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di Ilaria Fiorini e Giulia Rossi

Quante volte i giovani hanno ascoltato rivolgersi dai genitori l’imperativo “alzati!”, in modo particolare al mattino… Questo stesso verbo ha dato inizio ad una grande avventura che ha visto protagonisti un gruppo di ragazzi dai dodici ai quattordici anni delle parrocchie Maria Santissima del Rosario, Cuore Immacolato di Maria, Maria Santissima Addolorata, Sant’Emidio, Maria Santissima Regina e Santa Maria del Carmine di Tecchiena, Tecchiena Castello, Pignano, Sant’Emidio, Laguccio e Basciano. I ragazzi, accompagnati da don Luca Fanfarillo e danne animatrici Ilaria, Giulia e Giorgia, hanno sperimentato quattro giornate diverse dalla solita routine, dal 19 al 22 luglio scorsi presso l’ostello della gioventù “Le Fraschette” ad Alatri. La mattinata iniziava a suon di fischietto e, dopo un breve momento di preghiera, si procedeva con i servizi, durante i quali i giovani partecipanti hanno scoperto e vissuto in prima persona l’importanza di aiutarsi e di collaborare per mantenere un ambiente pulito e ordinato. Durante le attività, alternate ai momenti di gioco, i ragazzi hanno potuto scavare invece nei loro cuori, interrogandosi su diversi aspetti della vita che quotidianamente venivano sottolineati dagli educatori. I momenti di convivialità erano resi ancora più piacevoli da prelibatezze preparate dalle cuoche con impegno e amore. Prima della cena veniva organizzata la liturgia con prove di canto e ricerca dei fiori più belli per adornare l’altare. Il momento più sentito della giornata era il cosiddetto “Midbar”, termine ebraico che significa “il posto della Parola”. Durante il Midbar, sotto le stelle, ognuno aveva l’occasione di raccogliere i propri pensieri e vivere un momento di intimità con sé stessi e con Dio.

Al termine si accendeva un grande falò, con la legna raccolta al mattino dai ragazzi, attorno al quale si ripercorreva la giornata appena trascorsa e ci si augurava la buonanotte. Attraverso la storia di Giona il gruppo ha innanzitutto riscoperto l’importanza di alzarsi per mettersi in cammino e rispondere ad una chiamata. Il secondo giorno è stato invece all’insegna della tempesta, simbolo delle piccole e grandi burrasche che attraversano l’esistenza di ciascuno, in modo particolare durante l’adolescenza e di fronte alle quali non si può che invocare Dio. Raccolti davanti alle onde agitate, ognuno ha potuto gettare in mare il proprio messaggio d’aiuto, certi che proprio nel momento più difficile da affrontare, Dio crea l’occasione per rileggere la propria vita, trasformando l’abisso

in ancora di salvezza. Il terzo giorno è stato realizzato un piccolo reportage, attraverso un volto, un tempo e un luogo che hanno segnato la vita dei giovani partecipanti, per riscoprire la bellezza di avere qualcuno che ci cammina accanto, condividendo con noi la gioia ed il dolore. Il simbolo dell’ultimo giorno è stato la strada, emblema di un cammino che non si concludeva con la fine del campo ma che in realtà stava cominciando proprio in quel momento, con la sfida del tutto nuova ed impegnativa di vivere ogni giorno, nella quotidianità, l’amore che Dio ci riserva e che ognuno di noi è chiamato a donare agli altri. Il campo scuola è stato altresì contrassegnato da due incontri: quello con la storca locale Marilinda Figliozzi e quello con Gabriele Ritarossi, giovane insegnante di religione.

La Figliozzi ha parlato ai ragazzi proprio della struttura delle Fraschette, costruito nel 1941 per ospitare prigionieri di guerra e poi diventato a tutti gli effetti un campo di internamento per civili slavi, greci, albanesi, montenegrini e di altre nazioni allora in guerra con l’Italia: fino a 5mila persone rinchiuse in condizioni molto difficili. I ragazzi hanno ascoltato con grande attenzione, lo stesso interesse riservato alla testimonianza di Ritarossi, che insegna in una borgata di Roma proprio ad alunni della stessa età di quelli presenti al campo scuola; tutte esperienze in presa diretta che lo stesso Ritarossi in parte racconta anche in “Oltre le tenebre”, il suo libro di recente pubblicazione.

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