Tutela dei minori: concluso il corso di aggiornamento per insegnanti di religione

Si è concluso sabato 9 maggio 2026, presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, il corso di aggiornamento per insegnanti di religione sulla tutela dei minori e delle persone vulnerabili, iniziato a febbraio con una serie di incontri online. Il percorso formativo, articolato in diversi appuntamenti a distanza, ha affrontato temi fondamentali legati alla prevenzione degli abusi, alla promozione di ambienti sicuri e alla responsabilità educativa delle istituzioni ecclesiali e formative. Gli incontri hanno visto la partecipazione di esperti in ambito giuridico, psicologico, pedagogico e pastorale, offrendo ai partecipanti strumenti concreti di approfondimento e confronto. La giornata conclusiva in presenza, ospitata dalla Lateranense, ha rappresentato un importante momento di sintesi dell’esperienza maturata nei mesi di formazione. Ad aprire l’incontro è stato il cardinale Baldo Reina, vicario di Sua Santità per la diocesi di Roma, che ha rivolto il proprio saluto a tutti i presenti, sottolineando l’importanza dell’impegno condiviso nella promozione della cultura della tutela e della prevenzione. Nel corso della giornata sono intervenuti diversi relatori che hanno approfondito aspetti centrali del tema. Mons. Michele Di Tolve ha affrontato il tema dell’identità dell’insegnante di religione cattolica e della tutela dei minori, evidenziando il ruolo educativo e formativo degli insegnanti nel creare ambienti sicuri e attenti alla crescita integrale delle nuove generazioni. Don Gianluca Marchetti, sottosegretario della CEI, ha invece presentato progetti di prevenzione e buone prassi già avviate in ambito ecclesiale, richiamando l’importanza di percorsi condivisi e strutturati per contrastare ogni forma di abuso e vulnerabilità. Emanuela Vinai, coordinatrice del Servizio Nazionale Tutela dei Minori, ha posto l’attenzione sulla necessità di una formazione continua e competente, capace di coinvolgere operatori pastorali, educatori e comunità ecclesiali in un’azione concreta di prevenzione e accompagnamento. Chiara Griffini ha invece approfondito il tema della responsabilità dell’intera comunità cristiana verso i minori, ribadendo come la tutela non rappresenti soltanto un obbligo normativo, ma una responsabilità morale ed educativa che coinvolge tutta la Chiesa. A concludere l’incontro è stato il prof. Erasmo Di Giuseppe, responsabile della Commissione Pastorale e IRC del Lazio, che ha salutato i partecipanti ringraziando relatori e organizzatori per il contributo offerto durante il percorso formativo. Nel corso dell’incontro finale è stata ribadita la necessità di una formazione continua e condivisa per rafforzare la cultura della tutela e della prevenzione. Particolare attenzione è stata dedicata al valore dell’ascolto, alla protezione delle persone più fragili e alla costruzione di contesti educativi capaci di garantire sicurezza, rispetto e trasparenza. L’iniziativa si inserisce nel più ampio impegno della Chiesa e del mondo accademico nel promuovere percorsi di sensibilizzazione e aggiornamento su un tema sempre più centrale nel dibattito sociale ed ecclesiale. La significativa partecipazione, registrata durante il corso, conferma l’attenzione crescente verso la formazione di figure preparate e consapevoli nella prevenzione e nella tutela dei minori. di Emanuela Sabellico

L’Ebraismo con i personaggi del Venerdì Santo di Alatri – Studenti tra religione e tradizioni locali

Singolare esperienza didattica per gli studenti delle classi 1A e 1B della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo Alatri 1.  Martedì 4 e mercoledì 5 marzo 2026 gli alunni si sono recati  presso i locali della Pro Loco che custodiscono abiti e oggetti dei personaggi della rievocazione storica del Venerdì Santo di Alatri. Immergendosi così dentro la storia della Bibbia proprio attraverso abiti, oggetti e simboli che sono usati nel corso di questa rievocazione storica. Durante l’ora di religione, infatti, con il loro insegnante Gabriele Ritarossi gli alunni hanno studiato l’Ebraismo e i personaggi più importanti della religione ebraica come Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè, i Re di Israele, i profeti e i  simboli e le storie dell’ebraismo. Tutti questi personaggi e i fatti sono raccontati e descritti durante la rievocazione storica del Venerdì Santo che si snoda nelle strade e nei vicoli del centro storico. Il magazzino  custodisce circa 600 abiti. Un piccolo-grande  patrimonio di conservazione e custodia che la città conserva con orgoglio. Così, accompagnati dal loro professore di religione e dalle professoresse Nizzardo e Pilozzi, i ragazzi hanno  non solo scoperto questo angolo nascosto della città ma hanno anche avuto l’opportunità  di indossare alcuni abiti rappresentativi di ogni personaggio e gli oggetti, come le tavole di Mosè, i rotoli dei profeti, la menorah, la cetra di Davide, la collana delle 12 tribù di Israele, l’arca della alleanza, il vitello d’oro, lo Jobel, la legna del sacrificio  di Isacco etc, che vengono portati durante le rievocazione, cercando così di capire e conoscere meglio il motivo per cui ogni personaggio è vestito in un certo modo e porta con sé proprio determinati oggetti che compongono un quadro della rievocazione.  Durante la lezione gli alunni hanno scoperto che alcuni di questi oggetti sono stati protagonisti anche di alcuni film storici come Ben-Hur, un colossal dove   compaiono insegne romane ed armature che sono conservate ad Alatri e utilizzate durante la rievocazione storica del Venerdì Santo. Sono stati mostrati  agli studenti gli antichi cartelli dei primi anni ‘70 in cui non solo veniva presentato il nome del personaggio ma anche un piccola descrizione del quadro, cosa che oggi non compare più ma che, come suggerito dagli stessi ragazzi, permetterebbe di comprendere meglio a chi guarda la storia biblica rappresentata. Preziosa anche la disponibilità dei volontari della Pro loco come Nando Uspini che ha ripercorso con gli alunni anche la sua prima partecipazione da bambino alla rievocazione, suscitando la curiosità dei ragazzi. Sono in programma nelle prossime settimane ulteriori attività didattiche durante l’ora di religione legate alla processione e rievocazione del Venerdì Santo di Alatri. Le classi seconde, infatti, conosceranno più da vicino il Canto del Miserere, il salmo nella versione latina che viene intonata dai cori di Alatri. Le classi terze medie, invece, di avvicineranno alla scoperta della processione religiosa visitando il piccolo museo che la confraternita di San Matteo custodisce nell’omonima chiesa, la storia della confraternita e della processione del Venerdì Santo. Soddisfatta anche la dirigente scolastica Rossella Veglianti: «Apprezzo infinitamente il lavoro che si  svolge con i nostri ragazzi durante l’ora di religione e le occasioni che si offrono loro per comprendere la realtà che li circonda, per scoprire su che cosa si basano e da dove hanno origine le tradizioni, per porsi delle domande e andare alla ricerca delle risposte».

Io, insegnante, vi dico perché avvalersi dell’ora di religione cattolica…

Entro il mese di febbraio, come ogni anno, famiglie e studenti sono chiamati a scegliere se avvalersi dell’ora di religione cattolica per il prossimo anno scolastico. I dati più recenti parlano di un lieve calo nelle adesioni, ma la percentuale resta alta: circa l’80% degli studenti continua a frequentare l’Irc. Un dato che, da insegnante di religione, non posso che leggere con gratitudine e anche con un certo stupore. Viviamo in un contesto culturale profondamente segnato dalla secolarizzazione e da un diffuso disorientamento. I ragazzi crescono in un tempo in cui molte certezze sono state messe in discussione e dove spesso si fatica a trovare punti di riferimento stabili. Eppure, nonostante tutto, scelgono di restare in classe per l’ora di religione… Nella mia esperienza quotidiana vedo che, dietro un apparente scetticismo, c’è una domanda di senso molto forte. I ragazzi portano in aula le loro inquietudini, le paure, le fragilità, ma anche il desiderio di capire chi sono e dove stanno andando. Hanno bisogno di essere ascoltati e presi sul serio. L’Irc diventa così uno spazio prezioso di dialogo, confronto e ricerca, dove è possibile fermarsi a pensare in modo più profondo rispetto ai ritmi veloci dei social e della comunicazione digitale; l’Irc diventa uno spazio dove si possono affrontare le grandi domande sull’identità, sulla libertà, sull’amore, sul dolore, sulla morte e sulla speranza. Mi accorgo che, quando l’ora è proposta con serietà e passione, i ragazzi rispondono. Non cercano risposte superficiali o accomodanti, chiedono chiarezza, autenticità, coerenza. Vogliono capire cosa c’entra la fede con la loro vita concreta. E spesso rimangono colpiti quando scoprono che il Cristianesimo non è un insieme di divieti, ma un annuncio che parla di dignità, di relazione, di senso. Per questo sento che il nostro compito, come docenti di religione, è delicato e decisivo. Siamo chiamati non solo a trasmettere contenuti culturali e teologici, ma ad accompagnare un cammino. L’ora di religione può essere una piccola luce nel percorso scolastico, non impone, non costringe, ma propone. E in molti ragazzi quella proposta intercetta ancora una sete di infinito che, nonostante tutto, non si è spenta. di Emanuela Sabellico

Studenti sulle tracce della prima comunità cristiana di Alatri

Mercoledì 5 dicembre gli alunni della classe 2A dell’Istituto comprensivo di Alatri accompagnati dai professori Gabriele Ritarossi ( Religione cattolica) ed Aurora Santachiara si sono mossi alla scoperta delle tracce della prima comunità cristiana di Alatri. Nell’Unità di apprendimento sulla Storia del cristianesimo e l’impero romano gli alunni hanno affrontato in classe l’argomento delle persecuzioni e dell’editto di Costantino Benché non vi siano luoghi che rimandino esplicitamente alle persecuzioni è possibile però, rintracciare alcuni segni di una prima comunità cristiana e di come questa si sia diffusa ad Alatri. La città conosce infatti, la presenza di due vescovi come Pascasio e Saturnino che parteciparono ai primi concili della chiesa tra cui, ad esempio, quello di Efeso, poco dopo la libertà di culto concessa da Costantino con l’editto del 313. Un primo segno della nascita del cristianesimo è dato dalla chiesa di Santa Maria che sorge su un antico tempio dedicato a Giove. Nella chiesa è possibile vedere alcune pietre dell’antico tempio che furono riutilizzate per edificare la chiesa e che furono capovolte proprio per sottolineare come il cristianesimo avesse “ribaltato le divinità pagane”. Nella chiesa di Santa Maria è possibile scorgere una pietra capovolta recante l’iscrizione “M C Betileni pecunia iovis”. Gli alunni hanno poi raggiunto la chiesa di San Silvestro che custodisce una cripta dedicata a “Maria stella del mattino”, perché orientata ad est , dove emerge anche un affresco con un Cristo benedicente alla maniera bizantina. La cripta che fu inizialmente, probabilmente, un ossario è un luogo dove però la prima comunità cristiana di Alatri si ritrovava per pregare e svolgere le azioni cultuali. Nella chiesa poi si trovano diversi dipinti raffiguranti santi martiri uccisi durante le persecuzioni romane come San Sebastiano e Santa Lucia segno che le storie dei martiri erano ben note alla comunità cittadina. Legato, infine alle persecuzioni, trova eco ad Alatri la vicenda del martire Quinziano nei confronti del quale vi era una forte venerazione e un culto diffuso inerente il suo martirio e la sua sepoltura, probabilmente avvenuti nella zone oggi denominata “Chiappitto” ma che fino a qualche secolo fa era conosciuta proprio col nome di San Quinziano. Infine, Alatri custodisce una reliquia dell’apostolo Paolo nella omonima cattedrale che lascia ancora una traccia e un segno di come fossero forti nella comunità cristiana di Alatri riferimenti a santi e sante martiri che avevano trasmesso una fede profonda e una testimonianza che, in qualche modo, aveva persuaso i primi cristiani della comunità di Alatri. Per quanto concerne alcune classi dello stesso Istituto comprensivo di Alatri 1, altre sono le attività in programma, fortemente sostenute dalla soddisfatta e partecipe dirigente Rossella Veglianti, come la visita alla mostra dei presepi, nel chiostro di San Francesco ad Alatri, con un relativo l’approfondimento sulla storia del presepe. In programma c’è anche la visita alla ricca e antica biblioteca del vecchio seminario di Alatri, posta proprio nell’edificio a due passi dalla Concattedrale di San Paolo, mentre, nel prossimo mese di gennaio 2026, è previsto l’inizio del progetto Punto Gioia, sempre durante l’ora di religione cattolica, con la comunità Nuovi Orizzonti, che ha la sua sede principale internazionale presso la Cittadella Cielo di Frosinone.

Guarcino: studenti immersi nel Cantico delle Creature

Lunedì 3 novembre gli alunni delle classi 2 e 3 media dell’Istituto Comprensivo Guarcino hanno vissuto una giornata  particolare, insieme ai bambini della  classe V  elementare, attorno  alla figura di San Francesco, per celebrare l’ottavo  centenario del Cantico delle Creature, considerata come la prima opera in volgare italiano. «In occasione dell’ottavo centenario del Cantico – ha osservato la preside Stefania Giammaria – la nostra scuola ha voluto approfondire la figura di San Francesco e l’opera del Cantico con un laboratorio multidisciplinare presso il giardino del monastero delle suore agostiniane». L’evento ha visto la partecipazione attiva degli alunni delle classi V della scuola primaria e degli studenti della scuola secondaria di primo grado di Guarcino. Accompagnati in questo viaggio dal professore di religione, Gabriele Ritarossi, e della professoressa di Lettere, Elisa Mariani, gli alunni nelle settimane scorse hanno prima approfondito la figura di Francesco e il Cantico, per poi diventare essi stessi tutor dei bambini della classe V. Nei laboratori gli studenti si sono cimentati nella produzione di testi didattici e artistici, musicali e poetici, recitando anche il cantico in dialetto con il vernacolo  guarcinese.  La giornata si è conclusa con la lettura di “Preghiera semplice” (uno dei testi più belli scritti da Francesco).  Soddisfatta la preside, Stefania Giammaria, che ha aggiunto: «L’obiettivo del laboratorio è stato quello di riproporre il linguaggio della fraternità e della bellezza nelle nostre relazioni con il mondo, stimolando negli alunni  una riflessione sul concetto di umiltà e di gratitudine, come atteggiamenti vitali tesi a costruire uno stile di vita che riconosca il legame profondo con tutte le creature viventi e l’ambiente in cui viviamo, apprezzando la presenza e la bellezza del Creatore in ogni aspetto della nostra esistenza. Desidero, infine, esprimere un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno reso possibile questa iniziativa, che ha visto la partecipazione anche delle famiglie ed ha rappresentato un importante momento di condivisione».

Alatri: studenti alla scoperta del miracolo eucaristico

Martedì 11 marzo gli alunni di terza media della classe 3A dell’Istituto comprensivo Alatri 1, accompagnati dal professore di religione Gabriele Ritarossi e dalla professoressa Lucretia Mailat e accolti dal parroco don Walter Martiello, hanno visitato la Concattedrale di Alatri e il miracolo eucaristico alla vigilia dell’anniversario del prodigioso evento, avvenuto il 13 marzo 1228. Gli alunni, durante l’ora di religione in classe, avevano approfondito storicamente la genesi del miracolo eucaristico, insieme alla figura del beato Carlo Acutis, che in un suo libro si è occupato anche di quanto avvenuto ad Alatri. Inoltre, i ragazzi in classe avevano avuto modo di realizzare in cooperative learning un lavoro di produzione sul giubileo e sulla chiesa giubilare della Concattedrale di Alatri. Gli alunni sono rimasti colpiti dal vedere da vicino l’Ostia mutata in viva carne e non sono mancate delle domande anche attorno alla Basilica Concattedrale, che molti conoscevano appena. Durante la visita gli alunni hanno approfondito la bolla di Papa Gregorio del 13 marzo 1228 e la realizzazione del reliquiario. L’attività ha inoltre consentito ai ragazzi di approfondire meglio la storia e la cultura religiosa della città di Alatri. (nella foto, studenti e docenti sul sagrato della Concattedrale)

Bandi Concorsi Ordinari IRC

Pubblichiamo i bandi  per lo svolgimento dei concorsi ordinari per titoli ed esami per l’accesso al ruolo degli insegnanti di religione cattolica nella scuola dell’infanzia e primaria e nella scuola secondaria di primo e secondo grado. L’istanza di partecipazione può essere presentata a partire dalle ore 14.00 del giorno 5 novembre 2024 alle ore 23.59 del 4 dicembre 2024, unicamente in modalità telematica, attraverso il Portale Unico del Reclutamento. Per accedere alla compilazione dell’istanza occorre essere in possesso delle credenziali del Sistema Pubblico di identità digitale (SPID) o di quelle della Carta di Identità Elettronica (CIE). Inoltre, occorre essere abilitati al servizio “Istanze on line”. Per la partecipazione alla procedura concorsuale è dovuto il pagamento di un contributo di segreteria di 10 euro. Il pagamento deve essere effettuato sulla base del bollettino emesso dal sistema “Pago In Rete”, il cui link è disponibile all’interno della “Piattaforma Concorsi e Procedure Selettive”, nella sezione dedicata all’istanza o a cui il candidato potrà accedere dall’indirizzo https://pagoinrete.pubblica.istruzione.it/Pars2Client-user/. L’avvenuto pagamento deve essere dichiarato nell’istanza, cui va allegata, a pena di esclusione, la ricevuta di pagamento. È onere del candidato verificarne la correttezza di tutti i dati inseriti prima di effettuare il pagamento e prima di inviare la domanda. Ciascun candidato può concorrere nella regione nel cui ambito territoriale e situata la sede dell’ordinario diocesano che ha rilasciato la certificazione di idoneità, indicando la diocesi e il grado di scuola per cui si concorre in relazione all’idoneità posseduta. Sono ammessi a partecipare alle procedure concorsuali i candidati in possesso congiuntamente, alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, dei seguenti requisiti specifici: Il concorso si articola in una prova scritta computer-based, della durata di 100 minuti, con 50 quesiti a risposta multipla cosi articolati: La prova scritta è superata dai candidati che conseguano il punteggio complessivo non inferiore a 70 punti. La prova orale è finalizzata all’accertamento della preparazione del candidato in relazione alle problematiche educative e alle competenze didattiche generali, nonché alla relativa capacità di progettazione didattica efficace, con esclusione dei contenuti specifici dell’insegnamento della religione cattolica, e verte sugli argomenti compresi negli ambiti del programma d’esame indicato nel bando. Nel corso della prova orale si svolge altresì un test didattico specifico, consistente in una lezione simulata. Allegati Procedura concorsuale ordinaria Infanzia-Primariam_pi.AOOGABMI.Registro Decreti(R).0000103.29-05-2024.pdfAvv_Inf e Pirm_m_pi.AOODGPER.REGISTRO UFFICIALE(I).0184796.05-11-2024.pdfLink iscrizione concorsoProcedura concorsuale per titoli ed esami per l’accesso al ruolo degli insegnanti di religione cattolica nella scuola dell’infanzia e della primaria ai sensi del comma 1 dell’articolo 1-bis del decreto-legge 29 ottobre 2019, n.126, convertito con modificazioni dalla legge 20 dicembre 2019, n. 159 Procedura concorsuale ordinaria Secondaria I-II gradom_pi.AOOGABMI.Registro Decreti(R).0000104.29-05-2024.pdfAvv_Sec_I e II gradi_m_pi.AOODGPER.REGISTRO UFFICIALE(I).0184801.05-11-2024.pdfLink Iscrizione ConcorsoProcedura concorsuale per titoli ed esami per l’accesso al ruolo degli insegnanti di religione cattolica nella scuola secondaria di primo e secondo grado ai sensi del comma 1 dell’articolo 1-bis del decreto-legge 29 ottobre 2019, n.126, convertito con modificazioni dalla legge 20 dicembre 2019, n. 159 Domanda Certificato idoneità Concorsuale

Santi e altre figure: gli studenti di Trivigliano alla scoperta del Medioevo

Il 31 ottobre, nella classe 2B della Scuola secondaria di primo grado di Trivigliano, si è tenuto un evento speciale: il Festival del Medioevo. Un momento straordinario nato da una semplice domanda posta dai ragazzi ai professori qualche settimana fa: “Possiamo mascherarci ad Halloween?”. La risposta dei professori Valentina Cardinale, di Lettere, e Gabriele Ritarossi, di Religione, non si è fatta attendere e ha colto tutti di sorpresa. “Certamente!”,  ma con una condizione: niente zombie o mostri, tipici dell’immaginario di Halloween. Invece, gli alunni avrebbero interpretato personaggi del Medioevo, un’epoca che stanno studiando in classe, avvicinandosi così a figure storiche che hanno lasciato un segno indelebile. Così è nato il Festival del Medioevo, un’occasione per conoscere personaggi storici in modo originale e stimolante. Ogni studente ha scelto un personaggio medievale e ha preparato una breve presentazione, studiando costumi e dettagli storici con grande cura e dedizione, anche grazie al supporto delle loro famiglie. Il risultato è stato un’aula trasformata in un vero palcoscenico di storia e cultura, dove ogni alunno ha potuto incarnare un protagonista dell’epoca medievale. I ragazzi hanno messo in scena con entusiasmo le vite di alcune delle personalità più importanti del Medioevo: Simone ha interpretato Guglielmo il Conquistatore, raccontando la famosa Battaglia di Hastings e le sue gesta in Inghilterra; Davide ha impersonato Carlo Magno, il grande Imperatore del Sacro Romano Impero; Tommaso è stato Tommaso d’Aquino, noto filosofo e teologo; Gabriele ha dato voce a Dante Alighieri, il poeta esiliato di Firenze; e Francesco è stato San Francesco d’Assisi, l’umile servo di Dio che predicava l’amore per tutte le creature. Il viaggio nella storia è proseguito con Edoardo nei panni di Papa Bonifacio VIII, che ha evocato il potere della Chiesa nel 1300, e Giammarco come Goffredo di Buglione, il difensore della Terra Santa. Matteo ha impersonato Cristoforo Colombo, con il suo spirito da esploratore, mentre Elide ha dato vita a Matilde di Canossa, la contessa che sfidò re e papi. Altri ragazzi hanno presentato donne di grande forza e fede, come Anna nelle vesti di Giovanna d’Arco e Giada come Anna Comnena, la principessa bizantina. Giulia ha interpretato Ildegarda di Bingen, mistica e guaritrice, e Benedetta è stata Caterina da Siena, consigliera spirituale di papi. Viola ha rappresentato Violante di Aragona, mentre Evelyn ha incarnato Isabella di Castiglia, la regina che rese possibile il viaggio di Colombo. Infine, Greta ha interpretato Santa Chiara d’Assisi, che difese il suo convento con coraggio. Questo evento ha coinvolto profondamente la classe, grazie anche alla presenza e al supporto dei docenti di sostegno Tomei e Guardiani, che hanno accompagnato e incoraggiato i ragazzi in ogni momento. Non solo è stato un momento di apprendimento, ma anche di condivisione e crescita personale, dove ogni alunno ha contribuito a creare un’esperienza immersiva e indimenticabile. Grazie al Festival del Medioevo, la classe 2B ha potuto trasformare il semplice costume di Halloween in un’opportunità educativa, che ha permesso ai ragazzi di conoscere più da vicino le grandi figure del Medioevo, di riflettere sui valori che hanno caratterizzato quell’epoca, e di rivivere la storia in prima persona. Questa esperienza ha dimostrato come lo studio possa diventare un’avventura emozionante e come, anche attraverso il gioco, si possano scoprire le radici del nostro passato e il valore della cultura.

Scuola, famiglia, comunità: insieme, per aiutare i giovani

“Fragilità evolutive in un epoca di radicali cambiamenti”: questo il titolo del convegno organizzato dagli Uffici Scuola delle diocesi di Anagni – Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino e che si è tenuto venerdì 25 ottobre presso il Centro pastorale di Fiuggi, in collaborazione con l’Associazione Italiana Genitori (A.Ge) e con la dott.ssa Serena Zurma, psicologa, psicoterapeuta ASL di Frosinone e presidente A.Ge. di Colleferro. Un intero pomeriggio per approfondire un tema tanto importante quanto delicato, come quello dei giovani di oggi che sembrano invincibili ma spesso nascondono profonde insicurezze e fragilità che non gli permettono una crescita serena. In questo bel venerdì, c’è stata una vera e propria riflessione a più voci: ha aperto il convegno, con i saluti e una breve ma incisiva introduzione, don Antonio Castagnacci, per poi continuare con il professore dirigente Adriano Gioè, il professore e dirigente Giovanni Guglielmi, la dottoressa Serena Zurma, la prof.ssa Maria Dari, presidente IRSEF, la prof.ssa Anna Navarra, la dottoressa Eleonora Campoli, consigliere del Comune di Paliano, e la prof.ssa Silvia Anielli, docente di religione cattolica. Il convegno è stato moderato dalla prof.ssa Enrichetta Mastromarino, che ha presentato l’evento come un’occasione di ascolto, formazione e riflessione rivolta a tutti i partecipanti sensibili ai temi dell’educazione. Sono stati analizzati i cambiamenti socio-culturali che definiscono le esperienze giovanili nel mondo contemporaneo e che influenzano la formazione delle identità giovani, le dinamiche relazionali, facendo emergere nuove fragilità legate alla eccessiva presenza mediatica e alla pressione sociale. In questo quadro così complicato si è parlato del ruolo della famiglia e della scuola, agenzia educativa  che deve mettersi in ascolto, deve mettere al centro la persona, i suoi valori, la sua dimensione di vita, la sua storia, la sua crescita. Per questo in molte scuole si sta diffondendo sempre di più la consuetudine di istituire uno “sportello di ascolto”, gratuito e su base volontaria, che diventa un vero e proprio supporto. Sostenere i giovani nel superamento delle loro fragilità significa investire in un’educazione inclusiva, orientata al benessere e al potenziamento delle capacità individuali. La scommessa culturale dei prossimi anni sarà quella di costruire nel Paese e mettere a disposizione della scuola e della famiglia una cultura della pre- adolescenza e dell’adolescenza, che sostenga la scuola e la famiglia nella formazione delle nuove generazioni. A conclusione dei lavori si è arrivati a questa riflessione: per sostenere efficacemente i giovani e affrontare le fragilità evidenziate, è necessario sviluppare strategie integrate che coinvolgano scuole, famiglie e comunità. di Emanuela Sabellico

Alatri: studenti alla scoperta di San Francesco e del suo anelito di pace

Martedì 8 ottobre le classi 2A e 2D dell’Istituto comprensivo Alatri 1 hanno approfondito la figura di San Francesco all’interno della omonima chiesa del centro storico di Alatri. L’iniziativa, nata nell’ora di religione con i docenti Gabriele Ritarossi e Paola Santoni, ha visto i ragazzi, accompagnati anche dai docenti Aurora Santachiara, Lavinia Cella e Paola Barone, confrontarsi con i testi scritti da Francesco, a cominciare dal Cantico delle creature e dalla preghiera di San Damiano come modelli letterari capaci di trasmettere ai ragazzi degli stili educativi a favore della pace e della cura del creato. Dopo un primo intervento sulla figura di Francesco tenuto dal docente di religione Gabriele Ritarossi, suggestivo è stato l’approfondimento sulla più antica e preziosa reliquia francescana presente ad Alatri, ovvero il mantello di Francesco donato dallo stesso santo nel 1222. I ragazzi hanno potuto avvicinarsi alla teca e osservare da vicino la pergamena sui cenni storici della preziosa reliquia. La giornata è stata arricchita anche dagli interventi di Giancarlo Rossi sulla storia della chiesa di San Francesco in Alatri, e Anna Mazzocchia dell’Ordine francescano secolare. A fine giornata i ragazzi hanno quindi dato vita ad un breve dibattito attorno alla pace da costruire nella vita di tutti i giorni, nei luoghi che quotidianamente si frequentano, provando a superare ciò che ostacola la pace interiore e con gli altri come l’invidia, l’orgoglio, la superbia, la rivalità, l’offesa. (nella foto, un momento della visita dei ragazzi nella chiesa di San Francesco)