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I social oltre le grate. Le Benedettine di Alatri vanno in Rete

19 Dicembre 2023

I social oltre le grate. Le Benedettine di Alatri vanno in Rete

Oltre le grate un computer con una telecamerina e la voce affabulatoria di suor Maria Speranza, 29 anni, vice Badessa delle Benedettine dell’Adorazione perpetua del Santissimo nel Monastero al centro di Alatri, accanto alla chiesa di Santo Stefano e a due passi dalla piazza principale della cittadina. Una voce che da martedì scorso ha iniziato ad arrivare sui pc, i tablet e gli altri strumenti di connessione per delle catechesi e una riflessione fraterna sulla preghiera, con riferimenti alla tradizione monastica e all’esperienza dei santi. E si può partecipare semplicemente andando sulla pagina Facebook “Ricerca vocazionale Benedettine Alatri” e cliccando sul link di Google Meet.

Ma come e perché nasce questa iniziativa? Lo abbiamo chiesto proprio alla giovane monaca, originaria di Fondi, entrata in convento dopo varie esperienze e quando aveva tutte le carte in regola professionali per diventare la classica “donna in carriera”:  «Cercavamo un qualcosa che potesse avere anche una parte di contatto con gli altri, di relazionalità, ma allo stesso tempo ovviamente che fosse consono alla nostra vita monastica. I social già li usiamo da tempo, ma sempre con la massima accortezza, come un canale per incontrare gli altri e trasmettere la ricchezza della vita monastica, della nostra vita quotidiana e per condividere dei percorsi spirituali. Parlando con la Madre Badessa su quali nuove iniziative adottare, tenendo sempre a mente i due aspetti che ho appena detto, ho pensato appunto a questi incontri online. Del resto, sulla nostra pagina Facebook abbiamo 4500 amici e tante altre amicizie non accettate; si tratta di un buon pubblico e ci rendiamo conto che le persone hanno desiderio di “cose” di vita spirituale che però a volte non riescono ad intercettare, a trovare, e magari vanno a finire altrove, fino alla spiritualità orientale ad esempio, non sapendo che ci sono ricchezze ben fondate nella spiritualità cristiana».

Suor Maria Speranza, che sta per concludere il suo brillante ciclo di studi con la laurea in Teologia spirituale monastica alla Sant’Anselmo di Roma, ha già individuato i prossimi appuntamenti d trattare online:  Adorazione eucaristica, combattimento spirituale, silenzio, la solitudine e il fare deserto, ritiro e vita spirituale. «Li terremo una volta al mese questi incontri, ma non con giorni e orari fissi, che comunque comunicheremo per tempo su Facebook, proprio per consentire a più persone possibile di partecipare. In alcuni di questi incontri porterò anche degli esempi pratici, tratti dalla vita dei santi e anche dalla nostra esperienza, perché prima di dirlo agli altri cerchiamo noi di assimilarli e viverli, anche sulle figure dei nostri fondatori San Benedetto e Madre Matilde de Bar. Dopo il primo appuntamento c’è già stata una risposta, anche se l’avevamo reso noto solo pochi giorni prima, e delle persone mi hanno chiesto anche degli appunti su quello che ho detto, anche perché sono andata un po’ a braccio, anche se mi ero debitamente preparata. Su Google Meet la durata degli incontri è di 60 minuti e per 30-45 parlo io, lasciando poi spazio a chi volesse intervenire per dialogare».

Per parlare con le monache di Alatri e ricevere da loro aiuto e vicinanza spirituale è comunque sempre possibile recarsi presso il Monastero o partecipare ai vari incontri, insieme ad un gruppo di laici Oblati: tutti i giovedì, nella chiesa di Santo Stefano ora affidata proprio alle monache, c’è l’Adorazione, i Vespri e il Rosario e poi delle novene per le varie solennità, a partire dalle 9, dopo la Messa delle 8.30 che viene celebrata ogni giorno (la domenica alle 9) e fino alle 12.15, mentre nel pomeriggio dalle 16.30.

Per tornare all’esperienza e alla presenza social, le Benedettine di Alatri hanno anche un canale Youtube, dove sono stati caricati dei video che narrano la bellezza e della vita monastica: «La nostra – precisa però suor Maria Speranza – non vuole essere di certo un’esposizione “mondana” ma solo quel desiderio, come dicevo prima, di attingere noi per prime alla fonte spirituale e poi di condividere questa ricchezza».

di Igor Traboni

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