Nessuno cammina da solo: ad Anagni “La notte prima degli esami” con il Vescovo e tanti giovani

20 Giugno 2026

Nessuno cammina da solo: ad Anagni “La notte prima degli esami” con il Vescovo e tanti giovani

Arriva un momento, alla vigilia dell’esame di maturità, in cui i libri si chiudono e i pensieri prendono il sopravvento. È il momento delle domande, delle paure, delle aspettative. È la notte in cui ci si accorge che sta per terminare un capitolo importante della propria vita e che un altro, ancora sconosciuto, è pronto ad aprirsi.

Per accompagnare i giovani in questo passaggio così significativo, la Diocesi ha voluto offrire loro uno spazio di incontro, ascolto e preghiera nella tradizionale “Notte prima degli esami”, organizzata dall’Ufficio Catechistico diocesano e ospitata il 17 giugno presso l’Oratorio Pier Giorgio Frassati di Anagni, alla presenza dell’arcivescovo Santo Marcianò.

Fin dall’accoglienza si è percepita un’atmosfera particolare: i ragazzi sono arrivati con il peso dei giorni che precedono la maturità, ma anche con la voglia di stare insieme e condividere emozioni che spesso si tengono nascoste.

Divisi nelle proprie classi e accompagnati dai docenti, i ragazzi hanno partecipato all’attività delle “Scatole delle paure e delle speranze”. Ad introdurre e accompagnare questo momento è stato il professor Gaetano D’Onofrio che, con parole capaci di intercettare le emozioni della vigilia, ha invitato i maturandi a fermarsi e ad ascoltare ciò che abitava il loro cuore. Su piccoli fogli hanno affidato ciò che portavano nel cuore: il timore di non farcela, l’ansia per il futuro, la paura di deludere chi li ama. Ma anche sogni, desideri, progetti, la voglia di libertà e la speranza di costruire il proprio cammino. Nel confronto tra compagni è emersa una scoperta semplice e preziosa: nessuno era solo. Le paure avevano spesso lo stesso volto, così come le speranze. Quello che sembrava un peso individuale si è trasformato in un’esperienza condivisa.

Mons. Marcianò ha poi voluto ascoltare la sintesi delle riflessioni emerse dai gruppi, incontrando idealmente il cuore di questi giovani che si preparano ad affrontare una delle prime grandi prove della loro vita. Le sue parole hanno offerto incoraggiamento e fiducia, ricordando che il valore di una persona non si misura dal risultato di un esame, ma dalla ricchezza del cammino che la conduce ad esso.

Tra i momenti più significativi della serata vi è stata la benedizione delle penne, un segno semplice, ma capace di esprimere l’affidamento al Signore delle proprie fatiche, dell’impegno di questi anni e delle prove che attendono ciascuno. Durante questo momento, il pensiero dei ragazzi è andato spontaneamente a Caterina, la 18enne di Acuto morta quattro mesi fa. Il suo ricordo ha attraversato il silenzio e la preghiera, unendo tutti in un sentimento di affetto e vicinanza

La serata è poi proseguita nella gioia della fraternità, tra musica, sorrisi e conversazioni che avevano il sapore delle ultime ore vissute insieme prima di un appuntamento tanto atteso.

E proprio la musica ha regalato le immagini più belle della serata. Quando sono risuonate le note di Notte prima degli esami, i ragazzi hanno lasciato da parte ogni distinzione. Le classi si sono mischiate, le scuole sono scomparse e centinaia di giovani si sono ritrovati stretti in un unico, grande abbraccio. Per qualche minuto è esistita soltanto una generazione che condivideva la stessa emozione: quella di trovarsi sospesa tra ciò che è stato e ciò che sarà.

Prima della fine della serata, però, quasi naturalmente, è accaduto qualcosa di ancora più intenso. Le classi si sono ricomposte. Ognuno ha cercato i propri compagni, i volti incontrati ogni mattina per cinque anni, e i professori che hanno accompagnato il percorso di crescita di ciascuno. Lo stesso canto è diventato allora più intimo, più personale. Non era più l’abbraccio di tutti, ma quello della propria storia. Quella fatta di verifiche, risate, difficoltà superate insieme, amicizie nate tra i banchi e sogni condivisi. Due immagini diverse, ma profondamente legate tra loro: la forza di sentirsi parte di una comunità più grande e la bellezza dei legami costruiti giorno dopo giorno.

E mentre il futuro bussa alla porta, resta nel cuore la certezza che quella notte non è stata soltanto l’attesa di un esame, ma la celebrazione di un tratto di strada percorso insieme.

di Adele Giglio

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