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Simona e quel dono della comunione fraterna e dell’amicizia

26 Marzo 2024

Simona e quel dono della comunione fraterna e dell’amicizia

Dal marito Luca Ciocci, a nome delle famiglie Ciocci e Sordi, riceviamo e pubblichiamo questo che non è solo un ringraziamento dopo la scomparsa di una persona cara, ma la testimonianza tangibile di quello che Simona è stata, ovvero una giovane donna che ci lascia il dono, prezioso e da non sprecare, della comunione fraterna e dell’amicizia: lei – come leggerete – diceva di averlo ricevuto, ma in realtà è ciò che di bello ci lascia, tra le tante cose belle della Sua vita.  Siamo davvero grati a Luca e alle famiglie Ciocci e Sordi per questo scritto, che ci rende più umani. E soprattutto più in comunione e in amicizia. Proprio come alla cara Simona sarebbe piaciuto.

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Ringraziamo quanti hanno espresso in questi giorni affetto e solidarietà alle nostre famiglie, portando su di sé una parte del nostro dolore e consentendoci di rimanere nella pace.

E’ stata grande e sentita con animo cristiano la partecipazione alle esequie officiate in Cattedrale venerdì 8 marzo da monsignor Bruno Durante e alla preghiera del Rosario, organizzato la sera precedente dalla comunità parrocchiale nella chiesa dei SS. Filippo e Giacomo in Anagni con il sostegno degli amici dell’Azione Cattolica diocesana.

Una cordata di amore e amicizia iniziata già durante il periodo delle cure mediche che Simona stava affrontando con coraggio e speranza da 6 mesi contro una leucemia mieloide acuta che aveva bussato alla porta della sua vita.

A seguito delle cure chemioterapiche che avevano portato alla remissione della leucemia si era sottoposta al trapianto di cellule staminali emopoietiche, il più alto grado di cure possibili per questo tipo di malattia, il suo corpo purtroppo ha ceduto all’insorgere di complicazioni cliniche che hanno portato all’estremo saluto mercoledì 6 marzo.

Ringraziamo pubblicamente l’unità di Ematologia del Policlinico Umberto I di Roma, i reparti Autotrapianto e Trapianto allogenico per la professionalità e l’assistenza sanitaria che ci hanno offerto.

Abbiamo sperimentato “la comunione fraterna e il dono dell’Amicizia” come lei stessa scriveva in uno dei suoi messaggi che inviava alle sue amiche che la sostenevano dall’esterno.

La malattia è un’esperienza dura, una realtà difficile da accettare, ci ha fatto toccare con mano la fragilità e la precarietà dell’esistenza umana, ci ha insegnato con sacrificio a guardare tutto con altri occhi: quello che siamo, quello che abbiamo non ci appartiene, ma è un dono.

Una verità, quella del dono, che si è espressa con forza anche attraverso azioni che prima non consideravamo: le donazioni di sangue e di midollo osseo, indispensabili per la vita e la salute di tutti.

Nel periodo delle cure oltre al supporto medico è stato importante anche il supporto spirituale garantito dai cappellani del Policlinico ed in particolare da don Giuseppe Tavolacci che ha accompagnato Simona e gli altri ammalati con frequenti visite e con la Santa Comunione. Se è vero infatti che i farmaci cercano di curare il corpo, un’altra medicina è necessaria per lo spirito dei pazienti che patiscono condizioni di isolamento e angoscia a causa della malattia.

Simona non è l’unico tralcio buono che ha ricevuto una potatura prematura, troppe sono le morti giovani per malattie simili che si registrano sul nostro territorio. L’incidenza dei tumori è preoccupante. Il contatto con le strutture sanitarie ci ha consentito di conoscere pareri allarmanti da parte dei medici che stanno riscontrando un’impennata dei casi tra i giovani-adulti nati negli anni ’80.

La precoce perdita della cara Simona, professionista logopedista stimata, amata dai suoi piccoli pazienti e dalle loro famiglie, donna impegnata nel sociale e nel volontariato cattolico, amica, moglie e figlia possa smuovere le nostre coscienze nei confronti di questi dati allarmanti e ci ponga in maniera maggiormente critica e attiva contro i rischi a cui siamo quotidianamente esposti a causa dell’inquinamento ambientale.

Avviamo un cambio di rotta, una conversione integrale, un’ecologia del cuore che ci porti a essere concretamente costruttori di un mondo migliore per noi e per le prossime generazioni.

Non rimaniamo indifferenti alla morte dei figli di questa nostra terra!

Un ringraziamento infine al clero della chiesa diocesana, alle sorelle Clarisse e Cistercensi, al Gruppo Civico LiberAnagni, all’Amministrazione comunale, all’Associazione Donatori di Sangue Fratres di Anagni, all’Associazione Italiana contro Leucemie-Linfomi e Mielomi AIL di Roma, alla Croce Rossa e al Centro Diurno Arcobaleno del Comune di Piglio, alle colleghe dello Studio Logopedico “Parole in Gioco” di Anagni.

Durante le esequie sono state raccolte consistenti offerte che verranno devolute all’AIL per la realizzazione di uno spazio attrezzato, con giochi e arredi a misura di bambino all’interno delle residenze protette che accolgono gratuitamente i malati ematologici e i loro familiari costretti a trasferirsi per ricevere le cure.

E’ prevista una Messa in suffragio per Simona lunedì 15 aprile alle ore 18.30 presso la Cattedrale di Anagni.

nelle foto, Simona con le colleghe dello studio logopedico “Parole in gioco” di Anagni

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