Con grande soddisfazione, il Museo della Cattedrale di Anagni è lieto di annunciare che sabato 9 dicembre 2023 ha raggiunto la ragguardevole cifra di 40.000 visitatori dall’inizio dell’anno. Un traguardo mai visto prima.

Antonella non poteva immaginare di ricevere il fatidico biglietto che ha consentito al Museo di raggiungere e superare una soglia considerevole di visitatori. E per lei, quindi, foto di rito, festeggiamenti con tanto di fascia e coccarda e un biglietto gratuito come nostro omaggio. Lo straordinario risultato raggiunto in questo 2023 è chiaramente frutto di un intenso lavoro di squadra, che ha portato il Capitolo della Basilica Cattedrale di Anagni, nella persona del prevosto don Marcello Coretti, e il direttore, il diacono Massimiliano Floridi, a guidare il personale del museo, una squadra ben affiatata di persone specializzate che lavora da anni nel settore e che è stata in grado, in un costante e continuo impegno, di raggiungere risultati eccellenti. Il nostro Vescovo Ambrogio Spreafico, in continuità con quanto fatto dal suo predecessore, ha stimolato il Museo della Cattedrale a continuare questo impegno sulla strada intrapresa da anni, apprezzando la nostra offerta culturale e la nostra gestione.

Questi risultati e i feedback positivi dell’utenza sono dovuti anche al costante lavoro di ampliamento dell’offerta culturale che il Museo propone e ai tanti servizi gratuiti che fornisce, quali la rete wifi, l’app audioguida in 5 lingue e in LIS, la guida per bambini. Per non dimenticare le annuali ricorrenze che impegnano il Museo in attività speciali e aperture straordinarie come quella che da oltre dieci anni ci permette di ricordare, a inizio settembre, l’evento dell’Oltraggio ricevuto da papa Caetani da parte dei Colonna alleati dei francesi di Filippo IV il Bello.

Ma i risultati non sono stati registrati solo in termini di visitatori e successo di pubblico. Da anni ormai il Museo della Cattedrale si occupa instancabilmente della conservazione del suo patrimonio artistico, attraverso una solida collaborazione con la Soprintendenza, che negli ultimi tempi ha portato a importanti e necessari restauri, sia all’edificio (come la pulitura della loggia delle benedizioni) sia agli affreschi (come il restauro delle pitture duecentesche del criptoportico e dell’ambulacro) e, cosa ben più importante, a un costante e attento monitoraggio di tutte le opere al fine di mettere in campo le migliori azioni di conservazione per prevenire il bisogno di interventi più invasivi.

Il Museo è costantemente impegnato, inoltre, a tessere una rete di nuove amicizie, con strutture museali del territorio, attraverso workshop, conferenze e anche partecipazione a progetti che pongono il museo anagnino in prima linea nell’ambito della promozione del ricco patrimonio artistico che ha in custodia.

Negli ultimi anni, il Museo è stato coinvolto nelle principali mostre sul Medioevo grazie al prestito di alcune delle opere che fanno parte della collezione: il nostro celebre Piviale di Bonifacio VIII, ad esempio, ha viaggiato moltissimo, vista la sua presenza alla mostra su Dante Alighieri di Forlì e poi quella sul Medioevo romano a Palazzo Braschi, ma soprattutto è stato protagonista della cerimonia di inaugurazione dell’Anno Accademico dell’Università La Sapienza di Roma, dove ha raccolto un grande apprezzamento da parte della rettrice dell’Università fondata oltre settecento anni fa proprio dal papa anagnino. Sono stati nostri ambasciatori in giro per l’Italia anche le nostre ceramiche bagnoresi, l’Icona di Cristo e i suoi sportelli dipinti, e i marmi cosmateschi che hanno raggiunto Milano, nella mostra sul riuso dell’antico allestita negli esclusivi spazi espositivi della Maison Prada. Questo ha consentito di portare il nome della città di Anagni e del nostro Museo in giro per l’Italia e al contempo di dare la giusta visibilità e attenzione a tutto il nostro patrimonio, non solo alla celebre Cripta di San Magno. Ad ogni modo quest’ultima, vera protagonista indiscussa del percorso museale, è comparsa più volte negli ultimi anni nei programmi televisivi, italiani ma anche stranieri, raggiungendo milioni di telespettatori e configurandosi come il miglior biglietto da visita della città intera.

Tutto questo, e molto altro, è frutto di un attento lavoro pianificato e curato da un decennio, comunicato sui canali social e il sito internet ufficiali, costantemente aggiornati e arricchiti di contenuti, e che oggi ha portato a un risultato eccellente, certamente non casuale, ma costruito con cura e pazienza. La direzione, il personale e i collaboratori, però, non si fermano, e sono già al lavoro per andare oltre, migliorare i risultati e offrire ancora di più: ancora nuove proposte culturali, ancora collaborazioni con enti di ricerca, ancora eventi e attività di promozione, ancora nuove occasioni di studio e ricerca di alto livello, ancora nuovi ambienti visitabili, il tutto di concerto con l’Ufficio diocesano per i Beni culturali.

di Davide Angelucci

(nella foto, la visitatrice numero 40.000 del 2023 con il personale del MuCA)

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Una risposta

  1. Il lavoro di squadra all’interno di una sempre maggiore organizzazione è stato felicemente recepito da un pubblico che ha nel museo non soltanto l’offerta di meraviglie prodotte dal genio locale ma anche la possibilità di una prospettiva storica dell’arte. Molto apprezzabile inoltre il lavoro pubblicitario e di diffusione che, all’interno della “civiltà dell’immagine” quale è quella odierna, continua a divulgare tesori artistici universali prodotti dal dal genio e dall’artigianato locale. L’augurio che mi sento di fare è Ad maiora!

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