Dopo quattro anni di lavori, restauri e interventi di adeguamento liturgico, la Cattedrale di Santa Maria Assunta a Montepulciano è stata riaperta al culto. Ma proprio l’adeguamento liturgico di questo scrigno di arte e fede, nel cuore della Toscana, porta la firma di professionisti e sacerdoti del territorio e della diocesi di Anagni-Alatri. Il progetto scelto per l’adeguamento liturgico della Cattedrale di Montepulciano è stato infatti presentato dal gruppo di lavoro coordinato dall’architetto Laura Meloni. Un progetto, come detto, risultato vincitore del concorso di idee bandito dalla diocesi toscana. Un ulteriore riconoscimento per questa equipe formata, oltre che da Laura Meloni, originaria di Acuto, dai fiuggini Marco Mariani (progettista), Caterina Magri (artista) e don Maurizio Mariani (liturgista), sacerdote della diocesi di Anagni-Alatri.
Ecco la motivazione alla base della scelta del gruppo di lavoro ciociaro, espressa a suo tempo nel verbale della diocesi di Montepulciano-Chiusi-Pienza, una Chiesa affidata, in “persona episcopi” insieme all’arcidiocesi di Siena-Colle Val d’Elsa-Montalcino, al cardinale Paolo Augusto Lojudice: “Per il misurato e coerente inserimento della proposta architettonica e artistica nel contesto della Cattedrale. Fondante è il riuscito dialogo espressivo e di contenuto tra il sublime trittico di Taddeo Di Bartolo e la nuova e unitaria articolazione figurativa delle eccellenze liturgiche. L’impianto celebrativo è concepito in modo da favorire la partecipazione attiva dei fedeli e lo svolgimento dei riti, valorizzando le eminenze dello spazio liturgico e architettonico”. L’iter della diocesi senese era stato avviato prima della pandemia, grazie ad un finanziamento dell’8 X 1000 per l’adeguamento dell’altare della Cattedrale, dedicata a Santa Maria Assunta, un titolo peraltro fortemente evocativo anche per il lavoro della equipe ciociara che, nel concept dell’adeguamento liturgico, ha voluto richiamare proprio la presenza mariana, da alcuni episodi della vita di Gesù con sua Madre (Annunciazione, nozze di Cana) all’utilizzo di una pietra di ionice azzurro, colore tipico del manto di Maria, fino al gioco di stelle attorno al trittico del ‘400 conservato nella Cattedrale e che offre al fedele e al visitatore un collegamento con l’Assunzione.
«Quando una chiesa riapre – ha detto il cardinale Lojudice a margine dell’evento – è sempre un segnale di speranza non solo per la comunità cristiana, ma per tutti coloro che trovano in questo edificio un luogo speciale di incontro con il Signore. Ancora di più quando si tratta della Cattedrale, cuore della diocesi. La responsabilità di tutti è fare in modo che non diventi soltanto un bellissimo museo, ma resti il cuore pulsante della vita ecclesiale, da cui ripartire con nuovo slancio nello spirito sinodale e con un rinnovato impegno nell’evangelizzazione».
«È stato un intervento particolarmente complesso – ha detto dal canto suo don Antonio Canestri, vicario generale della diocesi di Montepulciano e direttore dei lavori – perché il nuovo progetto doveva inserirsi armoniosamente in un edificio monumentale della seconda metà del ‘500. Abbiamo restaurato il presbiterio in marmo di Carrara e onice, valorizzando la presenza del magnifico Trittico dell’Assunta e restituendo unità cromatica a tutta la Cattedrale. L’adeguamento liturgico è il punto di arrivo del restauro architettonico e, al contempo, l’inizio di una nuova stagione nella vita di questa chiesa».
di Igor Traboni


Da sinistra: Laura Meloni, architetto, Caterina Magri, artista, don Maurizio Mariani, liturgista, don Antonio Canestri, vicario generale della Diocesi di Montepulciano e Marco Mariani architetto
Nella foto a destra (da Toscana Oggi), un particolare dell’interno della Cattedrale di Montepulciano