Dal 23 al 28 agosto scorsi si è tenuto – presso il Monastero San Vincenzo di Bassano Romano (Viterbo) – il Campo scuola giovani 2026 dell’Azione Cattolica della diocesi di Anagni-Alatri. Una esperienza che Ilenia, Lorenzo e Telemaco ci raccontano, e fanno rivivere, nel bellissimo “diario” che segue…
Anche quest’anno siamo arrivati alla fine di questo incredibile campo scuola. Abbiamo spento l’ultimo cerchio di gioia, chiuso i bagagli e intrapreso la strada verso casa, ma sappiamo bene che il viaggio più importante inizia solo adesso. È stato un campo intenso, ricco di momenti costruttivi che ci hanno permesso di guardare oltre la superficie, creando legami del tutto nuovi e cementando in modo indistruttibile quelli che già ci univano.
Quest’anno il nostro filo conduttore è stato “Stories”…
Ci siamo messi in gioco per fare la cosa più coraggiosa di tutte: raccontare noi stessi per conoscerci davvero. Ogni ragazzo/a di voi ha aperto una pagina del proprio diario personale, permettendo agli altri di leggerla. Abbiamo scavato nel nostro passato, guardando alle radici di ciò che siamo; abbiamo abitato il nostro presente, con le sue fatiche e le sue bellezze; e abbiamo lanciato uno sguardo pieno di speranza verso il futuro, verso gli adulti che diventeremo. A guidarci in questo viaggio il primo capitolo del Libro della Genesi, con il racconto della creazione del mondo. (Gen 1, 1-31): nella prima parola che Dio pronuncia per chiamare all’esistenza il mondo, tutto prende forma. Ci troviamo di fronte una Parola che crea, connette, mette ordine, separa e costruisce relazioni. Da lì comincia la storia dell’amore di Dio per l’umanità; lì si inserisce, come in un mosaico pieno di tasselli, anche la
nostra piccola storia. Giorno dopo giorno, abbiamo capito che quella creazione non è un evento confinato in un passato lontano, ma qualcosa che si ripete ogni volta che ci apriamo all’altro. Come Dio ha dato forma al caos primordiale creando la luce, la terra, il mare e le stelle, così anche noi, condividendo le nostre storie, abbiamo fatto ordine dentro di noi. Abbiamo riflettuto su cosa sia effettivamente ciò che ci circonda durante la vita di tutti i giorni, accorgendoci di quanti dettagli invisibili popolano la nostra quotidianità.
E la cosa più bella è stata riscoprire l’ultimo versetto del testo: “Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona”. Guardando le vostre storie, i vostri sforzi per aprirvi, le vostre fragilità e i vostri sorrisi, anche noi responsabili abbiamo visto che tutto questo era cosa molto buona. I giovani/giovanissimi che vi hanno partecipato, sono stati loro quella bellezza. Custodite le storie che vi siete scambiati! Abbiate cura dei legami nati tra queste mura e non abbiate paura di continuare a scrivere i capitoli più importanti della vostra vita con la stessa autenticità che avete mostrato qui. Un campo scuola, però, non prende vita da solo ed è per questo che ci teniamo a dire un “grazie” a chi ha reso possibile tutto ciò.
Un sentito grazie ai cuochi, Gianfranca, Claudio, Ilaria e Ennio, ai nostri adulti che si sono messi in campo per accompagnarci in questo cammino, Pino, Eleonora, Michela e Alessandra e infine un grazie particolare al nostro caro Don Luca Fanfarillo, responsabile della Pastorale giovanile diocesana che si è preso cura della parte Spirituale, fatta di momenti di deserto e di confronto sulla Parola. Non è mancato il tempo per l’Adorazione Eucaristica e per il sacramento della Riconciliazione e alla fine del campo abbiamo concluso con una veglia di preghiera.
Come in ogni campo AC non è mancata la parte ludica e ricreativa: divisi in quattro gruppi ci siamo sfidati in una serie di giochi molto divertenti, alla fine il gruppo vincitore viene premiato con una Coppa messa in palio dall’Azione cattolica Diocesana e che successivamente, come ogni anno, attraverserà i paesi della diocesi per incontrare tutti i giovani, partecipanti e non. D’altronde il campo è attento ad approfondire la parte formativa senza trascurare la parte ludica e vi aspettiamo per costruire ancora insieme altre lunghe “stories”.
di Ilenia -Lorenzo -Telemaco
