Di Primo Pica

Mai è venuta meno, a Vico nel Lazio, la memoria di Padre Francesco Pitocchi. Anzi, negli anni, ne è stata un continuo crescendo. “Tutto il popolo lo venerava come sacerdote santo” (Don Pietro Ceci, parroco di Vico, nella relazione del 1935). Dal dopoguerra e fino ai giorni nostri, venuti meno i testimoni, “amici” di Padre Francesco e suoi confratelli redentoristi (Antonio Di Stefano, Ilo Rauzzini, Romeo Mezzanotte – suo biografo – , Giuseppe Scelzi, Vincenzo La Mendola e altri) hanno mantenuto, rafforzato e diffuso la conoscenza della vita di “questo santo uomo”, così qualificato da San Giovanni XXIII, il più illustre dei suoi figli spirituali. “Il religioso rappresentò uno dei perni decisivi della formazione spirituale del futuro pontefice” (Giuseppe Battelli). A Vico, per onorare e diffondere la conoscenza di “questo santo uomo” nel tempo sono stati organizzati eventi, tra cui: in occasione della traslazione nel 1960, una missione con i redentoristi; e poi una mostra fotografica, un concerto musicale inframmezzato da episodi della vita del religioso e un convegno nel giugno 2016 su “Padre Francesco Pitocchi e la sua direzione spirituale di Angelo G. Roncalli – Giovanni XXIII – e di don Umberto Terenzi, fondatore dell’Opera Madonna del Divino Amore”.

E oggi, che si fa? Si continua e si torna ad approfondire le tappe salienti della vita di “questo santo uomo” e si prega ancora, e più intensamente, nella speranza che egli, che ha imitato Gesù, sia presto annoverato nel numero dei santi, a gloria di Dio.                         

Giovedì 30 giugno ha luogo una GIORNATA DI STUDIO E DI PREGHIERA in occasione del primo centenario della morte, avvenuta in Roma il 13 giugno 1922.                      

Alle 17.30, nella chiesa di Santa Maria, conferenza sul tema “La spiritualità di Padre Francesco Pitocchi”, relatore Padre Vincenzo La Mendola dell’Istituto storico dei redentoristi, conoscitore profondo dell’illustre ciociaro: nel 2018 ha presentato e discusso presso la Pontificia Università Gregoriana la dissertazione di dottorato – oltre ottocento pagine –  dal titolo: “Il redentorista Padre Francesco Pitocchi nella Roma religiosa tra fine Ottocento e inizio Novecento”.                                                               

Alle 19,  nella chiesa di San Michele Arcangelo (raggiunta processionalmente in preghiera con la tavoletta della Madonna della Concordia, venerata sin dall’infanzia da Padre Francesco), Santa Messa con il Parroco don Luigi Battisti e altri sacerdoti, animata dal canto del coro parrocchiale. Sarà presente Padre Antonio Cirulli, superiore provinciale dei redentoristi della provincia di Roma. Si concretizza così,  e cresce ancor di più, un amore verso il venerato Padre che redentoristi e popolo praticano da sempre. Al termine della Messa, recita della preghiera davanti alla Cappella dello spirito Santo, dove riposa Padre Francesco, per chiederne la beatificazione e ottenere grazie mediante la sua intercessione.  

CENNI BIOGRAFICI

Francesco Pitocchi nasce a Vico nel Lazio, diocesi di Alatri, il 22 settembre 1852. A diciassette mesi, orfano                     di entrambi i genitori. Se ne prende cura la nonna paterna, che gli apre la via del sacerdozio.

1864 > Entra nel seminario di Alatri. “Spiccava per l‘amore alle pratiche di pietà e allo studio ai quali consacrava anche i ritagli di tempo” e “fu sempre il primo della classe” (Testimonianze di don Antonio Grisanti e don Luigi Coccia, compagni di seminario).

1875 > E’ ordinato sacerdote a Vico nel mese di maggio (nel gennaio aveva perso la nonna). Maestro a Collepardo per tre anni: avvia alla vita religiosa tanti fanciulli.

1877-1885 > Canonico curato a Vico. Fa attività pastorale e anche sociale: celebra di buon mattino la Messa festiva per contadini e pastori; di sera fa catechismo; predica in altri paesi; apre la  scuola serale per dare risposte all’arretratezza e all’analfabetismo diffuso.

1885-1992 > REDENTORISTA                                                            Sente che Dio lo vuole in uno stato più perfetto: decide di farsi religioso.                                        A Vico non vogliono perderlo: è costretto alla fuga. Trentasette anni da redentorista: pratica l’umiltà, la semplicità, il nascondimento.                                                                    Per 26 anni, fino alla morte, disturbi delle vie digestive e le contrazioni dei nervi del collo lo tormentano di giorno e di notte; mai però abbandona lo studio e la direzione spirituale. Il più illustre dei suoi figli spirituali è Angelo Roncalli, futuro papa, San Giovanni XXIII.

13.06.1922 > “Sia fatta la volontà di Dio. Madonna mia, fammi fare una buona morte!”, ripete più volte quella mattina, Un suo confratello celebra la Messa. Riceve due suoi amici: li ascolta e li confessa. Infine resta solo nella sua stanzetta: probabilmente nel sonno passa nell’altra vita, Funerali imponentissimi per concorso di popolo. “Una specie di apoteosi quale suole farsi alla morte di persone di santa vita”. (Romeo Mezzanotte, biografo).                   La salma viene tumulata al Verano, in seguito nella cripta della Chiesa di S. Alfonso in Roma, Via Merulana. 

1960 > Dopo essere stata esposta nella chiesa di Sant’Alfonso, la salma di Padre Francesco è traslata a Vico il 12 giugno e, il giorno seguente, tumulata con privilegio nella Cappella dello Spirito Santo – chiesa Collegiata di San Michele Arcangelo – ove in pace riposa. 

 

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