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Zuppi al Leoniano. «Dobbiamo sentire le urgenze di tanti compagni di strada»

19 Dicembre 2023

Zuppi al Leoniano. «Dobbiamo sentire le urgenze di tanti compagni di strada»

I ministeri istituiti, una ricchezza per la Chiesa anche alla luce della recente nota della Cei e tanto più in questo tempo di cammino sinodale, sono stati al centro del XXVII Forum interdisciplinare tenutosi mercoledì scorso al Leoniano e organizzato dall’Istituto teologico di Anagni, assieme agli uffici pastorali della Conferenza episcopale laziale.

Ambrogio Spreafico, vescovo di Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino ha guidato la preghiera iniziale e portato i saluti agli ospiti (presenti anche i vescovi Antonazzo, Parmeggiani, Russo, Vari, Viva e l’emerito Loppa) rimarcando l’importanza dell’iniziativa «momento bello di ricchezza e di ascolto», inserita in quel binomio inscindibile tra fede e cultura, tanto più necessario «in questo tempo dove c’è troppo “io” e meno “noi”». Altri saluti sono stati portati  da don Emanuele Giannone, rettore del seminario,  e da don Pasquale Bua, direttore dell’Istituto teologico. Il cardinale Matteo Zuppi ha tenuto la prima delle relazioni previste, incentrando il suo intervento su “La ministerialità laicale nel cammino della Chiesa italiana”.

E proprio alla «opportunità straordinaria della ministerialità laicale in questo momento così importante per tutta la Chiesa italiana» ha subito fatto riferimento il presidente della Cei, auspicando un cammino sinodale «con tutti i compagni di strada, perché la Chiesa non vive per se stessa; compagni di strada che a volte hanno molte più attese di quelle che pensiamo e che troviamo solo mettendoci in cammino, solo se stiamo per strada. E metterci per strada non significa perdere identità, perché non c’è identità senza dialogo e non c’è dialogo senza identità».

«Il cammino sinodale – ha poi sottolineato Zuppi –  ci restituisce attese e desideri, stimolandoci ad un cambio di paradigma. Molti, soprattutto laici, esprimono disagio per forme ecclesiali sentite come poco partecipative. Anche i nostri presbiteri esprimono la fatica di mantenere le attività in cui un tempo erano impegnate forze ben più cospicue. Spesso la tentazione non è avviare percorsi, ma il desiderio è di avere dei programmi “tutto compreso”, perché poi c’è il discernimento, una ricerca che richiede anche tanto coinvolgimento, la fatica di trovare risposte che non siano preconfezionate»  E va salutata «come un segno dei tempi, come una occasione da non perdere, questa insistente domanda di partecipazione, e ciò non può non provocare una riflessione libera da preconcetti sulla ministerialità laicale, o forse più correttamente sulla ministerialità battesimale, cioè sulla varietà di vocazioni a servizio della comunità ecclesiale e della società umana. La ministerialità laicale la capiamo sempre se ci mettiamo in missione, vivendo la passione per gli altri, altrimenti è tutto una logica interna poco appassionante».

Ma questo non è un tema nuovo, ha aggiunto e ricostruito Zuppi, visto che la Cei se ne è occupata fin dal post Concilio, ricordando altresì dei documenti di Paolo VI cui papa Francesco si rifà continuamente, «però oggi serve anche una verifica, che ci aiuti a correggere alcune distorsioni o a pensare che forse la vera verifica è nella vita». E già in un documento del 1976 si parlava di “corresponsabilità”, ma forse «abbiamo camminato troppo poco sui sentieri della partecipazione e delle corresponsabilità, parole che oggi ci appaiono quasi come nuove». Il presidente Cei ha quindi ricordato alcune indicazioni e declinazioni sui ministeri laicali «che non devono essere concepiti come un’abilitazione dall’alto, perché non c’è una élite laicale da affiancare a quella clericale. Una Chiesa più ministeriale è più ricca, più variegata, più plurale».

Presentate in maniera circostanziati da don Mariano Salpinone, docente al Leoniano e parroco a Formia, molto interessanti e stimolanti sono risultate anche le relazioni tenute da suor Elena Massimi (I “nuovi” riti per l’istituzione del lettore, dell’accolito e del catechista”) e da Marco Ronconi (“L’opportunità dei ministeri istituiti per un nuovo volto di Chiesa”), al centro dei successivi gruppi di studio, guidati proprio dai relatori e da don Piotr Jura, parroco a Frosinone e incaricato per la liturgia presso la Conferenza episcopale laziale.

Igor Traboni

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