Ai Membri del Presbiterio

 

 

 

Carissimi,

“E di nuovo verrà nella gloria …”: sono le parole che ripetiamo nel Credo a proposito del Signore Gesù. Forse le ripetiamo un po’ distrattamente; eppure esprimono un punto fondamentale della nostra fede. La storia non corre verso il vuoto, ma verso un Incontro. Gesù Cristo, con la trasfigurazione di tutte le realtà, è la meta della storia individuale e universale.

Gli ultimi tornanti, come le prime battute, dell’Anno Liturgico ci ripetono lo stesso messaggio e ci richiamano ad un atteggiamento di vigilanza e di fedeltà. Nei testi biblici delle messe feriali e festive possono affondare le mani sia gli annunciatori di sventura come i seminatori di speranza; tanto gli esperti di catastrofi quanto i costruttori del futuro. L’onore e l’onere nostro è quello di servire la speranza di tutti. E’ importante sapere che il mondo nuovo è già presente adesso. E’ dentro di noi, come un bambino dentro la mamma. Il suo ritmo si confonde con i battiti del nostro cuore; e’ nascosto nelle nostre scelte e custodito da una parola che non passa: “Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno”. (Mc 13,31). Si tratta di essere presenti al presente; di aprirsi al futuro senza tradire “l’attimo fuggente”; di dedicarsi all’oggi senza dimenticare il domani. Né estranei al presente né distratti verso il futuro e la piena rivelazione del Regno di Dio. La fedeltà che ci viene richiesta è fatta di fiducia, di capacità e di discernimento, compromissione diretta con la realtà. Siamo in cammino come popolo e in questo viaggio condividiamo l’aspirazione alla comunione e a vincere la morte.

Siamo in cammino sinodale con le altre chiese sorelle. La prima parte di questo processo – che ha per tema “Per una Chiesa sinodale: comunione, partecipazione e missione” – è dedicata all’ascolto e alla consultazione di tutto il popolo di Dio. Ciò prevede il coinvolgimento di parrocchie, operatori pastorali, associazioni e movimenti laicali, congregazioni religiose, gruppi di volontariato, persone che lavorano in luoghi di assistenza e cura, coloro che fanno parte del vasto mondo della scuola … Per questo è necessario costituire “gruppi sinodali” diffusi sul territorio, non solo nelle strutture parrocchiali o foraniali, ma dovunque sia possibile incontrare e ascoltare persone. Ciò richiede la presenza di un moderatore e di un segretario per ogni gruppo. I due referenti diocesani per questo cammino d’insieme sono:

Concetta Coppotelli, presidente dell’Azione Cattolica diocesana e

Ennio Latini, della parrocchia Maria SS. del Rosario in Alatri (Località Mole).

Li ringrazio per la loro disponibilità e, nello stesso tempo, invito tutti a guardare a loro per il lavoro di animazione e di raccordo nella nostra Chiesa diocesana.

“L’interrogativo fondamentale che guida questa consultazione del popolo di Dio è il      seguente: una Chiesa sinodale, annunciando il Vangelo, «cammina insieme»: come questo        «camminare insieme» si realizza oggi nella (nostra) Chiesa particolare? Quali passi lo      Spirito ci invita a compiere per crescere nel nostro «camminare insieme»?”

(“Per una chiesa sinodale. Comunione, partecipazione, missione”.                                                   Documento preparatorio del Sinodo dei Vescovi, n. 26).

Siamo invitati ad individuare le esperienze che rispondono agli interrogativi precedenti, a fare discernimento cogliendone i punti positivi o di sofferenza suscitati, a rilevare gli elementi da confermare o i passi da compiere per cambiare.

In questo momento il Covid-19 sembra rialzare la testa. Nonostante la campagna di vaccinazione, non siamo ancora del tutto fuori da questa tempesta che ha squassato il mondo. Il fatto che in Italia la situazione pandemica sia migliore che in altri Paesi non ci esime dall’impegno ancora più accorto e continuo di umiltà, prudenza e fiducia. La giusta e necessaria attenzione per contenere il rischio di contagio non deve venir meno, come l’uso delle mascherine, il distanziamento fisico e l’igiene costante delle mani.

Occorre prestare la massima attenzione alle attività di gruppo e mettere una cura particolare nell’evitare gli assembramenti. La presenza ordinata e tranquilla alle celebrazioni della fede va bene; la partecipazione a manifestazioni religiose, magari con tanta devozione accompagnata da una buona dose di emotività e senza controllo è da rimandare a tempi migliori. Chiedo ancora una volta a tutti Voi di esortare i fedeli a vaccinarsi come atto d’amore, a meno che non vi si oppongano gravi motivi di salute. Sicuramente va chiesta la vaccinazione a chi opera in parrocchia, in qualsiasi campo, e ai volontari che presidiano l’ingresso delle nostre chiese. L’attività delle parrocchie deve essere scandita da piccoli gruppi, sia nei percorsi di formazione sia nelle celebrazioni sacramentali particolari come quelle delle Messe di Cresima o di Prima Comunione.

Sembrano un po’ in contraddizione i dati del nostro presente ecclesiale, come il cammino sinodale, e il distanziamento prudente per limitare il rischio del contagio. Ma è una contraddizione solo apparente. La parola “sinodale” e l’avverbio “insieme” dicono soprattutto un fatto di cuore e di sintonia personale, più che un’addizione fisica e una contiguità materiale. Ricordo, infine, a me e a Voi, che la relazione e la cura delle persone a tutti i livelli costituisce lo sfondo sempre più puntuale e concreto del nostro lavoro personale e comunitario.

Un saluto affettuoso a tutti con l’augurio di buon cammino e di un Buon Avvento

Anagni, 18 novembre 2021

 

+ Lorenzo, vescovo

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