Giovani italiani e ucraini: insieme, per la pace!

Amicizia, solidarietà, preghiera, condivisione: questi e altri sentimenti e valori hanno contrassegnato la serata di venerdì 8 aprile quando, al centro pastorale di Fiuggi, si sono ritrovati gli ucraini finora accolti in diocesi (soprattutto mamme e bambini) e tanti ragazzi italiani, al termine di una settimana che ha visto questi ultimi mobilitati nel raccogliere beni di ogni tipo per aiutare quanti sono scappati dalla guerra.  E la serata – organizzata dalla Caritas e dalla pastorale giovanile e vocazionale – è iniziata proprio con la consegna dei viveri raccolti dai giovani. Poi, nel salone del centro pastorale, la preghiera con il vescovo Lorenzo Loppa, intervallata da voci italiane e ucraine a leggere in entrambe le lingue i passi delle sacre scritture proposti. E’ stato poi lo stesso Loppa a guidare una breve riflessione, anche questa tradotta simultaneamente per gli ospiti presenti, rifacendosi subito ad un passo del Vangelo proclamato poco prima «che ci porta tante belle notizie. La prima è che ‘come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi’. E poi, altra cosa bellissima, ‘voi siete miei amici’. E i veri amici si riconoscono perché sono disponibili fino al dono della vita. E ancora, dice Gesù, ‘non vi chiamo più servi ma amici’. Prima della Passione Gesù, accerchiato dai nemici, dice: ‘Se sarete miei discepoli, conoscerete la verità e la verità vi farà liberi’. E’ la verità è: voi siete miei amici, perché Dio Padre ci vuole bene e siamo tutti fratelli e sorelle!». Il vescovo si è quindi soffermato sulla bandiera della pace, messa al centro di quella ucraina blu e gialla distesa nel salone: «Questa bandiera ci dice che dobbiamo stare tutti sotto lo stesso arcobaleno e nasce quando, dopo il diluvio universale, arriva il segno di Dio attraverso l’arcobaleno messo in cielo. E Noè, capostipite della nuova umanità, capisce che quell’arcobaleno porta la pace, è il segno della nuova alleanza. E adesso i colori dell’arcobaleno sono quelli della diversità sotto la quale tutti dobbiamo stare, insieme, senza paura. Noi a volte dimentichiamo i passi della pace ma, se siamo amici, vedremo di nuovo risplendere l’arcobaleno sopra di noi».

Don Luca Fanfarillo, responsabile del Servizio diocesano di pastorale giovanile e vocazionale, ha quindi ricordato che di solito in questi giorni i ragazzi organizzavano una Via Crucis, ma che quest’anno hanno deciso di fare questa serata «perché la Via Crucis dei nostri giovani – ha detto rivolto agli ospiti ucraini – passa anche attraverso la guerra che voi state vivendo».

Dopo la consegna da parte del codirettore della Caritas diocesana Piergiorgio Ballini di un fiore ad ognuna delle donne presenti, confezionato con i colori ucraini, la serata è proseguita con un bel momento di convivialità all’aperto, tra pennette al sugo e pizza per tutti, occasione propizia per stringere nuove amicizie tra gli ucraini e i ragazzi arrivati da Morolo, Anagni, Tecchiena, Castello, Torre Cajetani, dalla stessa Fiuggi, da Mole Bisleti e parrocchie circostanti con uno scuolabus. Tornati nel salone, c’è stato quindi il momento finale delle testimonianze offerte da tre donne ucraine che hanno raccontato gli orrori della guerra, dei bombardamenti, delle ore passate in cantina ad ogni allarme, dei mariti e genitori lasciati lì, dei bambini che adesso hanno paura ogni volta che vedono un aereo anche sul cielo della Ciociaria. E la commozione si è fatta ancora più palpabile quando un adolescente ucraino ha aggiunto altri particolari sulla fuga in Italia, sul desiderio di tornare nella sua terra ma finalmente e di nuovo terra di pace. E qui, mentre alcuni volti dei grandi si rigavano di lacrime senza falso pudore, tre ragazze italiane hanno chiesto di poter abbracciare e stringere forte quel nuovo amico venuto da lontano.

Igor Traboni

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