di ridurre il corpo e la sessualità a oggetto. In questo contesto, il Vescovo ha ribadito con forza che la sessualità è un dono di Dio, da vivere con responsabilità e rispetto, denunciando ciò che ne svuota il significato, come la pornografia, definita con parole incisive «il cimitero dell’intimità». Ampio spazio è stato dedicato anche al valore dell’amicizia, presentata come dono prezioso e luogo in cui si sperimenta concretamente l’amore di Dio, soprattutto nei momenti di difficoltà. Un invito chiaro è risuonato tra i giovani: non chiudersi nelle proprie fatiche, ma avere il coraggio di parlare e di chiedere aiuto. Infine, uno sguardo al futuro e alla vocazione all’amore: in un tempo segnato da relazioni spesso superficiali, è stato rilanciato il grande sogno di un amore fedele, capace di durare, come quello del matrimonio, sostenuto dalla presenza di Dio anche nelle tempeste. A conclusione dell’incontro, il Vescovo ha rinnovato ai giovani un invito deciso: essere protagonisti di questa rivoluzione dell’amore, un amore vero, sano, capace di donarsi. Un messaggio che si inserisce pienamente nel cammino quaresimale e che trova il suo compimento nella Pasqua ormai vicina: l’amore di Dio non è solo annunciato, ma donato fino in fondo, un amore che salva, che rialza e che apre alla vita nuova. La serata si è poi conclusa con un profondo momento di preghiera, grazie all’Adorazione Eucaristica molto partecipata, e con una cena condivisa e un momento di convivialità, segno concreto di quell’amore vissuto che, da parola, diventa esperienza. di Andrea Pesillici (foto tratte dai social della Pastorale giovanile Anagni-Alatri)

Pronti, via: è partita la “rivoluzione dell’amore” dei nostri giovani!

Una rivoluzione dell’amore che passa attraverso la preghiera e il “silenzio che parla” dei giovani raccolti davanti al Tabernacolo; così come attraverso la gioia e l’allegria dei piccoli ministranti che servono all’altare. E proprio con due appuntamenti per altrettante fasce di età è entrato nel vivo il calendario di “Revolution – La rivoluzione dell’amore”, il denso programma di incontri, momenti di dialogo, preghiera, condivisione, varato dalle pastorali giovanili e vocazionali delle due diocesi. E se dell’incontro dei ministranti di domenica 25 gennaio a Frosinone parleremo più diffusamente in un altro articolo, vediamo invece cosa di “bello” e importante è successo venerdì 23, nei locali del vecchio Seminario di Veroli, quando alcuni giovani delle due diocesi si sono incontrati con il Vescovo Santo e tra di loro, accompagnati e seguiti da don Francesco Paglia, don Simone Cestra, don Santino Battaglia, don Dino Mazzoli, don Luca Fanfarillo, don Pierluigi Nardi, don Federico Mirabella, presenti anche i seminaristi diocesani Lorenzo Ambrosi e Lorenzo Sabellico. Un incontro aperto dal vescovo Santo, che ha commentato un passo della Genesi sulla vocazione di Abramo, quindi l’Adorazione nella Cappella del seminario e la suddivisione in gruppi dei presenti, arrivati da varie realtà delle due diocesi, per un momento di confronto e condivisione, prima di… condividere anche la cena. Ma vediamo meglio come proprio i diretti protagonisti di questo primo incontro hanno commentato il tutto sui social. Nel post del Centro diocesano vocazioni di Frosinone si legge: «Ascolto, preghiera, condivisione, fraternità. Tanti i momenti che hanno caratterizzato questo primo incontro dei giovani con il nostro Vescovo nel percorso vocazionale appena iniziato!  Siamo solo all’inizio di questa nuova grande avventura!!!». Ed ecco la narrazione che arriva dalla Pastorale giovanile di Anagni-Alatri: «Nel primo incontro di questo cammino vocazionale ci siamo fatti guidare dalla figura di Abramo: come lui siamo chiamati ad andare “senza mappa” seguendo la voce di Dio.  La vocazione nasce da una Parola ascoltata a lungo che ci porta a diventare ciò che ancora non siamo, lasciando andare le nostre sicurezze, le aspettative degli altri su di noi, le identità che abbiamo ricevuto dagli altri. Come Abramo, che non sa quale sarà il suo futuro, ma si fida di un Dio che vede per lui, anche noi siamo chiamati a camminare verso ciò che Dio vede di noi».

Messaggio di Natale del Vescovo ai giovani: «Scoprite la vostra meravigliosa originalità»

Ai giovani delle Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e di Anagni-Alatri Cari giovani, miei giovani… è Natale!Ne sentiamo il clima, in questi giorni, tra le luci splendenti, i canti, i sapori…Vorrei raggiungervi tutti, uno ad uno, e stringervi in un abbraccio di auguri, di gioia. Sì, perché il Natale di Gesù è gioia. Una gioia speciale, che solo la nascita di una persona ci può regalare. La gioia che avranno provato i vostri genitori, i vostri cari, quando ciascuno di voi è venuto al mondo. La gioia che ha provato Dio creandovi nella vostra unicità irripetibile. «Originali, non fotocopie!», come diceva il vostro Santo, Carlo Acutis. Ed è così che voglio darvi il buon Natale: augurandovi di scoprire la vostra meravigliosa originalità, voluta da Dio e fatta a SuaImmagine.Dove trovarla, questa originalità? Il Natale ci aiuta a rispondere.La troviamo alla Grotta di Betlemme, la troviamo nel Volto di un Bambino. È a Lui che la nostra originalità deve somigliare, non ai tanti miti, idoli, “influencer” dei nostri tempi, che ci lasciano vuoti e senza senso.Ma come arrivarci? Proprio con il Natale; seguendo, cioè, i veri suoni e le vere luci di questi giorni.Oltre le musiche natalizie, c’è un canto nella notte, bello e attraente, con il quale gli angelici parlano di Dio e con la Parola di Dio. Esso supera le parole di conflitto, aggressività,superficialità che a volte ci invadono, specie attraverso i “social”, e ci raggiunge ovunque, anchenelle notti della nostra vita, per dire che tutto può rinascere, che tutti possiamo rinascere, come ilBambino Gesù. Soprattutto voi giovani!Rinascere nella vostra originalità, trovare la vostra strada, seguendo la Stella Cometa: nonle luminarie appariscenti del consumismo, dei “like”, del successo, dell’apparire, dell’avere… ma laLuce della verità del vostro essere, scritta nel profondo di ogni cuore.Caro giovane, cara giovane, in questo Santo Natale, ti auguro di trovare la tua verità originale e ti prometto che ti aiuterò a cercarla; soprattutto nei nostri incontri comunitari e personali, che spero siano sempre di più…Non lo dimenticare: il mondo non sarebbe uguale senza di te! La nostra Chiesa e il nostro mondo hanno davvero bisogno della tua originalità, che il Bambino di Betlemme ti indica e ti porta in dono.In questi giorni, guardaLo e accogliLo: in Lui c’è la tua immagine, c’è la gioia che può dare senso, sapore alla tua vita e farti gustare il vero sapore del Natale. Frosinone, 27 dicembre 2025. Santo Marcianò

Frosinone: Costanza Miriano presenta il suo nuovo libro

Giornalista, scrittrice di successo e blogger affermata, Costanza Miriano venerdì 19 dicembre sarà a Frosinone (salone della parrocchia Sacro Cuore, alle 18) per presentare il suo ultimo libro “Non desiderare la vita d’altri. Riposo per cuori inquieti” (Sonzogno editore). Sarà l’arcivescovo Santo Marcianò a portare i saluti all’ospite e ai convenuti, prima dell’introduzione di Gabriele Ritarossi, presidente dell’associazione culturale “Radici”, di Alatri, che ha organizzato la presentazione del libro assieme alle Pastorali giovanili e vocazionali delle diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri e all’Ufficio comunicazioni sociali delle due diocesi; il giornalista Igor Traboni dialogherà con Costanza Miriano sui contenuti e il messaggio del libro. Sposata, madre di quattro figli, ispiratrice di quel monastero wi-fi nato a Roma come esperienza di preghiera e ora diffuso in tutta Italia, Costanza Miriano ha venduto centinaia di migliaia di copie con i suoi precedenti libri, tra cui – tradotti anche all’estero – “Sposati e sii sottomessa”, “Sposala e muori per lei”, “Benedetto il giorno che abbiamo sbagliato. Manuale di manutenzione del matrimonio”. E questo libro – con vari protagonisti che vanno da Giovanni Bosco a Teresa d’Avila a Francesco d’Assisi – sta già ripercorrendo le orme di successo dei precedenti.

Animazione vocazionale a Monte San Marino con i seminaristi delle due diocesi

Due giornate di animazione vocazionale sono state organizzate dal Centro diocesano vocazioni presso la parrocchia di Monte San Marino, nella Forania di Alatri, in occasione dell’arrivo del nuovo parroco, don Antonello Pacella, che prende la cura di questa comunità, assieme a quella di Tecchiena Madonnina, dove è già parroco da alcuni anni, e che nei giorni scorsi ha fatto l’ingresso proprio a Monte San Marino, presentato ai fedeli dall’arcivescovo Santo Marcianò. Per quanto riguarda l’animazione vocazionale, i seminaristi delle diocesi di Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino, studenti al Leoniano di Anagni, sabato 13 dicembre animeranno la Messa delle 16.45 e poi prenderanno parte all’Adorazione eucaristica nella chiesa di Monte San Marino, dedicata a San Valentino. Domenica 14 dicembre stessi seminaristi animeranno la Messa delle 10 e quindi incontreranno i ragazzi della catechesi e i giovani della parrocchia. Lo stesso Centro vocazioni della diocesi di Anagni-Alatri, assieme a quello di Frosinone-Veroli-Ferentino e alle pastorali giovanili delle due diocesi, ha intanto stilato un fitto calendario di incontri per tutte le età, dal titolo “Revolution, la rivoluzione dell’amore”, prendendo spunto proprio dall’invito che monsignor Marcianò ha rivolto ai giovani. Sui social e sui media delle due diocesi è disponibile il calendario di questi incontri, reperibile anche attraverso appositi depliant distribuiti nelle parrocchie. Incontri che si terranno fino all’estate 2026, quando, dal 24 al 27 agosto, si terrà un campo scuola unitario, con modalità che verranno rese note successivamente.