Prepararsi alla maturità, con un desiderio nel cuore. A Fiuggi 50 giovani da tutto il Lazio

Cosa c’entra la fatica del momento con il mio desiderio di essere me stesso e vivere intensamente il reale? E’ possibile scoprirlo studiando per la maturità? Con queste domande si sono ritrovati a Fiuggi, presso il Centro pastorale, una cinquantina di ragazzi delle scuole superiori provenienti da tutto il Lazio, invitati dai loro professori e compagni di classe con cui condividono in parte l’esperienza di Gioventù Studentesca (la proposta educativa di Comunione e Liberazione ai ragazzi delle scuole superiori). Una convivenza di studio in preparazione dell’esame di Stato che prevede una 3 giorni intensa, da venerdì a domenica, studio individuale, tavoli tematici sulle varie materie e due testimonianze, una sull’attualità e una sul Novecento letterario in preparazione di un esame, forse il vero primo esame per molti di loro. Così, introducendo il gesto, Andrea Battistoni, responsabile regionale di Gioventù Studentesca e prof di matematica e fisica al Liceo Plinio Seniore di Roma: «Questo è un periodo particolare, ognuno ha le sue situazioni, chi lascerà casa per andare all’università in altra città, chi si allontana dalla morosa per iniziare un cammino diverso dal liceo ecc. E’ un momento di passaggio, un momento in cui all’apparente difficoltà si accompagna anche una novità, la scoperta di una novità. Questi giorni siamo qui per studiare ma anche per capire e per guardare con stupore a cosa sta accadendo nelle pieghe dell’esame. Nella mia vita ho sempre fatto esperienza che quando c’è un sentimento è perché qualcosa è in corso, il nostro compito è scoprire cosa c’è in corso, cosa c’è in ballo, un po’ come quando uno ha fame, deve scoprire cosa c’è un bel primo piatto, un dolce…Ecco siamo qui per scoprire questo, voi come alunni, noi come docenti; nessuno ci ha obbligato a fare una cosa così bella e impegnativa se non il desiderio di scoprire la realtà, di vivere intensamente queste giornate. Sono desideroso di scoprire, io insieme a voi». E allora, che dire? Occhi aperti e cuore desto, si inizia l’avventura. di Alessandro Rossi

Giornata dei giovani: all’Acquapark con il vescovo Ambrogio

Preghiera, incontro, testimonianza, giochi: sono questi gli ingredienti che renderanno dicerto tutta da vivere la “Giornata dei giovani – Estate 2024”, programmata per sabato 15 giugno all’Acquapark, tra Frosinone e Tecchiena, con ingresso gratuito dalle 10 alle 18. Con igiovani ci sarà anche il vescovo Ambrogio Spreafico, per una iniziativa organizzata dalle Pastorali giovanili e vocazionali delle diocesi di Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino.A proposito di iniziative estive a cura della Pastorale giovanile e vocazionale della diocesi di Anagni-Alatri, ricordiamo anche l’appuntamento con il pellegrinaggio a piedi ad Assisi, sulla via di Francesco e con partenza in prossimità delle Fonti del Clitunno, dal 10 al 13 luglio prossimi.

L’Ostia Incarnata di Alatri nella Repubblica Ceca

Il miracolo dell’Ostia incarnata di Alatri arriva anche nella Repubblica Ceca e più precisamente a Ceska Lipa, una cittadina capoluogo della regione omonima nel distretto di Liberec, vicino Praga. Qui si sono recati, per l’Erasmus, 8 studenti dell’Istituto di istruzione superiore di Alatri, accompagnati dai docentiEmanuela Sabellico (nella foto, durante l’illustrazione del miracolo) e Matteo Pagliarella. Proprio la Sabellico, nelle varie presentazioni delle ricchezze e delle bellezze della città di Alatri e della Ciociaria tutta fatte ai colleghi e agli studenti di Ceska Lipa, ha inserito anche una dettagliata spiegazione del miracolo dell’Ostia incarnata, riscuotendo grande interesse anche in un uditorio marcatamente ateo. Tra l’altro, sempre nell’ambito di questi scambi internazionali dell’Erasmus, il prossimo anno una delegazione della Repubblica Ceca sarà ad Alatri per ricambiare la visita e, tra le varie tappe, ci sarà anche quella nella Concattedrale, dove viene custodita l’Ostia incarnata.

Bandi Concorsi Straordinari IRC

Pubblichiamo i bandi relativi alla Procedura concorsuale straordinaria riservata agli insegnanti di religione cattolica nella scuola dell’infanzia-primaria e secondaria di I e II grado ai sensi del comma 2 dell’art.1-bis del decreto-legge 29 ottobre 2019, n.126, convertito con modificazioni dalla legge 20 dicembre 2019, n. 159. Inoltre, si allega il modulo per la domanda di Certificazione d’idoneità all’IRC ai soli fini della partecipazione al concorso per l’accesso ai ruoli, da presentare presso l’ufficio scuola diocesano. COME PRESENTARE LA DOMANDA PER IL CONCORSO L’istanza di partecipazione al concorso si potrà presentare unicamente in modalità telematica, attraverso il Portale Unico del reclutamento, (raggiungibile all’indirizzo www.inpa.gov.it.). Per accedere alla compilazione dell’istanza occorre essere in possesso delle credenziali del Sistema Pubblico di identità digitale (SPID) o di quelle della Carta di Identità Elettronica (CIE). Inoltre, occorre essere abilitati al servizio “Istanze on line”. Il servizio è eventualmente raggiungibile anche attraverso l’applicazione “Piattaforma Concorsi e Procedure selettive”, collegandosi all’indirizzo www.miur.gov.it, attraverso il percorso “Argomenti e Servizi > Servizi > lettera P > Piattaforma Concorsi e Procedure selettive, vai al servizio”. Le istanze presentate con modalità diverse non saranno prese in considerazione. Per la partecipazione alla procedura concorsuale è dovuto il pagamento di un contributo pari ad euro cinquanta (€ 50,00).Il pagamento deve essere effettuato sulla base del bollettino emesso dal sistema “Pago In Rete”, il cui link sarà reso disponibile all’interno della “Piattaforma concorsi e procedure selettive” nella sezione dedicata all’istanza o a cui il candidato potrà accedere dall’indirizzo https://pagoinrete.pubblica.istruzione.it/Pars2Client-user/. L’avvenuto pagamento deve essere dichiarato nell’istanza, cui va allegata, a pena di esclusione, la ricevuta di pagamento.È onere del candidato verificarne la correttezza di tutti i dati inseriti prima di effettuare il pagamento e prima di inviare la domanda. Allegati Procedura concorsuale straordinaria Infanzia-Primaria Procedura concorsuale straordinaria Secondaria I-II grado Domanda Certificato idoneità Concorsuale

Estate a misura di giovani. Ecco tutte le iniziative…

Preghiera, incontro, testimonianze, giochi: questi gli ingredienti della “Giornata dei giovani – Estate 2024”, insieme al vescovo Ambrogio Spreafico, che si terrà sabato 15 giugno all’Acquapark di Tecchiena, con ingresso gratuito dalle 10 alle 18. L’iniziativa è a cura degli uffici di pastorale giovanile e dei centri vocazionali delle diocesi di Anagni-Alatri e Frosinone- Veroli-Ferentino e si aggiunge ad un ricco e variegato calendario e dopo la veglia di Pentecoste della settimana scorsa, con il vescovo Ambrogio. Tra gli ulteriori appuntamenti già previsti, prosegue il ciclo “Lampada ai miei passi – La Parola incontra la nostra vita”. Il prossimo incontro si terrà venerdì 24 maggio a Trivigliano (chiesa Sant’Anna, h 21) sul tema “E tutti furono ricolmati di Spiriti Santo”. C’è poi il pellegrinaggio a piedi ad Assisi, sulla Via di Francesco, dal 10 al 13 luglio, per i giovani dai 16 ai 35 anni. Si partirà da Poreta, borgo nei pressi delle fonti del Clitunno, per arrivare – zaino in spalla – ad Assisi dopo 4 giorni di cammino, intervallati da momenti spirituali e di approfondimento ma anche di sana amicizia e da un paesaggio che in ogni angolo parla e respira di quello che poi si troverà nella città di san Francesco, di santa Chiara e del beato Carlo Acutis. Sempre in estate, dal 27 luglio al 2 agosto, è previsto un pellegrinaggio a Lourdes riservato ai giovani, in aereo, organizzato insieme all’Ufficio pellegrinaggi e alla parrocchia Maria Santissima del Rosario (per info, si possono consultare le pagine social della pastorale giovanile e dell’ufficio pellegrinaggi). Tutte iniziative che vedono il supporto fattivo e organizzativo della Consulta pastorale giovanile diocesana, nominata nei mesi scorsi dal vescovo Spreafico e di cui fanno parte: Lorenza Castagnacci (Forania di Alatri), Carlo Cerasaro (Anagni), Camilla Cuva (Fiuggi), Elisa Finocchio (Anagni), Ilaria Fiorini (Alatri), Ludovica Paris (Fiuggi). Questa commissione coadiuva i responsabili delle pastorali giovanile e vocazionale, don Luca Fanfarillo e don Pierluigi Nardi nelle varie iniziative pastorali, di incontro e di aggregazione dei ragazzi e dei giovani, per i ragazzi e per i giovani. Igor Traboni

Il vescovo ai giovani: «Connessi alla vita, perché ci piace!»

Molto partecipata e sentita è stata la veglia di Pentecoste dei giovani con il vescovo Ambrogio, tenutasi nella serata di venerdì 17 maggio presso la chiesa del Sacro Cuore, a Frosinone. Nel piazzale antistante la chiesa, si sono dapprima ritrovati circa 300 giovani provenienti da varie parrocchie, associazioni e movimenti delle diocesi di Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino, attorno ad un grande braciere, per una serie di invocazioni, canti e preghiere allo Spirito Santo. In maniera altrettanto semplice, ma ben strutturata, la veglia è poi proseguita all’interno della chiesa, seguendo il tema scelto per la serata, ovvero “AscioltiAMOmoci”, con quelle tre lettere che aprono alla più grande parola ‘amore’ messe in bella evidenza. Il vescovo Ambrogio Spreafico si è poi rivolto ai giovani presenti con una riflessione, mettendo subito in risalto la bellezza della serata – organizzata dalle pastorali giovanili e vocazionali delle due diocesi – e dello stare insieme: «Ognuno di noi ha le sue fatiche, debolezze, sogni, ma adesso stiamo insieme, e non solo connessi in chat. Siamo insieme fisicamente, e non è una cosa da poco! Tante volte uno pensa di stare insieme ad un altro solo perché è connesso, ma non è così; questa di stasera è la vita vera: incontrarsi, parlarsi, pregare insieme. Noi vogliamo essere connessi alla vita perché ci piace!», ha rimarcato il vescovo, calamitando ancor di più l’attenzione dei giovani, per poi aggiungere: «Lo Spirito Santo è presenza di amore nella nostra vita, ci dà la forza di costruire qualcosa di bello nel mondo. Ma il mondo non cambia se non cambiamo noi. E la forza ci viene anche dal Vangelo che ci parla quando lo ascoltiamo, per poi mostrarci agli altri come un segno. Questa è la vita dei cristiani e di tutta l’umanità. Noi crediamo che incontraci ci aiuta, ci dà speranza per costruire un mondo nuovo. Abbiamo bisogno di pace, di dialogare con gli altri. Insieme siamo una forza di amore e di pace», ha concluso Spreafico. Un incontrarsi che poi è continuato per molti dei giovani: chi con una pizza, chi con un gelato e chi ancora con un cornetto. Ma sempre insieme! Igor Traboni

Famiglia: l’attrice Beatrice Fazi si racconta

Si è tenuto lo scorso 12 maggio, presso il Centro Pastorale di Fiuggi, l’incontro con l’attrice Beatrice Fazi, organizzato dagli uffici per la Pastorale della famiglia delle diocesi di Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino (video di Fabio Viti)

L’attrice Beatrice Fazi si racconta. A Fiuggi l’incontro per le famiglie

Gli uffici per la pastorale della famiglia delle diocesi di Anagni-Alatri e Frosinone-Veroli-Ferentino hanno organizzato un incontro con l’attrice Beatrice Fazi e la sua famiglia, che si terrà domenica 12 maggio a Fiuggi, presso il Centro pastorale in via dei Villini, con inizio alle 17.30. Attrice e conduttrice televisiva, 41 anni, sposata e madre di quattro figli, Beatrice Fazi è arrivata al grande pubblico soprattutto per la sua partecipazione a quattro edizioni della fiction “Un medico in famiglia”, con Lino Banfi. Ma il suo curriculum si è poi impreziosito con altre fiction, tanto teatro, alcuni film e un modo garbato di presentarsi ai telespettatori, ad esempio con la conduzione di “Beati voi”, su Tv2000. E’ anche autrice del libro “Un cuore nuovo. Dal male di vivere alla gioia della fede”, edito da Piemme.

Sinodalità e primato: cammino della commissione ortodossa-cattolica. Incontro ad Anagni

Anche quest’anno, come Commissione diocesana dell’Ufficio per l’Ecumenismo, abbiamo voluto presentare a un più vasto pubblico i risultati del dialogo teologico in campo ecumenico, convinti che solo una recezione del movimento ecumenico da parte del popolo di Dio può portare all’unità dei cristiani. Venerdì 12 aprile, presso il Pontificio Collegio Leoniano di Anagni, si è  svolto l’incontro ecumenico sul tema «Sinodalità e primato: percorso negli ultimi documenti del dialogo ortodosso-cattolico», con la partecipazione del prof. don Pasquale Bua per la parte cattolica e dal prof. Maskin Kivelev da parte ortodossa russa. Partendo dal Vaticano I con la sua urgenza storica di affermare le prerogative divine del papa da una parte e con l’interruzione forzata del Concilio dall’altra, il prof. Bua, tra l’altro membro della Segreteria del Sinodo,  ha chiarito la vera intenzione dei Padri conciliari di produrre, accanto al documento sul ministero petrino (Pastor aeternus) un altro sul ministero dei vescovi. Purtroppo, l’interruzione dei lavori conciliari ha consegnato alla storia successiva una visione parziale di chiesa, sbilanciata sul primato papale. Il Vaticano II  ha equilibrato il servizio di Pietro con il ridare il giusto posto a tutto l’episcopato, come è messo bene in luce dalla Lumen Gentium, e ha iniziato un nuovo approccio con le altre chiese e comunità cristiane. Il relatore ha proseguito mettendo in risalto come tutti i papi dopo il Concilio si sono pronunciati in modo innovativo sul primato petrino.  Paolo VI ha parlato del primato papale «di servizio, ministero e amore» e ha istituito il Sinodo dei Vescovi, come istituzione permanente. Papa Giovanni Paolo II nella enciclica Ut Unum Sint  ha affermato che il primato  petrino esiste come garante dell’unità, ma paradossalmente, è diventato causa di disunione. Ha messo in risalto come il papa detiene un primato nel servizio e Gesù ha indicato Pietro come ‘roccia’, ma non per le sue capacità bensì per pura grazia di Dio. Il primato di Pietro è  vegliare, essere sentinella perché la Chiesa non sia minacciata da lupi rapaci. Inoltre, il primato petrino non può essere vissuto separato dal collegio dei vescovi di cui il papa stesso fa parte. Infine, ha chiesto ai teologi di studiare una nuova forma di esercizio del primato, senza negare ciò che è essenziale ad esso (UUS, 88-96). Benedetto XVI fin dal primo momento ha posto il dialogo ecumenico come prioritario nel suo ministero petrino, ha incoraggiato il lavoro tra ortodossi e cattolici e infine, con le sue dimissioni, ha dato una nuova percezione del papato. Papa Francesco ha messo in luce  il fatto che  l’appello di S. Giovanni Paolo II a cercare una nuova forma di esercizio del primato non sia stato ancora pienamente recepito. Ha invitato a una “conversione del papato” (EG 32). Ha affermato che il papa non è  al di sopra della Chiesa, ma dentro la Chiesa, un vescovo tra i vescovi (Discorso per il 50° del Sinodo dei vescovi). Ha iniziato una decentralizzazione di responsabilità che coinvolge anche la periferia e, fra i titoli riconosciuti al papa, ha preferito quello di ‘vescovo di Roma’. Inoltre, con la sua decisione di iniziare un cammino sinodale nella Chiesa cattolica ha aperto una strada nuova anche nella comprensione del suo ministero. Don Bua ha fatto riferimento poi ai dialoghi ecumenici circa il primato, iniziati già dal 1968 tra la chiesa cattolica e quella anglicana, fino agli incontri della Commissione ortodossa-cattolica. La pregevole relazione di Bua per la capacità di sintesi e chiarezza si è conclusa con piste di riflessioni su tre nodi da affrontare: ripensare ai fondamenti biblici del primato petrino con uno sguardo ai testi dei Vangeli non più condizionati da “letture confessionali”; studiare a fondo ciò che appartiene al primato come diritto divino, riconosciuto come elemento essenziale perché la Chiesa si conservi come Cristo l’ha voluta, da ciò che sono le interpretazioni accumulate lungo i secoli e  tener  conto dei limiti del primato di giurisdizione e di infallibilità, in quanto «il papa non scavalca l’autorità dei vescovi ma la preserva e, se necessario, la supplisce» e, riguardo alla infallibilità «il papa non crea nuove dottrine, ma riconosce e proclama ciò che tutta la Chiesa infallibilmente crede». Partendo dalla svolta del Vaticano II e dall’incontro memorabile di Atenagora I con Paolo VI che sigillò un nuovo approccio che si stava dischiudendo tra le due Chiese sorelle, il prof. Kivelev ortodosso russo, attualmente docente a Roma in alcune pontificie università, ha offerto al pubblico il cammino ecumenico tra la Chiesa cattolica e le Chiese ortodosse, in particolar modo con la chiesa russa.  Il relatore riferendosi al Documento di Ravenna (2007) ha affermato qual era la prassi del governo della Chiesa sia in Oriente che in Occidente nel I millennio, quando  non c’era sinodalità senza protos, un «primo», né protos senza sinodalità. Questa stretta interrelazione tra primato e sinodalità veniva espressa a livello locale, regionale e universale.  A quest’ultimo livello, il protos tra i patriarchi era riconosciuto nel vescovo di Roma anche dalle Chiese orientali. Il prof. Kivelev ha affermato come nel II millennio, dopo la frattura del 1054, il governo nella Chiesa Ortodossa è stato caratterizzato dalla sinodalità, sottolineando quanto sia difficile tra i 15 patriarcati di cui è essa composta (la Chiesa Russa ne riconosce 11), arrivare a “una sinfonia”. Ha accennato, come esempio, alla mancata partecipazione di quattro Chiese al Concilio pan-ortodosso svoltosi a Creta nel giugno 2016. Dopo una preparazione unanime, iniziata dagli anni ’60 del XX secolo, quattro giorni prima dell’inizio dell’evento che doveva radunare tutte le Chiese ortodosse, la Chiesa russa insieme a  quelle di Bulgaria, Georgia e Antiochia ritirarono la loro partecipazione. Per quanto riguarda il cammino ecumenico il relatore ha delineato il rapporto della Chiesa cattolica con la Chiesa russa segnato da momenti di ravvicinamento, come il permesso dato ai cattolici nel Sinodo del 1962, di poter ricevere la Comunione nei luoghi dove mancava un prete cattolico e al fatto che la Chiesa ortodossa russa è la sola a riconoscere come validi tutt’e sette i sacramenti della Chiesa cattolica. Oggi però si avverte una certa

Progetto Caritas: la graduatoria provvisoria

Di seguito si rende nota la graduatoria provvisoria del progetto “Sosteniamoci e progettiamo” della Caritas diocesi Anagni-Alatri, per il bando di Caritas italiana del 22 dicembre 2023.