Punto Gioia: concluso il progetto di Nuovi Orizzonti con le scuole di Guarcino e Alatri1

Si è concluso da pochi giorni il Progetto Punto Gioia sulle fragilità e le povertà educative e i temi legati alla prevenzione e contrasto alle sostanze stupefacenti. Il progetto ha visto coinvolte le classi terze medie degli Istituti di Guarcino e di Alatri 1, coordinati dagli insegnanti di religione Gabriele Ritarossi (IC Guarcino e Alatri 1), Paola Santoni e Silvana Lormini ( Alatri 1). Gli incontri si sono svolti in un clima di grande partecipazione con gli studenti che hanno avuto modo di guardarsi dentro e aprirsi affrontando le paure, le fragilità e le emozioni che li  attraversano. Toccanti sono state le testimonianze che ogni classe ha potuto ascoltare.  Punto Gioia è un progetto stabile che offre agli alunni la possibilità di guardarsi dentro, di scoprire i propri talenti e far emergere anche le fatiche che il cuore di ogni alunno sperimenta e prova, trovando un contesto di ascolto dentro il quale cercare delle risposte, grazie allo stile leggero e profondo tipico della Comunità Nuovi Orizzonti e che la pedagogista Benedetta Ricci e l’educatrice Carlotta Calori (educatrici della comunità,  che hanno guidato gli incontri) hanno saputo trasmettere. La crescita integrale di ogni alunno chiede alla comunità educante di accogliere e raccogliere sogni e speranze, fatiche e fragilità di ogni studente che non è mai un voto ma un volto, una storia e una promessa di bene

Il nuovo Consiglio Presbiterale della Diocesi

Questa la composizione del nuovo Consiglio Presbiterale della diocesi di Anagni-Alatri, a seguito delle votazioni – nei giorni scorsi presso il Centro Pastorale di Fiuggi – da parte del clero secolare e religioso della diocesi, delle nomine del Vescovo Santo Marcianò e comprensivo dei membri che ne entrano a far parte di diritto. Membri del Consiglio Presbiterale di Anagni Alatri:Membri di diritto:Vicario generale (don Roberto Martufi)Vicari foranei (Don Gianluigi Corriere; Don Luca Fanfarillo; Don Raffaele Tarice)Direttore della Caritas (Don Onofrio Cannato)Membri eletti:Mons. Alberto PonziDon Pierluigi NardiDon Antonio CastagnacciDon Marcello CorettiDon Rosario VitaglianoPadre Efrain Mora GarciaMembri di nomina vescovileDon Alexandre TannousDon Antonello Pacella

Riapre il Santuario della Santissima Trinità, a Vallepietra

Venerdì 1° maggio 2026, come vuole una consuetudine secolare, il Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra aprirà ufficialmente le sue porte per la nuova stagione di pellegrinaggi, dopo la pausa invernale. Situato sul Monte Autore a 1.337 metri di altitudine, ai confini tra Lazio e Abruzzo, il Santuario è ricavato da una grotta naturale e rappresenta uno dei luoghi di devozione più antichi e visitati del Centro Italia.   Il 1° maggio è anche una data carica di memoria storica per la comunità di Vallepietra: in questo giorno del 1944, soldati tedeschi in ritirata da Cassino minacciarono la fucilazione di numerosi abitanti del paese, qualora non fosse stato loro rivelato il luogo dove erano nascosti alcuni partigiani. La comunità resistette, e ogni apertura del Santuario è anche un momento di gratitudine per quella salvezza.   Il 1° maggio è il giorno tradizionale di apertura della nuova stagione del Santuario e segna il momento in cui il luogo sacro chiuso nei mesi invernali per le condizioni climatiche della montagna  torna accessibile ai pellegrini fino al 31 ottobre. Il 30 maggio al Santuario salirà il vescovo Santo Marcianò, per la celebrazione. Questo invece il programma della giornata di apertura del 1° maggio:

Raduno dei Ministranti, il vescovo Santo: «Gesù ci chiede la bellezza del cuore»

La parrocchia di Mole Bisleti ha ospitato, nella giornata di domenica 26 aprile, il secondo raduno interdiocesano dei Ministranti, con il vescovo Santo Marcianò che ha presieduto la Messa, concelebrata dal parroco don Luca Fanfarillo, da don Pierluigi Nardi, parroco a Trevi e responsabile assieme a don Luca della Pastorale giovanile e vocazionale, a don Alessandro Fraci, parroco di Vallecorsa, a don Santino Battaglia, segretario del vescovo, presente anche il diacono Giovanni Straccamore e i seminaristi delle due diocesi e animata ottimamente dal coro parrocchiale. Il vescovo ha dapprima voluto conoscere la provenienza dei ministranti, arrivati da Fumone, Filettino, Trevi nel Lazio, alcune parrocchie di Ferentino, quelle dell’unità pastorale delle “parrocchie in comunione con Maria” e da Tecchiena Castello. Rifacendosi subito alla domenica del Buon Pastore, il vescovo Santo ha conversato soprattutto con i chierichetti, nel corso dell’omelia, ma ovviamente anche con i fedeli più grandi, sottolineando come «il termine “buono” si accompagna anche al “bello”. Ma la bellezza non intesa come qualcosa di estetico o dell’andare in palestra, anche se del proprio corpo è comunque giusto prendersi cura perché è un dono di Dio, ma di quella bellezza che è soprattutto “la bellezza del cuore”. Perché è così che Gesù ci conduce sulla strada della bellezza, della verità, di quel paradiso che possiamo vivere già su questa terra», ha aggiunto il presule, che ha trovato un… aiutante d’eccezione nel piccolo Elia, della parrocchia di Fumone, tanto simpatico quanto preparato nell’interloquire con il vescovo, che poi, con corrisposta simpatia, lo ha insignito dello zucchetto! Simpatia travolgente anche in tutti gli altri ministranti, così come nei bambini della parrocchia… aspiranti chierichetti. Certo, i partecipanti non sono stati tantissimi, e il vescovo non lo ha sottaciuto, ricordando come bisogna ancora lavorare, a livello di presbiterio e di laici, per creare una Chiesa sempre più comunità. Ma non di meno la giornata è stata bellissima, proseguita poi con il pranzo e con dei giochi al pomeriggio e di certo saranno proprio i piccoli grandi partecipanti a coinvolgere altri amichetti per la prossima edizione di una Giornata, organizzata dalle Pastorali giovanili e vocazionali delle due diocesi, coincisa peraltro con quella mondiale di preghiera per le vocazioni. E proprio una preghiera per tutte le vocazioni, composta dal vescovo Santo, è stata poi letta al termine della Messa di Igor Traboni

Costituita la Commissione per il dialogo ecumenico

Le Chiese cristiane presenti nel territorio frusinate hanno deciso, nella mattinata di martedì 21 aprile 2026, di costituire una Commissione stabile per incontrarsi, conoscersi reciprocamente, condividere iniziative, studiare insieme la scrittura. L’incontro si è svolto nel Palazzo vescovile di Frosinone per iniziativa dell’arcivescovo Santo Marcianò, che ha voluto così dare un primo segnale di condivisione e concretezza al Patto tra le Chiese cristiane, firmato a Bari nello scorso gennaio. Oltre all’arcivescovo, erano presenti il pastore valdese Massimo Aquilanti, l’evangelico Stefano Cacciatore, il pope Florentin Militelu, della Chiesa ortodossa rumena, tutte confessioni firmatarie del Patto La via italiana del dialogo. Proprio il dialogo e la conoscenza reciproca, con la costruzione di una solida amicizia tra i pastori e i fedeli, costituiscono la strada privilegiata per una collaborazione che proseguirà nei prossimi mesi. Ogni chiesa infatti indicherà alcuni dei suoi membri per costituire la commissione ecumenica in vista della creazione di un vero e proprio tavolo delle chiesa cristiane del frusinate. Il prossimo incontro è stato fissato per l’8 giugno. (La preghiera ecumenica del gennaio scorso, a Tecchiena)

La Bibbia Dipinta: narrazione e approfondimento nella Cripta della Cattedrale di Anagni

Presso il MuCA, Museo della Cattedrale di Anagni, prende avvio un nuovo progetto dedicato alla valorizzazione culturale e spirituale della Cripta della Cattedrale, che custodisce uno dei cicli pittorici medievali più suggestivi d’Europa. La Bibbia Dipinta nasce con l’intento di offrire uno sguardo diverso sulle immagini della cripta, affiancando alla visita un momento di racconto e di approfondimento. L’obiettivo è quello di rendere più accessibile e immediata la lettura delle scene affrescate, attraverso un’esperienza che unisce arte, narrazione e contenuto biblico. Il progetto si sviluppa in due momenti tra loro collegati. Il primo è una conferenza dedicata all’Arca dell’Alleanza, tema centrale per comprendere il ciclo pittorico e il suo significato teologico. L’incontro sarà tenuto dalla biblista Monica Prandi, nota per la chiarezza e l’efficacia del suo approccio divulgativo. A seguire, nella Cripta, si terrà una narrazione a cura di Alice Salvoldi, pensata in dialogo diretto con le immagini: il racconto comprenderà la storia della chiamata di Samuele e quella dell’unzione di Saul, personaggi legati alla storia dell’Arca e rappresentati nella cripta. Due momenti distinti ma complementari, che accompagnano il visitatore in un percorso narrativo capace di restituire vitalità alle scene dipinte.  Con La Bibbia Dipinta si intende proporre un incontro tra parola e immagine, in cui la dimensione divulgativa si intreccia con quella più evocativa, offrendo al pubblico una modalità di fruizione nuova e coinvolgente. INFO UTILI: L’evento avrà luogo presso il Museo della Cattedrale venerdì 1 e sabato 2 maggio 2026 con primo turno alle ore 18:00 e secondo turno alle ore 18:45. La prenotazione è obbligatoria. Per informazioni e costi è possibile contattare il MuCA al numero 0775 728374.   

Sviluppi nelle indagini sugli atti sacrileghi: la dichiarazione dell’Arcivescovo Marcianò

Questa la dichiarazione dell’Arcivescovo Santo Marcianò in merito alle indagini sugli atti sacrileghi nelle Diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni-Alatri: A seguito dei recenti e significativi sviluppi investigativi riguardanti i deplorevoli episodi di profanazione che hanno colpito le comunità delle nostre due Diocesi, desidero esprimere il mio più profondo e sentito ringraziamento alla Procura della Repubblica di Frosinone. Il mio riconoscimento va all’incessante e meticoloso lavoro svolto dalle Forze dell’Ordine. Grazie alla professionalità e alla dedizione degli uomini e delle donne delle diverse Forze di Polizia, è stato possibile dare una risposta concreta allo sconcerto e al dolore dei fedeli. Un sincero ringraziamento speciale alla Prefettura per l’attenzione e il coordinamento assicurato. La rapidità dell’azione investigativa e la costante presenza sul territorio sono un segno tangibile di vicinanza alle istituzioni religiose e alla sensibilità dei cittadini. Questi atti vandalici hanno ferito profondamente il cuore dei nostri fedeli, che chiedono di poter vivere ed esprimere liberamente la propria fede; sapere che lo Stato vigila con fermezza sulla libertà di culto e sulla tutela dei simboli sacri è motivo di grande conforto.Allo stesso tempo, non possiamo ignorare il turbamento e lo smarrimento che tali vicende hanno suscitato nelle comunità. La sofferenza provocata è reale, ma essa si accompagna alla consapevolezza della fragilità umana che, in questo caso, chiede anche uno sguardo di comprensione e di carità. Proprio per questo, mentre si riafferma con chiarezza il rispetto dovuto ai luoghi e ai simboli sacri, si invita tutti a non cedere a giudizi sommari, ma a custodire uno spirito di responsabilità e di equilibrio.Rinnovando la mia stima e la mia preghiera per tutti coloro che operano quotidianamente per la sicurezza e la legalità, confido che questo percorso di giustizia possa contribuire a riportare serenità, rispetto e fiducia nelle nostre comunità. Frosinone, 20 aprile 2026 Santo MarcianòArcivescovo

Marcianò: «Le nostre comunità vicine a Papa Leone»

Per gentile concessione del quotidiano Ciociaria Oggi, riproduciamo l’intervista apparsa sabato 18 aprile 2026 sul quotidiano: Di fronte agli attacchi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che hanno recentemente investito Papa Leone XIV, il vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e Anagni Alatri, Santo Marcianò, propone una chiave di lettura che invita ad andare oltre la superficie delle polemiche, per riscoprire il significato più autentico del suo magistero. Non si tratta, infatti, solo di rispondere a critiche contingenti, ma di cogliere un messaggio più profondo che interpella la Chiesa e la società nel loro insieme.Al centro di questa riflessione emerge con forza il richiamo a una “rivoluzione dell’amore”, intesa non come formula astratta o slogan, ma come percorso concreto e quotidiano fatto di prossimità, ascolto, riconciliazione e solidarietà. In questa prospettiva, monsignore Marcianò sottolinea come tale rivoluzione trovi le sue radici nella vita ordinaria delle comunità cristiane, chiamate a tradurre il Vangelo in gesti semplici ma significativi, capaci di incidere nel tessuto sociale. È proprio nella fedeltà a queste scelte quotidiane che si costruisce una testimonianza credibile, in grado di generare pace e giustizia anche nei contesti più complessi. Allo stesso tempo, viene ribadito il legame profondo tra la Chiesa locale e il Santo Padre, un rapporto fatto di vicinanza sincera, affetto e preghiera, che si rinnova proprio nei momenti di maggiore difficoltà e che rafforza il senso di comunione ecclesiale. Un percorso che, nelle sue parole, trova radici nella vita quotidiana delle comunità cristiane e si esprime anche nel forte legame tra la Chiesa locale di Frosinone e Anagni e il Santo Padre, a cui vengono rivolti sentimenti di vicinanza, affetto e preghiera. Eccellenza, qual è il suo punto di vista sui recenti e ripetuti attacchi rivolti a Papa Leone XIV? «Ritengo che gli attacchi non colpiscono solo l’uomo, ma la Verità del Vangelo che egli annuncia. Quando il Papa parla di “pace disarmata” scuote le coscienze e mette in discussione le logiche di potenza e di esclusione. Queste critiche sono la prova che la sua voce è libera e non asservita ad alcuna ideologia politica o nazionalistica. L’operato di Papa Leone XIV ci insegna che l’autorità non teme il dissenso. La sua risposta — “non ho paura, parlo del Vangelo” — è la misura della sua statura spirituale. Personalmente vedo in questi attacchi un invito per tutta la Chiesa a stringersi attorno a lui. La sua azione pastorale punta a riportare lo sguardo sull’essenziale: la dignità umana. Gli attacchi svaniranno come nebbia al sole, ma il magistero di Leone XIV resterà come una pietra miliare per la Chiesa». In un tempo in cui la pace è fortemente minacciata, non sono certo queste sortite a costruire un mondo più giusto e fraterno. Cosa invece serve per invertire la rotta e iniziare quella “rivoluzione dell’amore” che lei ha richiamato più volte, ad iniziare dalla sua prima Lettera pastorale?«Per invertire la rotta e dare vita alla rivoluzione dell’amore, occorre passare dalle parole ai gesti concreti di prossimità e riconciliazione. Non bastano i proclami; serve una conversione del cuore che ponga la dignità umana al di sopra di ogni interesse egoistico o logica di potere. Credo che sia necessario porre dei pilastri fondamentali per costruire questo cambiamento: partire, anzitutto, da un ascolto empatico, accogliere il grido di chi soffre senza pregiudizi, trasformando l’indifferenza in atteggiamenti di cura attiva.In secondo luogo bisogna essere capaci di un perdono operoso superando le ferite del passato per tessere trame di pace dove ora c’è divisione. Infine, vivere una solidarietà radicale con la quale condividere non solo il superfluo, ma impegnarsi per una giustizia sociale che non lasci indietro nessuno. Questa rivoluzione inizia nel quotidiano, scegliendo la mitezza e la fraternità come bussole per ogni nostra relazione. Solo così il “mondo più giusto” smette di essere un’utopia e diventa una realtà vissuta». La Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha espresso vicinanza, affetto e preghiera al Santo Padre. Immaginiamo siano questi anche i suoi sentimenti personali e delle Chiese di Frosinone e Anagni in tutte le sue componenti…«Certamente. Sentiamo le parole della Presidenza della CEI come l’espressione più vera di ciò che custodiamo nel cuore. La vicinanza, l’affetto e la preghiera che la Chiesa italiana ha manifestato al Santo Padre sono, senza ombra di dubbio, i medesimi sentimenti che animano me personalmente e le nostre Diocesi. In ogni nostra parrocchia, in ogni realtà ecclesiale e nel silenzio della preghiera di tanti fedeli, pulsa un legame filiale e indistruttibile con Papa Leone. È una comunione profonda che coinvolge tutte le componenti ecclesiali: dai sacerdoti ai religiosi, dalle famiglie ai giovani, fino a chi vive momenti di fragilità. Ogni nostra celebrazione e ogni nostra intenzione di preghiera diventano un abbraccio corale verso il Papa, per sostenerlo nel suo ministero e testimoniargli che le comunità di Frosinone e Anagni sono con lui, unite in uno spirito di gratitudine e fedeltà incrollabile». di Nicoletta Fini

Cattolici e Resistenza: il contributo di Marcianò al convegno di Morolo

In occasione delle celebrazioni dell’81° anniversario della Liberazione, la Fondazione Antonio Biondi e l’ANPC – Associazione Nazionale Partigiani Cristiani hanno promosso un importante momento di riflessione storica e civile dal titolo “Religiose e religiosi nella Resistenza: la fede nella libertà”, svoltosi presso l’Auditorium comunale di Morolo. L’iniziativa ha posto al centro dell’attenzione il contributo, spesso poco conosciuto ma decisivo, di religiose e religiosi alla lotta di Liberazione, evidenziando come la fede abbia rappresentato non solo una dimensione spirituale, ma anche una forza concreta di impegno per la libertà, la giustizia e la dignità umana. Un patrimonio etico e civile che ha contribuito in modo significativo alla costruzione dei valori fondanti della Costituzione italiana e al consolidamento della democrazia nel nostro Paese. Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali dell’assessore alla cultura del comune di Morolo,  Enzo Moriconi, insieme a Luigi Canali, presidente della Fondazione Antonio Biondi, e Gianfranco Noferi, segretario ANPC sezione di Roma. L’introduzione dei lavori è stata affidata a Silvia Costa, vicepresidente nazionale ANPC, che ha sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria della Resistenza come momento fondativo della Repubblica e come riferimento per le sfide contemporanee. Sono intervenuti autorevoli relatori: don Santo Battaglia, che ha portato il messaggio di Monsignor Santo Marcianò, arcivescovo di Frosinone-Anagni-Alatri, impossibilitato a partecipare (messaggio che di seguito pubblichiamo integralmente);  suor Grazia Loparco, storica della Pontificia Facoltà di Scienze dell’Educazione Auxiliuma; Biancamaria Valeri, storica e vicepresidente del Centro Studi Don Giuseppe Morosini di Ferentino; Alessandro Santagata, storico dell’Università di Padova; e Marilinda Figliozzi, vicepresidente ANPC Frosinone. Le conclusioni sono state affidate a Maria Pia Garavaglia, presidente nazionale ANPC, che ha ribadito come il sacrificio e l’impegno dei protagonisti della Resistenza, inclusi religiose e religiosi, abbiano contribuito in maniera determinante alla nascita di una Costituzione fondata sui valori della libertà, della solidarietà e della partecipazione democratica. L’incontro, moderato dal giornalista Dario Facci, ha rappresentato un’importante occasione per riflettere sul legame profondo tra memoria storica e responsabilità civile, riaffermando il ruolo della coscienza etica e della fede nella costruzione di una società libera e democratica. QUESTO IL CONTRIBUTO INVIATO DAL VESCOVO MARCIANO’: Parlare di guerra, di Resistenza, di partigiani, in questo momento storico, fa percepire il passato vicino come non avremmo mai potuto immaginare. Un senso di vicinanza temporale che – è comprensibile – si lega anche a incredulità, incertezze, paure generate dal clima di guerra e, per certi versi, ci chiede ancor più di imparare dal passato. Anche da quell’esperienza peculiare che fu la Resistenza dei partigiani italiani, tra i quali si coinvolsero sacerdoti e religiosi.Sappiamo quanto il tema sia delicato, ma possiamo dire che quanto essi fecero rappresentava iltentativo di trasformare quel tempo di guerra in tempo di pace. Basti pensare al senso puro e forte diantifascismo che li animava o all’attenzione con cui essi trattavano i prigionieri di guerra, maiprestandosi a torture o violenze di alcun genere, tantomeno a soppressioni; basti ricordare quanto unindiscusso uomo di pace come don Milani ebbe a scrivere nella famosa Lettera ai cappellani: «Inquesti cento anni di storia c’è stata una guerra “giusta” (se guerra giusta esiste). L’unica che nonfosse offesa delle altrui Patrie, ma difesa della nostra: la guerra partigiana» Sappiamo che non esiste la «guerra giusta», la Chiesa non manca di ribadirlo in più occasioni; epossiamo essere certi che la stessa espressione di don Milani non la giustifichi assolutamente ma siavolutamente paradossale, nel tempo drammatico del fascismo, mettendo in luce come l’esperienzadella resistenza abbia contribuito a compattare un sano senso di Patria e a recuperare valori su cui lenostre Istituzioni si sono poi edificate: anzitutto la centralità dell’uomo, da difendere nella sua vita,dignità e libertà. E la difesa, come la Tradizione della Chiesa insegna, è lecita e addiritturanecessaria qualora vengano lesi i diritti degli innocenti, venga esercitata violenza e prevaricazionein nome di interessi personali o discriminazioni religiose, politiche, razziali.Vasta parte del mondo cattolico, quello stesso che ha aiutato l’Italia a rialzarsi e costruire nuoveistituzioni fondate sulla libertà, ha scelto di condividere, in varie modalità, la tragedia del conflitto,testimoniando a tutti, anche ai soldati, che Dio è Padre e portando l’Amore del Padre come luce cherischiara le tenebre della guerra. È prezioso ricordare anche l’opera silenziosa di tanti religiosi ereligiose nel proteggere, difendere e nascondere ebrei o partigiani…Coloro che per questi valori hanno combattuto lo hanno fatto nella certezza di difendere la libertà ela dignità umana, di difendere l’identità di un popolo al quale li legava un profondo senso diappartenenza; e il loro esempio può trasmette una lezione di appartenenza all’uomo moderno, ilquale è sempre più sganciato dai propri legami relazionali, familiari, culturali, quindi dalle proprieradici.Una Resistenza così intesa era decisamente orientata alla pace. Lo sottolineava il PresidenteMattarella un anno fa a Genova, in occasione della Festa del 25 aprile: «L’aspirazione profonda delpopolo italiano, dopo le guerre del fascismo, era la pace. Il regime aveva reso costume degli italianila guerra come condizione normale: non la guerra per la vita ma la vita per la guerra. La Resistenzasi pose l’obiettivo di raggiungere la pace come condizione normale delle relazioni fra popoli. Ingioco erano le ragioni della vita contro l’esaltazione del culto della morte»È proprio così: la promozione della pace va di pari passo con la promozione della vita; non c’è pacedove non si custodisce la vita. E il nostro Convegno vuole mettere in luce il contributo alla pace che alcuni consacrati hanno dato alla Resistenza, con il proprio impegno e con il dono della propria vita,non solo per difendere l’Italia ma per difendere la vita di tante persone deboli e inermi, oppresse euccise dalla violenza nazifascista. Un impegno e un dono che non si comprende appieno se sidimentica la forza che essi hanno attinto dalla fede cristiana e, di conseguenza, alla preghiera, che liavrà aiutati a combattere continuando a invocare da Dio il dono della pace. Un’invocazione cheoggi mi permetto di fare nostra, concludendo il mio intervento con le parole del Papa nella Veglia diPreghiera per la Pace, sabato 11 aprile.«La guerra divide, la speranza unisce. La prepotenza calpesta, l’amore solleva. L’idolatria acceca, ilDio vivente

I Consultori di ispirazione cristiana del Lazio pronti per nuove sfide

L’assemblea ordinaria della Federazione Lazio dei Consultori, aderente alla Confederazione Italiana dei Consultori di ispirazione cristiana, ha costituito l’occasione propizia per tracciare il bilancio e per ripensare l’attività svolta nell’arco dei cinquant’anni trascorsi dall’approvazione della legge 405/75, istitutiva dei consultori.Nello stesso tempo, i rappresentanti presenti in assemblea, tenutasi l’11 aprile scorso a Roma, nei locali della parrocchia di San Luigi di Monfort, hanno colto l’opportunità di impostare le iniziative dirette a rilanciare il ruolo e la funzione di questa importante componente organizzativa della realtà ecclesiale, ormai stabilmente innervata nel tessuto sociale del Paese. I Consultori di Albano, Anagni-Fiuggi, Carpineto Romano, Fondi (che il 13 giugno festeggerà il 50° della sua istituzione), Frosinone, Latina, Palestrina, Roma Est, Rieti, Viterbo, sotto la guida della presidente regionale, Ida Mascoli Nestola, hanno affrontato sia le questioni logistiche e organizzative (in alcuni casi, le criticità sono emerse a seguito della significativa rimodulazione degli interventi attuata dalla Regione Lazio nel mese di dicembre dello scorso anno, che ha determinato effetti di particolare rilievo sulla composita e articolata realtà del Terzo Settore); sia le problematiche che scaturiscono dall’ampliamento della loro attività operativa.Ascoltata la relazione finanziaria del tesoriere Vincenzo Serra ed approvato il bilancio consuntivo della Federazione regionale, i responsabili del Consultori hanno illustrato le iniziative poste in essere ed i progetti che essi intendono realizzare nell’immediato futuro. Ne è emersa una discussione vivace ed appassionata, da cui è scaturita la volontà di proseguire – anche intervenendo in nuovi settori –un’attività fondamentale per restituire dignità e speranza a tante persone fragili ed a coppie in difficoltà.Dall’intenso dibattito è uscita, rafforzata, la necessità di rinsaldare i legami di rete tra le diverse realtà territoriali, nonché l’impegno a prestare reciproca assistenza, valorizzando le esperienze maturate e le professionalità acquisite sul campo, se e quando ciò dovesse essere utile per affrontare e risolvere questioni nuove che vengono proposte all’attenzione dei consultori.Su un punto tutti i partecipanti si sono trovati d’accordo: il bisogno di dare maggiore visibilità al ruolo dei consultori di ispirazione cristiana attraverso contatti più stretti – anche mediante la stipula di convenzioni – con le realtà amministrative locali e di promuovere incontri, anche nelle scuole, per far conoscere l’importanza della consulenza alle famiglie, dell’affido e dell’adozione che possono costituire altrettanti momenti ed occasioni per rinvigorire il vincolo affettivo che costituisce il perno attorno a cui ruota la vita dellefamiglie.Ultima, ma non per importanza, questione discussa è stata la scelta del tema del convegno annuale che si terrà in autunno e che saràdedicato agli interventi ed alle misure di sostegno alla genitorialità. di Mario Vinciguerra