Si sono svolti a Fara in Sabina, in provincia di Rieti, presso il Monastero delle suore Clarisse Eremite, nei giorni dal 15 al 17 marzo scorsi, gli esercizi spirituali per giovani e adulti promossi dall’Azione Cattolica diocesana a cui ha partecipato un gruppo di 26 persone, guidato da don Bruno Durante. Un viaggio dell’anima all’interno di un’antica fortezza medievale (“Dio è per noi rifugio e fortezza”, Sal 45), complessa al suo interno, ma splendida all’esterno e proiettata verso paesaggi di pace oltre le sue mura che ha contribuito a creare una benefica risonanza tra l’anima del luogo e quella dei partecipanti alla presenza del Signore. Una trasposizione dell’anima e della sua complessità interiore, attraverso la quale don Bruno ci ha accompagnati con la Parola di Dio nel silenzio e nella preghiera, in un percorso necessario per fare il punto sulla nostra vita, per interrogarsi e lasciarsi interrogare dalla domanda: “Cosa vuoi che io faccia?”. Una riscoperta del silenzio che ci ha costretti a lasciare spazio a Dio. Le sette meditazioni (Babele e Pentecoste: il disegno; La chiamata di Abramo; Péirasmos – la prova – ; Le seduzioni del maligno; La condizione dell’uomo: la salvezza; Cana: la festa di Gesù, le feste degli uomini; Gerusalemme mia città -Apocalisse-), sono state intervallate dalla celebrazione della Messa, dalla preghiera delle Ore (Lodi mattutine, Vespri e Compieta) e dall’Adorazione Eucaristica.

Nella chiesa dedicata a Santa Maria della Provvidenza sono risuonati i canti quaresimali e un raggio di luce coloratissima ci ha fatto visita nell’ultima celebrazione domenicale.

Come si è potuto condividere nella Collatio finale, molto sentite sono state, tra le altre, la meditazione sulle nozze di Cana (Gv 2,1-11) e sulla condizione dell’uomo, la salvezza (Mc 1, 40- 45). Nella prima, la mediazione di Maria verso Gesù e i servitori che compiono al meglio delle loro possibilità gesti apparentemente inutili (riempire di acqua le anfore fino all’orlo perché “Qualsiasi cosa vi dirà, voi fatela”): ci siamo riconosciuti in quei servitori nelle innumerevoli volte in cui compiamo gesti apparentemente inutili nella nostra vita personale, associativa e di comunità, gesti che scopriamo di dover continuare a fare al meglio perché si compia in noi e in mezzo a noi la volontà di Dio. Nella seconda, la guarigione di un lebbroso (Mc 1, 40-45): Dio ha bisogno della croce per entrare nella vita dell’uomo attraverso la sofferenza, la malattia, penetra e dilata il cuore dell’uomo, la croce è una “collocazione provvisoria” a cui segue la Pasqua di Resurrezione che è “passaggio”.

Il ritorno a valle da questa bella altura ha segnato per alcuni una sosta nella vicina Abbazia di Farfa, per poi riprendere il cammino verso il ritorno a casa dove continuare con il nostro impegno e la grazie di Dio a raccogliere i frutti di questa esperienza spirituale. Chiudiamo riportando un pensiero tratto da Jean Claude Dhôtel e da “La spiritualità ignaziana” e che sembra fare eco per ciascuno di noi alla domanda iniziale “cosa vuoi che io faccia?”: «Infine, l’uomo è in grado di entrare e di progredire in un giusto rapporto con se stesso. Peccatore e salvato, egli accetta consapevolmente il suo passato – pur pesante che sia – per iniziare il suo futuro. Egli sa che è proprio della sua natura fabbricare immagini e costruire progetti, ma imparerà a mettere una distanza tra il suo desiderio di Dio e i suoi progetti umani, di modo che, se essi crollano, egli ritorni al suo desiderio, se riescono, egli non ne faccia degli idoli. Nato a se stesso dallo Spirito, egli è liberato dal fascino delle immagini. Tanto, egli ha ormai un’altra Immagine da guardare. Che si lasci educare!».

di Luca Ciocci

Consigliere settore Adulti Ac

 

Condivisione Social

Una risposta

  1. Che cosa dire Luchetto nostro❓🥹 Ancora una volta leggendo questo tuo articolo, mi è sembrato di tornare in quel magico posto che ha messo in connessione in modo autentico e inaspettato il nostro IO più profondo con la Salvifica e Illuminante “GRAZIA DI DIO” che ci ha accarezzato tenendoci per mano in quel silenzio fatto di parole piene di verità, e che ci ha portato a far prendere per mano senza saperlo, le nostre anime, che si sono unite in un unico grande GRAZIE ❣️🥹
    Vi voglio bene fratelli e sorelle in GESÙ… 🌈🎁

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *