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AC diocesana: in 270 dal Papa, con la Beata Armida

19 Dicembre 2023

AC diocesana: in 270 dal Papa, con la Beata Armida

22 aprile 2023: da tante parti di Italia arrivano giovani, adulti e ragazzi per ringraziare Papa Francesco per la beatificazione di Armida Barelli, laica di Azione Cattolica, avvenuta lo scorso 30 aprile 2022 nel Duomo di Milano.

Apostola con passione, ha sempre invitato laici e laiche ad essere appassionati del Vangelo e della Vita, prendendosi cura della vita buona di tutti e insegnando a costruire percorsi di fraternità per dare anima ad una società più giusta, più inclusiva, più solidale. E poteva mancare l’AC di Anagni-Alatri? Certo che no! In 270 sono partiti alla volta di Roma dove, in Piazza San Pietro, gremita di soci e simpatizzanti, l’AC diocesana, in comunione con l’associazione tutta, ha portato l’abbraccio e l’impegno ad essere apostoli di tutti noi.

L’emozione di accogliere Papa Francesco, che non si è sottratto ai richiami gioiosi dei tanti, è ogni volta unica e irripetibile.

«Carissimo Papa Francesco – dice Emanuela Gitto, vice-presidente del settore Giovani di Azione Cattolica, portavoce di tutti – anche noi oggi diciamo a gran voce che ci canta nell’anima l’amore del Signore. Guidati dall’esempio della beata Armida, ci prendiamo l’impegno di annunciare Cristo con la nostra semplice vita, cantando, amando, pregando. Con gioia, nella chiesa, insieme al Signore». E Papa Francesco ringrazia per essere venuti così numerosi a rendere grazie al Signore per il dono della persona di Armida, ricordando subito la generatività della beata, laica capace di essere apostola e di far germogliare il Regno di Dio che cresce e fruttifica dappertutto. Tessitrice di grandi opere, lo ha fatto realizzando una trama formidabile di relazioni, girando in lungo e in largo l’Italia e tenendo contatti con tutti.

«La Vita di Armida –  dice Francesco – esprime questa dinamica e ci permette di contemplare come il Signore compia grandi cose quando le persone si rendono disponibili e docili alla sua volontà. Lei che sentiva di non appartenersi più e di dover fare della propria esistenza un dono per gli altri: essere lei stessa missione, al di là dei limiti e delle imperfezioni».

E’ questa l’eredità che l’AC vuole accogliere e che vuole consegnare ad ogni generazione. La conclusione con la Messa presieduta dall’Arcivescovo monsignor Delfini che, emozionato, ringrazia il Signore per la sua generosità avendo concesso sole “tanto” dice, gioia e presenza. L’AC diocesana c’è sempre!

 

Giusy Secondino

Presidenza Diocesana di AC

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