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L’invito di don Luca: «Feste più sobrie e senza sponsor, per fare comunità»

23 Aprile 2024

L’invito di don Luca: «Feste più sobrie e senza sponsor, per fare comunità»

Le feste patronali delle parrocchie? Una festa della fede e una riscoperta dell’essere comunità, senza chiedere soldi o sponsorizzazioni alle attività commerciali. Questo il senso della lettera aperta, affidata ai social, che don Luca Fanfarillo ha scritto ai fedeli dell’unità pastorale “parrocchie in comunione con Maria” a lui affidate
(Laguccio, Mole Bisleti, Pignano, Sant’Emidio e Basciano).
Ecco ampi stralci della lettera di don Fanfarillo: “Le nostre feste patronali saranno incentrate quest’anno sulla riscoperta della fede e saranno occasione per aiutare ciascuno a sentirsi parte attiva della comunità stessa. È finito il tempo di una fede troppo intimistica, dobbiamo riprendere in mano la nostra spiritualità; ci accorgiamo che la partecipazione alla vita comunitaria è troppo abitudinaria e stanca e sembra correre verso la fine di una
vita di fede; si fa fatica ad incontrarsi e ad essere testimoni credibili. Ma lo Spirito Santo, per fortuna, ci permette di radere al suolo tutte le convinzioni personali che abbiamo verso la Chiesa e verso Dio.
In questo anno abbiamo cercato di farlo anche noi attraverso i diversi momenti di formazione e preghiera e in particolare attraverso l’approfondimento della Parola, allo scopo di imparare a conoscere, in maniera più profonda e corretta, la nostra fede. La fede è amore: partecipazione al grande progetto di un Dio che si è rivelato come amore e per questo apre la porta ad una vita più autentica, gioiosa, intensa. La fede è annuncio di Gesù. Per questo papa Francesco ha chiesto a tutta la Chiesa di interrogarsi e di confrontarsi, alla scopo di orientare la fede verso l’inalterata verità del Vangelo. E questo siamo chiamati a farlo anche noi, perché una festa patronale non è vera se non ci si accorge che il suo compito è proprio quello di annunciare Gesù. Le nostre feste, pertanto, saranno un pochino più sobrie, vissute con spirito di fede, mettendo in primo piano il programma religioso e saranno, nella semplicità, occasione anche di incontro fraterno in spirito di amicizia. Quest’anno non chiederemo sponsor alle attività commerciali, ma solo una offerta libera come quella che chiediamo alle nostre famiglie, anche questo vuole essere un cambiamento rispetto agli altri anni, come segno di vicinanza e rispetto per le tante attività commerciali che oggi faticano ad andare avanti per le tante tasse e spese che sono tenute a sostenere. Accogliamo i doni di Dio e della sua costante presenza in mezzo a noi per crescere nell’amicizia ed allontanare ogni motivo di divisione”.

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