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Il nuovo anno associativo dell’Azione Cattolica

19 Dicembre 2023

Il nuovo anno associativo dell’Azione Cattolica

“Chi ha toccato le mie vesti”: con questo tema l’Azione Cattolica diocesana, riunitasi in assemblea domenica 8 ottobre, dà il via al nuovo anno associativo.

Alle 9.30 si sono aperti i lavori con la Messa celebrata dal vescovo monsignor Ambrogio Spreafico che, dall’ambone della chiesa Regina Pacis in Fiuggi, ha incoraggiato con forza l’Azione Cattolica a muoversi, a non adagiarsi, ad andare incontro senza mai stancarsi, alle donne e agli uomini di questo tempo, non fermandosi solo ai territori a noi cari, ma andando oltre, verso le periferie, verso i poveri, verso i lontani. Dopo la celebrazione comunitaria, l’assemblea si è spostata presso il centro pastorale iniziando con un intervento della presidente diocesana Concetta Coppotelli: «Viviamo nel mondo riconoscendone il valore, ma liberi da ogni logica che lo assolutizza e ne fa un idolo. Si può essere cristiani solo a condizione di compiere delle scelte, consapevoli che non tutte quelle possibili sono compatibili con il Vangelo» (Progetto formativo, 4.0). E poiché il legame di Dio con noi ci fa creature libere, ciò va vissuto nella responsabilità: siamo chiamati a rispondere del dono che Egli ci ha fatto vivendo all’altezza di esso e realizzando in noi il Suo progetto.

“Il carisma dell’AC è comunitario: non si vive isolatamente, ma insieme, in una testimonianza corale ed organica; per noi prende la forma dell’associazione. L’esperienza associativa costituisce una scuola di grande valore; essa richiede attenzioni e cura perché non scada in puro fatto organizzativo, ma conservi la carica umana e spirituale di incontro tra le persone, in una familiarità che tende alla comunione e in un coinvolgimento che tende alla corresponsabilità. (Dall’introduzione del Progetto Formativo: il valore di una scelta associativa).

La narrazione dell’icona biblica scelta per l’anno associativo 2023/2024 (Mc 5,21-43) contiene una domanda centrale: “Chi ha toccato le mie vesti?”. Il Signore Gesù si prende cura del cuore e prendendo esempio da Lui, dobbiamo vivere il servizio associativo come occasione di accompagnamento alle persone, non lasciandole mai sole. Perché «l’Ac si costruisce nel cuore e non nelle sacrestie».

Dopo i saluti ai partecipanti e l’introduzione , è seguita la relazione della dott.ssa Marilena Ciprani, che  ha posto l’accento sull’importanza della partecipazione dei laici alla missione della Chiesa, richiamando quanto indicato nell’Apostolicam Actuositatem: “I laici esercitano il loro multiforme apostolato tanto nella chiesa che nel mondo o individualmente o uniti in varie comunità e associazioni e tra queste sono da ricordare quelle che hanno prodotto abbondantissimi frutti nel regno di Cristo e meritatamente raccomandate e promosse dai romani Pontefici e da molti vescovi, quali l’Azione Cattolica.

IDENTITA’ DEI LAICI • Sono i fedeli che incorporati a Cristo mediante il battesimo e parte del popolo di DIO partecipano alla funzione sacerdotale, profetica, e regale di CRISTO, COMPIONO NEL MONDO E NELLA CHIESA, la missione propria del popolo cristiano • Indole secolare-mondana terrena • Comune dignità- diversi ministeri • Cercare il regno di Dio trattando le cose del mondo • ORDINARIETA’

  • Figli del nostro tempo • Passione • Fiducia • Accoglienza • Relazione • Comunicazione • Competenza
  • Forti nella fede….un tesoro cui attingere, rinfrancarsi, sostenersi • Desiderosi della grazia e grati per averla ricevuta • Aggrappati alla speranza • L’orizzonte senza tramonto che dà il senso al nostro gioire, patir

Per loro vocazione è proprio dei laici cercare il regno di Dio, trattando le cose temporali e ordinandole secondo Dio. Vivono nel secolo, cioè implicati in tutti i diversi doveri e lavori del mondo e nelle ordinarie condizioni della vita familiare e sociale, di cui la loro esistenza è come intessuta. Ivi sono da Dio chiamati a contribuire, quasi dall’interno a modo di fermento, alla santificazione del mondo esercitando il proprio ufficio sotto la guida dello spirito evangelico, e in questo modo a manifestare Cristo agli altri principalmente con la testimonianza della loro stessa vita e col fulgore della loro fede, della loro speranza e carità. A loro quindi particolarmente spetta di illuminare e ordinare tutte le cose temporali, alle quali sono strettamente legati, in modo che siano fatte e crescano costantemente secondo il Cristo e siano di lode al Creatore e Redentore. (L.G.)

Nella seconda parte della mattinata l’assemblea entra nel vivo dei lavori con la suddivisione in 4 gruppi sinodali: 1. PERSONE E COMUNITÀ- 2. COMUNIONE E RESPONSABILITÀ- 3. FORMAZIONE E CULTURA- 4. SPIRITUALITÀ E SINODALITÀ che hanno visto i soci impegnati a dare il proprio contributo di avvio all’itinerario, che porterà l’associazione alla celebrazione della XVIII assemblea nazionale prevista per la fine del mese di aprile 2024.

Dopo il pranzo, è stato presentato brevemente il Bilancio di sostenibilità dell’associazione; poi la divisione in settori per la presentazione dei testi e per la programmazione di settore dell’anno 2023/2024.

Una giornata preziosa che ha ricordato all’AC, che essa è chiamata a scegliere e percorrere la via di una conversione pastorale profonda, tracciata da papa Francesco, puntando sulla necessità di un annuncio missionario in grado di rinnovare l’associazione, la comunità ecclesiale e la società tutta. La vita associativa aiuta a maturare la consapevolezza che la chiamata alla responsabilità richiede una risposta comunitaria oltre che personale.

A cura della Presidenza Diocesana dell’Azione Cattolica

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