Conosciuto universalmente per l’enciclica sociale Rerum Novarum, e ancor di più da quando Papa Leone XIV ne ha tratto ispirazione non solo per il nome, la figura di Papa Leone XIII – originario di Carpineto Romano, in diocesi di Anagni-Alatri – ha dalla sua mille altre “sfaccettature”, con una serie di opere e “intuizioni” pastorali di assoluto rilievo. Basti pensare, ma solo per restare in terra di Ciociaria, a quel seminario regionale Leoniano, ad Anagni, che infatti ne porta il nome.
Ma pochi sanno che Leone XIII in qualche modo ha ispirato anche… la Coppa del mondo di calcio! Il tutto si evince da una serie di articoli, gli ultimi dei quali sono di Antonio Giuliano, sul quotidiano Avvenire dell’11 ottobre 2025, e di Pietro Piga, sul settimanale “Credere” del 28 giugno 2026. Centrale è la figura di Jules Rimet: nato in Francia nel 1873, da una famiglia contadina e cattolica, si laureò in Giurisprudenza e nel 1921 divenne presidente di quella Federazione internazionale del calcio (Fifa) al cui atto costitutivo aveva pure partecipato. Fin da ragazzo si convinse della grande capacità educativa dello sport e, quando papa Leone XIII pubblicò l’enciclica Rerum Novarum nel 1891, il giovane Rimet e alcuni suoi amici condivisero la preoccupazione del Papa per la miseria delle classi lavoratrici e si convinsero che anche attraverso il calcio era possibile un’azione di riscatto morale e civile. Ad appena 24 anni fondò un club calcistico a Parigi, il Red Star Fc, ma l’idea di un calcio capace di azioni di pace (di mezzo c’era stata la prima guerra mondiale) continuò a balenargli in testa, dopo aver letto e riletto l’enciclica di Leone XIII. E così nel 1930 in Uruguay, Paese che subito raccolse l’idea di quel giovane francese poi candidato anche al Nobel per la Pace, si tenne il primo torneo di calcio tra nazioni, quel campionato del mondo che non a caso a lungo assegnò come trofeo proprio la Coppa Rimet, fino alla denominazione più moderna di Coppa del mondo.
di Igor Traboni


Il grande Pelè con la Coppa Rimet