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Il vescovo ai giovani: Insieme, siete una speranza

19 Dicembre 2023

Il vescovo ai giovani: Insieme, siete una speranza

di Igor Traboni

Dai primi e un po’ timidi “ciao, come stai?” allo scatenarsi con la musica da discoteca dell’intramontabile “Macarena” e di altre hit più recenti, passando per il punto centrale della profonda riflessione – di cui diremo meglio tra poco – offerta dal vescovo Ambrogio Spreafico: è stato un pomeriggio davvero intenso quello vissuto sabato 14 ottobre da quasi 300 ragazzi delle diocesi di Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino ritrovatisi al palasport di Tecchiena per il primo raduno interdiocesano dei giovani. Un vero e proprio evento alla sua prima edizione, organizzato dalle pastorali giovanili e vocazionali delle due diocesi, che si è dipanato con delle modalità tanto semplici quanto efficaci: uno alla volta i vari gruppi presenti (parrocchiali, associativi, ecc) hanno presentato – e si sono così presentati – le varie attività estive portate a termine nella stagione scorsa.

Ed ecco allora gli scout e le guide di Frosinone, reduci dalla Giornata mondiale della gioventù, ma anche dal Cammino di Santiago o da altre esperienze solidali come quella del thé in amicizia con i nonni del centro storico di Frosinone; e con l’immancabile gruppo di genitori, oramai una ottantina, che attendono i figli di ritorno da un campo e, alle 3 di notte!, li rifocillano di salsicce e dolci di ogni tipo.

Ecco i giovanissimi di Trivigliano e il loro Grest con una quarantina di animatori, a mostrare un video delizioso. E ancora: l’Azione Cattolica di Anagni, a raccontare di come il gruppo diventa famiglia. O gli emozionatissimi adolescenti del Grest oratoriale di Mole Bisleti e Laguccio, a coinvolgere anche i ragazzi delle altre parrocchie “in comunione con Maria” in tantissime attività. E l’oratorio San Paolo di Anagni: sport, laboratori ma anche una formazione dei… formatori attraverso la “tre giorni” organizzata dall’Anspi in Emilia Romagna.

E l’inconfondibile saio francescano di padre Enzo, da poco parroco di Regina Pacis a Fiuggi, che ha raccolto l’eredità di padre Vincenzo Galli, fondatore dell’oratorio interparrocchiale Sicomoro, i cui rappresentanti, con tanto di… ministro degli esteri, hanno descritto una giornata tipo dei due mesi estivi ma anche di come amicizie e legami vanno poi avanti per tutto l’anno «e se esiste un problema, diventa il problema di tutti».

Suggestivo anche il racconto dei ragazzi del Grest di Ceccano, che in tre settimane hanno anche riscoperto i giochi popolari, altro che quelli del telefonino!

E il sentirsi gruppo dell’Azione Cattolica di Frosinone, a sperimentare l’effetto domino, ovvero il connubio per niente scontato tra fragilità e dono.

Dopo questa carrellata di emozioni, ha quindi preso la parola il vescovo Spreafico, che ha da subito invitato i giovani a collocare questo incontro «in un mondo che non va tanto bene, tra guerre e violenze varie, anche nelle nostre città. E’ un mondo ingiusto, troppo belligerante, dove la guerra sembra una cosa normale, ma così non è! E poi ci sono tante guerre dimenticate, oppure otto colpi di Stato in Africa di cui non parla quasi nessuno, di cui si sa poco. Ma bisogna informarsi anche di queste cose, perché non si può vivere come se fossimo da soli, neanche nelle nostre parrocchie, nei gruppi: non esistono individualismi, neanche nella Chiesa. Bisogna uscire dal proprio io, diventare uomini e donne nel mondo, perché l’io fa morire. Non possiamo parlare solo di noi. E voi, cari giovani, dovete parlare ai vostri amici che stanno lì da soli, che si deprimono, dovete includerli, ascoltarli. Quanto tempo della vostra vita spendete per ascoltare gli altri? O magari li mettete da parte solo perché vi stanno antipatici? Dobbiamo essere un insieme di speranza, vita e amore; stare solo bene tra di voi non basta. Fate del vostro essere insieme una speranza, una nuova visione! Guardate agli altri con amore, attenzione, compassione. Mettetevi insieme, datevi una mano, perché ci siamo stancati degli “io”. Siate una Chiesa in uscita, come ci invita a fare papa Francesco. Le relazioni vanno coltivate nella vita, nella quotidianità, non solo nelle settimane di un Grest – ha aggiunto il vescovo ricordando anche la sua esperienza giovanile nell’oratorio del suo paese in Brianza – Nutritevi dell’amicizia, delle relazioni, ma soprattutto comunicate tutto questo, non chiudetevi nei gruppetti. Anche per uscire dal solito piagnisteo, bisogna costruire una cultura dell’amicizia, della solidarietà».

L’intenso pomeriggio ha poi conosciuto altri momenti, come quello di una merenda comunitaria a base di dolci, un intermezzo ludico di giochi e cerchi e la discoteca finale. Anzi, no: il vero finale è stato ancora una volta all’insegna del servizio, con tanto di ramazza per lasciare pulita e accogliente la casa del palasport come la si era trovata.

Insomma, una prima esperienza davvero positiva. Certo, tutto è migliorabile, ma la prima pietra di questo abbraccio interdiocesano dei giovani è ora ben salda a terra.

E in tanti hanno davvero concorso all’ottima riuscita. Ne citiamo alcuni in ordine sparso, volutamente senza cognomi perché non è stata una passerella, e scusandoci per qualche omissione: don Francesco 1 e 2, don Roberto, don Tonino, Andrea, Simona, Marcella, Ilaria, Carlo, Elisa, Paolo, Gabriele…

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