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Ricordato il Nunzio Tagliaferri: uomo umile, di fede e di pace

19 Dicembre 2023

Ricordato il Nunzio Tagliaferri: uomo umile, di fede e di pace

E’ stato un evento che ha lasciato davvero il segno e toccato il cuore degli ospiti e dei convenuti quello tenutosi venerdì 23 giugno a Casamari, per la commemorazione e il ricordo di monsignor Mario Tagliaferri, il Nunzio vaticano originario di Tecchiena che ha operato in diverse parti del mondo, ad iniziare da quella Cuba degli anni più difficili, contribuendo non poco alla distensione dei rapporti con la Santa Sede e con l’Occidente in generale. E’ stata dunque una giornata di fede e cultura quanto mai intensa, con tutti i relatori hanno che avuto parole di apprezzamento per il proficuo lavoro diplomatico svolto a suo tempo da don Mario.

L’Abate di Casamari, dom Loreto Camilli, ha voluto ricordare l’amicizia che legava monsignor Mario Tagliaferri a dom Nivardo Buttarazzi: «Due persone ciociare e che hanno fatto la storia – ha ricordato dom Camilli –  Monsignor Tagliaferri è stato un uomo di fede, umile, e l’umiltà come ci racconta il Vangelo, gli ha permesso di essere un uomo grande al servizio della Chiesa e della società, un uomo della nostra terra, una terra che ha dato tante figure e tanti personaggi che hanno lavorato per il bene e il progresso della società non solo in Ciociaria. Ed una di queste figure è proprio monsignor Mario Tagliaferri>.

Il presidente della Associazione Mario Tagliaferri, don Antonio Castagnacci, che ha avuto modo di conoscerlo, ha ricordato tutte le tappe del diplomatico narrando alcuni passi dell’omelia del cardinale Robert Sarah (Prefetto emerito della Congregazione del culto divino e la disciplina dei sacramenti) nel corso di una precedente commemorazione:  “Persona amabilissima e grande uomo di fede. Egli vedeva il suo servizio come nunzio un servizio al vangelo. Portatore di pace in tutti i Paesi dove esercitò il suo ministro”.

Don Antonio, che tra l’altro ora è proprio parroco nella Tecchiena di Tagliaferri, ha così ricordato anche l’enorme figura del fine diplomatico apprezzato sia dalla Chiesa che dai governi dove egli operò, dall’Africa, all’ America Latina e all’Europa.

Hanno portato i saluti con la loro presenza Enrique Gonzales,  ministro consigliere dell’ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede, Renèe Mujica Cantelar (costretto a declinare l’invito in quanto ricevuto da papa Francesco insieme al presidente di Cuba Miguel Diaz-Canel). Presente anche il nuovo ambasciatore della Repubblica del Venezuela Carlos Eduardo Garcia, che  ha portato i saluti del presidente Nicolas Maduro e del ministro degli esteri Yvan Gil Pinto.

Gradita anche la presenza e l’intervento di padre Antonio Pelayo Bombin, consigliere ecclesiastico dell’ambasciata di Spagna presso la Santa Sede, il quale, prima dell’evento a Casamari, accompagnato da Dario Ceci  di Patto Civico e da Bruno Gatta della Associazione monsignor Mario Tagliaferri, è stato ricevuto dal parroco della Concattedrale di San Paolo ad Alatri don Walter Martiello . Si è intrattenuto per un momento di preghiera davanti la sepoltura di monsignor Mario Tagliaferri, complimentandosi altresì per la bellezza e il decoro della chiesa. Padre Antonio ha così conosciuto la storia del Miracolo dell’Ostia Incarnata e quella della Beata Suor Maria Raffaella Cimatti. Padre Antonio, che ha conosciuto personalmente monsignor Tagliaferri,  nel suo intervento a Casamari  ha voluto portare i saluti della ambasciatrice di Spagna presso la Santa Sede Donna Isabel Celaà.

«Monsignor Tagliaferri – ha ricordato padre Antonio – fu nominato nunzio in Spagna da san Giovanni Paolo II il 20 luglio 1985 e rimase a Madrid per 10 anni. Ma precedentemente San Paolo VI lo nominò pro-nunzio nella Repubblica Centrafricana, Congo e Ciad. Dopo un difficile quinquennio fu trasferito a Cuba dove in soli tre anni sviluppò un’intensa attività apostolica». Padre Antonio ha ricordato il lavoro di monsignor Tagliaferri in tutte le nunziature con particolari riferimenti a Cuba, Spagna e Francia. Il suo lavoro non fu certo facile. Sempre padre Antonio ha voluto ricordare un fatto narrato da Joaquin Navarro Valls nel suo libro “I miei anni con Giovanni Paolo II”. L’allora portavoce vaticano narra che un giorno, nel corso di un pranzo nella nunziatura al quale era presente anche il cardinal Sodano, il nunzio espresse la sua opinione secondo la quale in Spagna non ci sarebbero stati laici ben formati per la vita pubblica, e che gli sembrava di gran lunga migliore il modello italiano. Opinione non condivisa da Navarro che osserva, dal suo punto di vista, che “i partiti al potere in Italia negli ultimi 10 anni hanno rispettato il pluralismo più che in Spagna, dove si è verificata una sorta di depurazione di cattolici nella vita pubblica”. «Sono trascorsi 30 anni da quello scambio di idee – ha concluso padre Antonio Bombin – e lascio a voi l’opportunità di giudicare circa l’evoluzione delle circostanze politiche in Italia e la partecipazione dei cattolici nella politica di questo paese».

 

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