I giovani e il vescovo: tanti cuori per fare “la rivoluzione dell’amore!”

6 Dicembre 2025

I giovani e il vescovo: tanti cuori per fare “la rivoluzione dell’amore!”

«Benvenuti! Mamma mia quanto vi ho atteso: tanto, tanto, tanto! Parlando con i sacerdoti in queste settimane, spesso ho detto loro: non vedo l’ora di incontrare i giovani, i miei giovani. Perché prima di tutto mi sento vostro amico, e poi anche vescovo…». Così l’arcivescovo Santo Marcianò ha accolto oltre 300 ragazzi provenienti da tutte e due le diocesi che, nella serata di venerdì 5 dicembre, si sono ritrovati nella chiesa del Sacro Cuore a Frosinone (accompagnati da decine tra sacerdoti, religiosi, religiose ed educatori di parrocchie, associazioni e movimenti) per il primo di una serie di incontri del ciclo intitolato “Revolution – La rivoluzione dell’amore”.

E’ BELLISSIMO RITROVARCI INSIEME!

In maniera affabile, secondo quello stile che abbiamo già imparato a conoscere da quando è arrivato in Ciociaria e che ora ha conquistato anche i giovani, ma al tempo stesso profondo (e anche questo ha attirato i ragazzi, basti pensare al grande silenzio durante la mezzora di Adorazione), parlando il linguaggio dei giovani ma senza un “giovanilismo” fine a se stesso, richiamando figure della Chiesa e l’essenza materna della Chiesa stessa, il vescovo Santo ha condotto questo primo incontro, spesso dialogando con i ragazzi, e dicendo subito loro: «Voi siete il fuoco del cuore di Cristo e il fuoco della Chiesa. Chi più dei giovani ha il cuore infuocato? Nessuno! E’ bellissimo ritrovarci qui insieme; siamo due diocesi unite nella mia persona ma presto, lo ha detto il Papa ai vescovi riferendosi a tante diocesi non troppo grandi, sono destinate a diventare una sola. E’ veramente bello ritrovarsi insieme,  è una grazia, un’opportunità ma è anche una responsabilità. E a volte noi ci scordiamo l’essenziale: insegnarvi a pregare».

CHE COSA MERAVIGLIOSA QUANDO DUE INNAMORATI SI BACIANO…

E qui il vescovo ha usato una dette tante immagini che hanno letteralmente catturato e rapito i ragazzi (bastava guardarli, con  gli occhi sgranati e fissi verso il presule, attenti a non perdersi neppure una parola): «La relazione più intima di due innamorati è quando da soli si possono guardare negli occhi, abbracciare. E quando si baciano: che bello darsi un bacio, è una cosa meravigliosa! Ecco, noi questa relazione d’amore con Lui la viviamo nella preghiera e se un cristiano non sa pregare è come se conoscesse la teoria ma non vivesse la pratica. Entriamo in questa relazione d’amore e facciamo la rivoluzione dell’amore, perché l’amore è tutto, amici miei: ma c’è un’espressione più importante, forte, coinvolgente e sconvolgente del dire che l’amore è tutto?  C’è una cosa più importante dell’amore?  Dice Gesù: vi do un comandamento nuovo, e i comandamenti li porta a compimento nell’amore, perché non c’è gioia più grande di chi ama. L’unica vera rivoluzione è quella dell’amore, non dobbiamo chiedere altro ai sacerdoti,  agli educatori, al mondo, alla Chiesa, a noi stessi: io voglio imparare l’amore! Il più grande rivoluzionario è stato Gesù e la sua rivoluzione ha un nome: l’amore! E nessuno più di voi giovani può capirla perché Gesù era un giovane come voi». E qui Marcianò ha ancor di più calamitato l’attenzione dei ragazzi proponendo loro una sorta di “trucchetto”, ovvero quello di pregare provando a immaginare Gesù giovane, ciascuno per la propria età.

«Voi sapete dare voce a quel bisogno d’amore», ha ripreso il vescovo, mettendo in parallelo anche il valore dell’amicizia, che spesso fa soffrire tanti giovani quando un rapporto si incrina «e quante lacrime ho raccolto per rapporti di amicizia spezzati».

LA MISURA DELL’AMORE

Una delle figure presentate è stata quindi quella di Sant’Agostino e del suo dire che «la misura dell’amore è amare senza misura. L’amore dei vostri genitori e vostro per i genitori, l’amore di un innamorato, di una innamorata, si può pesare su una bilancia o  misurare con il metro? Se tu ami in un modo misurato, tu non ami veramente». E ancora Sant’Agostino che invita ad amare e a fare ciò che vuoi ma… se taci, taci per amore; se parli, parla per amore; se correggi, correggi per amore, se perdoni, perdona per amore».

Marcianò ha quindi ricordato quando detto dal Papa nel Giubileo dei giovani a Tor Vergata: solo relazioni sincere e legami stabili fanno crescere storie di vita nuova «e io sono nemico delle falsità – ha raccontato il vescovo  – non sopporto chi mi  sorride davanti e dietro mi pugnala, perché la sincerità è sinonimo di amore».

CAPII CHE L’AMORE E’ TUTTO

Abbassando volutamente il tono della voce, quasi a sussurrare,  il vescovo ha quindi invitato i giovani, soprattutto nella successiva Adorazione, a porsi questa domanda: Gesù è mio amico?, per poi andare alle parole di Santa Teresa di Gesù Bambino, che danno anche il titolo alla sua prima Lettera pastorale: Capii che l’amore è tutto! «Ma l’amore, oggi, è veramente tutto? La cultura di oggi insinua dentro di voi giovani, ma anche negli adulti, il fatto che dobbiamo avere sempre di più: denaro, potere, successo, quella competitività che ci fa calpestare gli altri pur di superarli. Chi pensa di avere tutto, spesso è infelice e non riesce a comprendere quello che veramente gli manca dentro».

QUALI SONO I VOSTRI DESIDERI?

Ed eccola l’altra grande domanda che il presule ha posto ai ragazzi, per invitarli a pregare, a riflettere: «Quali sono i vostri desideri, i desideri del vostro cuore? Cosa desiderate avere di più? Ognuno è trascinato dal suo desiderio, dice Virgilio. I nostri desideri ci identificano; noi siamo più o meno ciò che desideriamo. Io sono i miei desideri! Nel profondo del vostro cuore sono certo che vi cogliate la verità delle parole di Santa Teresa; sono certo che dareste di tutto per avere un amore totale. Per vivere questo amore è necessaria una rivoluzione: vorrei la vivesse anche voi,  lasciandovi innanzitutto rivoluzionare dentro». E qui ancora il richiamo a Sant’Agostino, capace di scoprire dentro quella Bellezza che cercava fuori

LE FARFALLE NELLO STOMACO…

«L’amore – ha ripreso il vescovo –  è vera passione dell’uomo, è rispetto, è sacrificio. Attenti: non confondete mai l’amore solo ed esclusivamente con il sentimento. L’amore è dinamica di tutta la persona: corpo, psiche, spirito, intelligenza, volontà. L’amore vero ci chiede di passare dal sentire le farfalle nello stomaco – ha aggiunto Marcianò, mentre tra i banchi soprattutto le più piccole si davano di gomito ritrovandosi simpaticamente in questa espressione – al dare la vita. E donare se stessi è la più grande felicità».

Quello che il vescovo ha invitato a fare è dunque passare «dal dire: sto bene con te, al: voglio il tuo bene. Tante volte vogliamo bene ma non vogliamo il bene degli altri. Passare dal cuore che batte al cuore che si spezza, bisogna lasciarsi spezzare il cuore, anche dalle immagini strazianti della guerra che passano in tv, dal fatto che non è concepibile che dei giovani diano fuoco ad un barbone. Capire cosa significa la croce di Cristo, che tanti portano croci pesanti, che spesso sono soli, non capiti, non amati. Non  dimenticate che il più grande male, lo diceva Madre Teresa –  è l’indifferenza. Il contrario dell’amore è l’indifferenza. Il mondo, la nostra terra, da Frosinone ad Anagni a tutti i paesi delle due diocesi, si aspettano da voi una rivoluzione dell’amore, che passiate dall’io al tu, mettendo al centro l’altro, camminando con chi resta indietro. E  questo se lo aspetta anche la Chiesa: vivetelo anche nelle vostre comunità, sentite la Chiesa come una mamma, una casa, una famiglia. Lasciatevi attirare dall’amore di Dio e fatelo soprattutto nella preghiera, che è stare con Lui.  Se dicessi ad un innamorato: quando vivi la pienezza del tuo rapporto? Risponderebbe:  Stando con lei, stando con lui. E così è stare con Lui», si è avviato a concludere il vescovo, prima del momento, intenso e partecipato, dell’Adorazione, al termine della quale Marcianò ha ringraziato tutti, dando appuntamento ai prossimi incontri, anche se poi in realtà la serata è proseguita con il vescovo che ha salutato, scherzato, gioito, tra una foto e un selfie, con tutti i gruppi di ragazzi e giovani, in un momento finale di felicità pura, allegria, amicizie nuove e ritrovate.

Oltremodo soddisfatti anche i responsabili delle varie pastorali giovanili e vocazionali delle due diocesi: don Tonino Antonetti, don Francesco Paglia, don Luca Fanfarillo, don Pierluigi Nardi, come pure i giovani – da Elisa a Ilaria, da Simona ad Andrea – che hanno dato una mano all’organizzazione, al coro che ha animato la serata alla grande, ai responsabili dei vari gruppi, dall’Ac e dagli Scout di Frosinone a Nuovi Orizzonti di Cittadella Cielo ai giessini di Cielle, ma è davvero impossibile citarli tutti e nessuno ce ne voglia, ai ragazzi arrivati anche da paesi molto lontani, sfidando il freddo di dicembre.

di Igor Traboni

*******

Ti potrebbe interessare

A Tecchiena l’incontro per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Alatri: torna la tradizione della reliquia di San Sisto trasportata dalla mula bianca

Anagni: verso il matrimonio con lo sguardo sulla famiglia di Nazareth

Marcianò chiude il Giubileo «ma lasciamo aperte le Porte della Speranza, dell’Amore, della Fede»

Messaggio di Natale del Vescovo ai giovani: «Scoprite la vostra meravigliosa originalità»