San Giovanni Paolo II in Ciociaria: un mese di ricordi e celebrazioni, ad iniziare da quella visita 5 giorni dopo le Torri Gemelle…

Sedici settembre 2001: il mondo è annichilito e tremendamente impaurito dall’attacco alle Torri Gemelle di New York, appena cinque giorni prima. Si temono altri attentati, soprattutto contro i “grandi” della Terra. Tra le tante indiscrezioni, quella spesso ricorrente (ma a quei tempi ancor di più) di un attacco contro Roma e il Vaticano. Peggio: contro Giovanni Paolo II, leader solamente spirituale, ma da alcuni visto anche come un “potente”, perché aveva contribuito a buttar giù il muro di Berlino e l’impero sovietico, denunciando le nefandezze del comunismo. Il 16 settembre Giovanni Paolo II ha in programma una visita pastorale a Frosinone, messa in agenda e preparata da mesi. Ma tutti sconsigliano di andare: è la sua prima uscita e potrebbe diventare bersaglio fin troppo facile. La Gendarmeria vaticana ai primi del mese aveva compiuto sopralluoghi a Frosinone, abbastanza di routine, catalogando la visita come “semplice”, senza rischi. Ma questo prima dell’11 settembre. Poi anche da lì scatta l’allarme, si contattano le autorità italiane, anche quelle di sicurezza, e tutti ribadiscono: meglio evitare questa uscita da Roma. L’ultimo tentativo lo fa in extremis, il giorno prima della visita e come da indiscrezione esclusiva che abbiamo poi raccolto, don Stanisław Dziwisz, il Segretario particolare del Papa: “Santità, non vada a Frosinone per ora. Rimandiamo la visita alla prossima primavera”. Ma Giovanni Paolo II, già minato nel corpo ma non nello spirito, risponde perentorio: «No, io vado: l’ho promesso a don Salvatore” (Salvatore Boccaccio, vescovo di Frosinone dell’epoca, ndr). La visita dunque si svolge, seppure tra imponenti misure di sicurezza: nella spianata dei Cavoni, dove ora sorge la chiesa di San Paolo e un intero quartiere. Chi scrive queste note, e allora presente da cronista di un quotidiano locale, ricorda bene i primi fedeli arrivati all’alba. E i cecchini appostati sugli unici palazzi allora già edificati. La voce di Giovanni Paolo II nell’omelia è tremolante, ma la legge fino all’ultimo, con un richiamo alle radici spirituali della Ciociaria, ai suoi papi. Ed un abbraccio ai giovani presenti, quel gruppo cresciuto attorno al vescovo Boccaccio, invitandoli a “prendere il largo”. Loro cantano e Giovanni Paolo II ticchetta sulla sedia, tenendo il ritmo. E soprattutto, fa un richiamo al perdono, come cifra di risposta all’attentato di 5 giorni prima. Gli uomini della sicurezza lo invitano a far presto, ma il Papa non li ascolta e ci tiene a salutare una ad una le persone invitate a salire sul palco dopo la Messa. La giornata si trasforma in qualcosa di epocale, per quanti hanno Fede e anche per i cosiddetti “lontani”, che accolgono comunque come un dono quella visita pastorale. IL PROGRAMMA DELLE CELEBRAZIONI Un avvenimento che adesso, a 25 anni di distanza, viene opportunamente ricordato, in testa ad una serie di eventi – con il programma varato dalle diocesi di Frosinone e Anagni-Alatri, che riguarderanno però tutti gli incontri di San Giovanni Paolo II in Ciociaria, sia pubblici che privati. Si comincia ovviamente da mercoledì 16 settembre, con l’inaugurazione alle 18, presso la parrocchia di San Paolo (quella chiesa la cui prima pietra venne benedetta proprio dal pontefice polacco e che non a caso più di qualcuno ora vorrebbe dedicata anche a San Giovanni Paolo II) di una mostra fotografica, dei ricordi e dei video della visita a Frosinone. Domenica 20 settembre, sempre presso la chiesa di San Paolo ma alle 10, una mostra filatelica e fotografica, cartoline ricordo e un apposito annullo postale. Sabato 3 ottobre, un momento di preghiera e di riflessione al santuario diocesano della Santissima Trinità di Vallepietra, alle 11, laddove il Papa si recò in visita privata, come fatto nelle settimane scorse da Papa Leone, che infatti si è soffermato a lungo proprio sulle foto di quella visita di Wojtyla. Giovedì 15 ottobre, nella chiesa di Santa Maggiore ad Alatri, alle 18.30, concerto del coro polifonico, con letture, immagini e video della visita del Papa, che in quell’occasione fece tappa anche nel monastero di clausura delle Benedettine. Venerdì 16 ottobre, ad Anagni (ore 17) visita speciale alla cripta di San Magno sulle parole di San Giovanni Paolo II e mostra fotografica sulla visita alla Città dei Papi. Sabato 17 ottobre, alle 10, camminata e riflessioni sul sentiero di Giovanni Paolo II a Piglio, laddove il Papa amava rifugiarsi in segreto per qualche ora, staccando dagli impegni vaticani. Domenica 18 ottobre (Collegiata di Carpineto) un’altra mostra fotografica, questa volta sulla visita a Carpineto Romano, dove il Papa onorò la figura di Leone XIII. Il denso programma si chiuderà giovedì 22 ottobre, alle 18.30, con la concelebrazione eucaristica presieduta dall’Arcivescovo Santo Marcianò nella chiesa di San Paolo a Frosinone. di Igor Traboni
La Madonna di Lourdes alla Santissima Trinità: gemellaggio spirituale tra i due Santuari

Qualche tempo fa, in un servizio pubblicato sul settimanale “Maria con te”, il rettore don Alberto Ponzi aveva rivelato un desiderio suo e di tanti fedeli: un “angolo mariano” al Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra. Con tanto di gemellaggio spirituale con il Santuario di Lourdes. E mercoledì 12 agosto 2026 questo desiderio-auspicio si è realizzato, con l’inaugurazione e la benedizione di una grotta dedicata alla Madonna di Lourdes, con la collocazione dell’immagine dell’Immacolata Concezione lungo il percorso che conduce al Santuario della Santissima Trinità. Un evento di fede raccontato con dovizia di particolari dal sito di informazione anagnia.com, che ringraziamo con il suo direttore Ivan Quiselli per averci concesso di riprendere la notizia e per le foto. Adesso, quindi, i pellegrini diretti allo speco della Santissima Trinità incontreranno anche Maria, nella sua immagine di Lourdes, prima di proseguire il cammino verso il Santuario. Il passaggio decisivo perché il tutto si realizzasse, è arrivato nel 2024, quando, grazie all’impegno e alla collaborazione di Damiano Ippoliti, Angelo Ludovisi, padre Michel Dauban, Carmine, Paolo e Flavio, è stato possibile incontrarsi al Santuario di Lourdes e gettare le basi concrete per quello che oggi è diventato un vero e proprio gemellaggio spirituale. Da quell’incontro è iniziato un percorso fatto di rapporti umani, amicizia, fiducia e condivisione. Un percorso che ha permesso di trasformare un’idea in un progetto e un progetto in una realtà concreta. Un luogo nel quale fermarsi, pregare, affidare a Maria le proprie intenzioni e poi riprendere il cammino verso la Santissima Trinità. Tra l’altro, questa giornata mariana è coincisa con il 48° anniversario di ordinazione sacerdotale di don Alberto, 26 dei quali spesi, senza stancarsi mai, alla guida del Santuario della Santissima Trinità e della comunità di Vallepietra. Dopo la recente visita privata di Papa Leone, insomma, un altro giorno che resterà scolpito della storia del Santuario di Vallepietra.
Nel respiro di una casa abitata da Dio (diario dal Santuario di Vallepietra)

Tre giorni a Vallepietra non sono una fuga: sono un rientro. Anche questa estate sono riuscito, insieme a mia moglie e mia figlia, a tornare al Santuario della Santissima Trinità. Il primo elemento che mi colpisce sempre è la familiarità. A Vallepietra ci si conosce per nome, ci si passa le cose a tavola. E’ un posto che, in qualche modo, ti aspetta. È la famiglia del Santuario: pellegrini, volontari, sacerdoti e suore che animano la vita del luogo, senza divisioni nette tra “chi serve” e “chi viene servito”. La giornata è scandita e il ritmo è chiaro a tutti. Anche a mia figlia che ha imparato presto a vendere i calendari, passare la bussola ed aiutare a preparare la tavola. La sera è il momento che più degli altri ho atteso. Quando scende il silenzio del tramonto. Con la luce che si abbassa e la recita del Rosario. Le preghiera della sera lascia spazio a un silenzio che non pesa. È il momento in cui la valle si ferma. Ascolta, si fa sera. Il mattino al Santuario ti insegna, invece, la gioia di un nuovo giorno da vivere. Non di una lotta da affrontare e di problematiche da risolvere ma di giorni fa vivere. è l’opposto: le Lodi del mattino al sole che si affaccia educano non solo alla liturgia, ma all’avvio di una giornata che da lì prende direzione. Tra la preghiera, il canto dei pellegrini, i servizi da svolgere c’è poi l’ascolto e il confronto su tante questioni inerenti la vita. Si parla a tavola, nei corridoi, sui gradini. Il pranzo e la cena diventano a tutti gli effetti altari della comunione umana. Si portano fatiche, domande, notizie di casa. Nessuno glissa. A coordinare questo luogo c’è l’attivismo del rettore don Alberto Ponzi. È un punto di riferimento per tutti: per i pellegrini che arrivano, per i volontari che ruotano, per i sacerdoti e le suore che portano avanti gli orari e i servizi. Con la sua disponibilità, riesce in una cosa tanto semplice quanto difficile: non lasciare nulla alla superficialità. Ascolta ogni problema, entra nel dettaglio e lavora alla soluzione di mille situazioni che si generano ogni giorno. Lo vedi passare da una urgenza all’altra, ma senza perdere mai lo sguardo sulle persone. Ciò che fa però dei giorni al Santuario un appuntamento al quale annualmente cerco di non rinunciare è la possibilità di respirare una casa abitata da Dio. Uno spazio dove il servizio e la carità si tengono per mano. Un luogo dove incontrare una presenza, quella di Dio, che in penombra risalta tra la Liturgia Eucaristica e quelle delle Ore.E la presenza si coglie anche fuori dalla chiesa. Nella natura, nel mormorio di un vento leggero che sembra accarezzare le fragilità dei figli. Lì si avverte, si coglie, si percepisce e si rivela la presenza di un Dio che è Padre. Tre giorni così. Con gli orari pieni, il silenzio della sera, la luce la mattina, e in mezzo la vita della comunità che va avanti. Non è diario. È cronaca di un luogo dove la fede diventa gesti ordinari, ripetuti, e per questo veri. di Gabriele Ritarossi
Maturandi di Anagni in pellegrinaggio alla Santissima di Vallepietra

Gli esami di maturità, per gli studenti del Liceo “Dante Alighieri” e del Convitto Nazionale Regina Margherita di Anagni, sono iniziati con qualche giorno d’anticipo, ma lontano dai banchi di scuola. Sabato 13 giugno, infatti, alcune classi dell’ultimo anno hanno scelto di inaugurare il proprio percorso verso il traguardo del diploma con un’iniziativa comunitaria speciale: un pellegrinaggio a piedi verso il Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra. Un evento a metà strada tra la tradizionale cerimonia di avvicinamento e un profondo momento di condivisione di valori spirituali, religiosi e didattici, vissuto insieme ai propri docenti, guidato da don Gianluigi Corriere e organizzato dall’Ufficio Catechistico diocesano. La mattinata ha avuto inizio di buon’ora, quando il gruppo composto da studenti, insegnanti e accompagnatori ha raggiunto il territorio di Vallepietra. Da lì, lasciati i mezzi di trasporto, è cominciata la vera e propria ascesa. Il percorso, noto per la sua pendenza e per le insidie del terreno montano, si è rivelato una camminata faticosa e impegnativa, durata oltre due ore. La fatica fisica, tuttavia, non è stata un mero ostacolo, ma è diventata parte integrante di un cammino pedagogico e spirituale. Lungo i sentieri che portano al luogo di culto, la marcia è stata infatti intervallata da alcune tappe di sosta e di raccoglimento. Momenti di riflessione condotti da don Gianluigi, che ha saputo sfruttare la durezza del tracciato come metafora della vita e dello studio. Davanti ai giovani prossimi alla prova d’esame, il sacerdote ha sviluppato concetti centrali per la crescita personale: la necessità della sofferenza e dell’impegno costante come passaggi inevitabili per raggiungere qualsiasi conclusione significativa e per dare valore ai propri traguardi; l’importanza fondamentale di mettere e provare passione in ogni attività intrapresa, nello studio così come nelle future scelte esistenziali. Dopo lo sforzo della salita, la comunità scolastica ha raggiunto il Santuario di Vallepietra, incastonato nella roccia viva. Ad accogliere i ragazzi c’è stata un’opportunità di grande valore culturale e spirituale: una piccola visita guidata all’interno del complesso sacro. Per alcuni minuti, intensi e silenziosi, gli studenti si sono fermati a riflettere sulla spiritualità millenaria del posto, contemplando i simboli religiosi che da decenni attirano migliaia di pellegrini. Il culmine religioso della mattinata si è toccato con la celebrazione della Messa, officiata da don Gianluigi alla presenza raccolta degli studenti e dei loro docenti. Durante l’omelia, sono stati richiamati i temi dell’alleanza educativa tra scuola e Chiesa e del sostegno spirituale nei momenti di transizione come quello della maturità. Conclusa la liturgia, la giornata ha previsto un momento di convivialità e condivisione del cibo nell’area adiacente al santuario, un pranzo al sacco che ha permesso di stemperare le tensioni dell’esame imminente e di rafforzare i legami comunitari prima del rientro a casa. Una giornata intensa e indubbiamente faticosa, che ha dimostrato come la preparazione alla maturità possa passare attraverso la condivisione di ideali alti, l’impegno fisico e il raccoglimento dell’anima. di Paolo Carnevale
Don Andrea Sbarbada vice-rettore e amministratore del Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra

L’arcivescovo Santo Marcianò ha disposto l’avvicendamento di alcuni parroci, anche tra le due diocesi: don Andrea Sbarbada, parroco a Madonna del Piano di Castro dei Volsci, in diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, sarà vice-rettore e amministratore del Santuario della Santissima Trinità a Vallepietra, in diocesi di Anagni-Alatri (decreto Vescovile Prot. N.10/2026, a decorrere dal 1 maggio 2026) don Sergio Reali, ora parroco a Supino, sarà vicario della Cattedrale e delle chiese del centro storico di Frosinone; don Riccardo Mabilia, ora vicario parrocchiale nel centro storico di Frosinone, nuovo parroco a Patrica; Don Angelo Conti, Vicario generale della diocesi di Frosinone,, farà il suo ingresso come parroco della Cattedrale di Frosinone, di San Benedetto e dell’Annunziata, e inizierà dunque il suo ministero pastorale in queste comunità, domenica 14 giugno, con la Messa delle 18, presieduta dall’arcivescovo Santo Marcianò.
Studenti in pellegrinaggio alla Santissima e poi la “Notte prima degli esami” con il Vescovo

Un pellegrinaggio delle classi quinte (dai 18 anni in su) al santuario della Santissima Trinità di Vallepietra è stato organizzato, per sabato 13 giugno, dall’Ufficio catechistico diocesano. I giovani muoveranno verso la meta seguendo questo tema scelto per la giornata: “3 in 1: l’algoritmo perfetto. L’amore”. Il punto di incontro è fissato per le 7.45 nel paese di Vallepietra, presso la chiesa di San Giovanni, e da qui alle 8 ci si muoverà verso la montagna e il santuario. Alle 12 un momento centrale di riflessione e preghiera; alle 13 fraternità e condivisione, con l’invito degli organizzatori a portare un rustico da condividere e tanta voglia di gioire insieme. TROVATE TUTTE LE INFO NELLA LOCANDINA Sempre l’Ufficio catechistico diocesano ha promosso anche “Notte prima degli esami”, una serata con l’arcivescovo Santo Marcianò, per mercoledì 17 giugno presso l’oratorio Frassati di Anagni, con inizio alle 19, organizzato in collaborazione con le suore Adoratrici del Sangue di Cristo. Anche in questo caso, tutte le info nella locandina
Il vescovo al santuario della Santissima: «Il vero pellegrinaggio inizia adesso, quando tornate a casa»

Nel pomeriggio di sabato 30 maggio, vigilia della festa, l’arcivescovo Santo Marcianò è di nuovo salito al santuario della Santissima Trinità per celebrare Messa nella chiesa all’aperto. Il benvenuto che il presule ha dato ai fedeli presenti è stato proprio «nel nome della Trinità, ovvero del nostro Dio uno e trino», ha detto all’inizio della celebrazione, no prima di aver salutato i padri salesiani per il prezioso servizio che prestano al santuario, così come i diaconi, le suore, i volontari, e alcune delle compagnie presenti (impossibile citarle tutte) , ovvero Subiaco, Colli di Monte San Giovanni Campano, Magliano dei Marsi, Ortucchio, Cerreto Laziale, Frosinone parrocchia San Paolo, Madonna della Figura di Sora, Piglio, Marano Equo, Rocca Santo Stefano. «Quando si dice Vallepietra – ha quindi rimarcato Marcianò nell’omelia – un po’ ovunque si dice migliaia di persone che accorrono qu, e tra queste tanti giovani: li ho visti lo scorso anno, li vedo ancora oggi e so che i giovani sono veramente tanti. E se confrontiamo la grande frequenza in questo santuario, un santuario dedicato alla Trinità, questa cosa ci fa pensare e interroga: come mai tanta gente? Tanti giovani? Se è vero che la frequenza dei giovani alla vita sacramentale è un po’ diminuita rispetto a prima, così come in generale dei credenti cattolici, allora è una domanda che dobbiamo porci tutti, io per primo come vescovo, e poi coloro che qui confessano, che hanno responsabilità nell’organizzazione soprattutto spirituale. Qualcuno potrebbe rispondere: è la tradizione che ci fa venire qui, perché si è sempre fatto così. Ma questa risposta non basta, perché ci sono tradizioni che si sono spente e non tutte le tradizioni reggono. Allora penso che ci sia un motivo ancora più profondo: quel primato che è la fede della gente!». Proseguendo nella sua riflessione scaturita dagli interrogativi iniziali, il vescovo ha aggiunto: «Credo che Vallepietra in qualche modo interroghi il senso di Dio che portiamo dentro, che l’uomo porta dentro, perché l’uomo non è solo qualcuno che costruisce, che fa, ma è l’uomo che vive, che interroga la propria coscienza, l’uomo che si pone il problema dell’esistenza e quindi di Dio. Perché esserci, ed essere in relazione con gli altri, ti obbliga ad andare oltre, alla ricerca di un’origine ma anche di un fine della vita, di un senso. Tanti vivono rincorrendo beni, ricchezze, potere, dentro realtà che in qualche maniera sembrano soddisfare i bisogni della persona ma di fatto tradiscono questi bisogni e riducono la persona non ad essere una persona ma, come il figliol prodigo, ad allontanarsi dalla casa del Padre. E quindi credo che i santuari, e quindi Vallepietra, facciano sorgere questa domanda in ogni pellegrino: perché vengo, cosa mi spinge, cosa mi muove? C erto, le compagnie sono cosa una cosa bellissima, il ritrovarsi insieme, fare il cammino a piedi, è anche emozionante. Ma è questo il motivo? Vado a Vallepietra perché qui c’è un unicum, la Trinità!», ha sottolineato Marcianò, per poi aggiungere: «E’ difficile dare risposta a questa domanda allo stesso tempo è difficile comprendere la Trinità. Ma noi crediamo in un Dio che è uno e trino: il cuore della nostra fede! L’uomo è portato alla ricerca della verità e c’è un assoluto nella verità, non ci sono verità relative, anche all’interno della fede ci sono degli assoluti. La Trinità è l’oggetto della fede dei cristiani, è Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, E’ il nostro Dio e noi crediamo in questo Dio. Ma la fede – ha detto ancora il presule, richiamando ulteriormente l’attenzione dei fedeli – ha dei risvolti esistenziali, deve esprimersi nella vita, la Trinità deve dare un messaggio a ciascuno di noi, alla vita dei credenti. Credo che la parola sintesi della Trinità sia amore, comunione, fraternità, famiglia, chiesa, umanità! In queste categorie comprendiamo il messaggio di Dio e viviamo in pienezza, con autenticità la nostra fede, sapendo che Dio è Dio di misericordia». Marcianò ha poi ricordato come per Sant’Agostino il Padre è l’amante, il Figlio amato e lo Spirito Santo l’amore tra padre e figlio «e questa circolazione di amore è un amore espresso, circolante, assoluto, perché Dio è l’amore assoluto. E quando penso al bisogno di trascendenza che l’uomo porta dentro, penso al bisogno di amore che viene meno oggi, di comunione, di fraternità. L’esplicitazione esistenziale del mistero della Trinità ce la dice San Paolo ai Corinzi: Siate gioiosi, se credete nella Trinità. Tendete alla perfezione, che non vuol dire vestitevi bene e mettetevi profumi, anche se curare l’umano è bello, ma la perfezione è altro, è del creato, dell’essere che passa attraverso la fede, la speranza e la carità. La fratellanza passa anche attraverso l’abbraccio e il bacio, come il saluto nell’antichità. E allora chiediamo al Signore, soprattutto per chi viene qui senza una fede adulta, che possa far maturare questa fede. E a noi devono stare a cuore i fratelli e la loro salvezza, testimoniatela questa fede, questo amore che Dio ci dona, perché tanti fratelli e giovani possano vivere questa fede». Dopo la Messa, prima di chiudere il rito e di scendere in paese per salutare le compagnie, monsignor Marcianò ha invocato la benedizione «anche sui bisogni spirituali», rimarcando che «chi viene a Vallepietra deve tornarsene con il desiderio di quella perfezione di cui parla Paolo e che riguarda l’anima e anche il corpo che esprime l’amore che Dio è. Portate Dio nelle vostre famiglie, pregate: la fede non si può rinchiudere, circoscrivere ed esaurire in un pellegrinaggio, perché il pellegrinaggio inizia adesso, quando tornate a casa, perché è il pellegrinaggio della vita! E si riprenda la preghiera in famiglia, insegnate a pregare ai vostri figli! E’ bello il pellegrinaggio alla Trinità se arricchisce l’anima. Ce lo chiede la Trinità, e la Trinità vi vuole bene, vi ama e vi ringrazia», ha concluso il vescovo, prima di intonare una preghiera a Maria «che ci indica la Trinità». di Igor Traboni
Riapre il Santuario della Santissima Trinità, a Vallepietra

Venerdì 1° maggio 2026, come vuole una consuetudine secolare, il Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra aprirà ufficialmente le sue porte per la nuova stagione di pellegrinaggi, dopo la pausa invernale. Situato sul Monte Autore a 1.337 metri di altitudine, ai confini tra Lazio e Abruzzo, il Santuario è ricavato da una grotta naturale e rappresenta uno dei luoghi di devozione più antichi e visitati del Centro Italia. Il 1° maggio è anche una data carica di memoria storica per la comunità di Vallepietra: in questo giorno del 1944, soldati tedeschi in ritirata da Cassino minacciarono la fucilazione di numerosi abitanti del paese, qualora non fosse stato loro rivelato il luogo dove erano nascosti alcuni partigiani. La comunità resistette, e ogni apertura del Santuario è anche un momento di gratitudine per quella salvezza. Il 1° maggio è il giorno tradizionale di apertura della nuova stagione del Santuario e segna il momento in cui il luogo sacro chiuso nei mesi invernali per le condizioni climatiche della montagna torna accessibile ai pellegrini fino al 31 ottobre. Il 30 maggio al Santuario salirà il vescovo Santo Marcianò, per la celebrazione. Questo invece il programma della giornata di apertura del 1° maggio:
In tanti alla Santissima e a Vallepietra per la Festa dell’Apparizione

Si sono conclusi sabato 21 febbraio 2026 a Vallepietra i solenni festeggiamenti in onore della Festa dell’Apparizione della Santissima Trinità, uno degli appuntamenti spirituali più sentiti e partecipati del territorio laziale. Le celebrazioni si sono chiuse con la Messa presieduta da Lorenzo Loppa, vescovo emerito della diocesi di Anagni-Alatri. Una tradizione secolare nel cuore dei Monti Simbruini La Festa dell’Apparizione affonda le sue radici in una tradizione antichissima legata al Santuario della Santissima Trinità, situato sul Monte Autore, nel cuore dei Monti Simbruini. Da secoli il luogo rappresenta una mèta privilegiata di pellegrinaggio per fedeli provenienti dal Lazio e dalle regioni limitrofe. Il santuario, che durante il periodo invernale rimane chiuso a causa delle condizioni climatiche, apre straordinariamente le sue porte proprio il 16 febbraio, giorno della Festa dell’Apparizione, offrendo ai pellegrini l’opportunità di venerare la sacra immagine in un momento unico e particolarmente significativo. Il pellegrinaggio del 16 febbraio: fede e partecipazione I festeggiamenti hanno avuto inizio lunedì 16 febbraio, giorno della ricorrenza dell’Apparizione. Alle ore 7.00, presso la chiesa parrocchiale di Vallepietra, si è svolta la benedizione del tradizionale pellegrinaggio a piedi verso il santuario sul Monte Autore. A impartire la benedizione ai quasi mille pellegrini presenti è stato Mons. Ambrogio Spreafico, vescovo emerito della diocesi di Anagni Alatri, insieme al rettore del santuario, Mons. Alberto Ponzi. I fedeli, provenienti da diversi comuni della provincia di Frosinone, da Roma e da altre città del Lazio, hanno quindi intrapreso il cammino verso il santuario, accompagnati per un tratto dallo stesso Vescovo Spreafico, che ha recitato con loro il Rosario. Giunti al santuario, i pellegrini hanno potuto venerare la sacra immagine della Santissima Trinità nell’unico giorno di apertura invernale straordinaria. Alle ore 10.30, presso la chiesa nuova dedicata a San Giovanni Paolo II, è stata celebrata la solenne Eucaristia presieduta dal Vescovo Spreafico e concelebrata dal rettore Mons. Ponzi e da altri sacerdoti. Durante l’omelia, è stata sottolineata l’importanza crescente della Festa dell’Apparizione per la vita del santuario, testimoniata dalla straordinaria partecipazione di fedeli nonostante la ricorrenza in un giorno feriale. All’inizio della celebrazione è intervenuto anche il Sindaco di Vallepietra, Daniele Mioni, che ha ringraziato i pellegrini per la numerosa presenza e ha ribadito l’impegno dell’amministrazione comunale, in collaborazione con il rettore, per rendere il santuario sempre più accogliente. Al termine della Messa, la comunità di Vallepietra insieme a Leone ha offerto ai pellegrini un momento di ristoro sul piazzale del santuario, prima del rientro a piedi verso il paese di Vallepietra La conclusione dei festeggiamenti: fede, tradizione e comunità La festa si è conclusa sabato 21 febbraio a Vallepietra con la celebrazione eucaristica presieduta da Mons. Lorenzo Loppa. Nel corso dell’omelia, il Vescovo emerito ha espresso la sua gioia nel tornare a Vallepietra e al santuario, luogo che ha frequentato per molti anni durante il suo ministero episcopale. Ha inoltre sottolineato come sia particolarmente significativo iniziare il cammino quaresimale proprio nel contesto della Festa dell’Apparizione, insieme ai pellegrini. Al termine della celebrazione si è svolta la tradizionale processione per le vie del paese con il quadro della Santissima Trinità, accompagnato da 25 compagnie con stendardi e fazzoletti, tra canti e preghiere, animati anche dalle note della banda musicale di Trevi nel Lazio. Un momento di intensa partecipazione che ha visto il paese animarsi di colori, fede e devozione. In piazza, il rettore Mons. Alberto Ponzi ha ringraziato tutti i presenti, in particolare i capi compagnia per il loro costante impegno, ricordando che l’edizione 2026 della festa è stata dedicata in modo speciale alla pace nel mondo. L’appuntamento per tutti i fedeli è stato fissato al 1° maggio, giorno tradizionale di apertura della nuova stagione del santuario. La celebrazione si è conclusa con la benedizione solenne e i fuochi d’artificio, suggellando giorni intensi di preghiera, fraternità e profonda devozione popolare. La Festa dell’Apparizione si conferma così non solo come evento religioso, ma come patrimonio spirituale e culturale che unisce generazioni di pellegrini nel segno della fede e della tradizione, mantenendo viva una storia secolare che continua a rinnovarsi ogni anno. Un ruolo importante lo ha svolto la comunicazione, che ha permesso a diverse persone soprattutto anziani di poter seguire e partecipare da remoto alle celebrazioni eucaristiche sia al Santuario che a Vallepietra.
Alatri: torna la tradizione della reliquia di San Sisto trasportata dalla mula bianca

Alle 18 di sabato 10 gennaio, presso la Concattedrale San Paolo, l’arcivescovo Santo Marcianò presiederà ad Alatri il primi Vespri solenni in onore di San Sisto, patrono della città e copatrono della diocesi. L’arcivescovo tornerà poi ad Alatri domenica 11 gennaio, per il Pontificale, la cui cerimonia prenderà il via alle 16.45, con il raduno dei fedeli presso la chiesa di San Matteo. Da qui il corteo muoverà verso la Concattedrale di San Paolo e quest’anno, per la prima volta, la mula bianca trasporterà la reliquia del santo, rievocando quanto accaduto nel 1132, così come deciso da monsignor Marcianò, unitamente dal parroco, don Walter Martiello, e al priore, Giulio Di Vico. Anche l’amministrazione comunale ha espresso il pubblico ringraziamento per questa decisione. Alle 17.30 la celebrazione del Pontificale. Celebrazioni che riprenderanno martedì 13, con l’esposizione della reliquia del piede di San Sisto. Nel manifesto trovate il programma completo, con tutte le celebrazioni di questi giorni.
