Prosegue il pellegrinaggio a piedi dei nostri ragazzi verso il Giubileo dei giovani

Al termine della seconda giornata del pellegrinaggio – mercoledì 30 luglio – a piedi verso Roma, i nostri ragazzi della pastorale giovanile diocesana di Anagni-Alatri sono arrivati a Velletri, accolti al Don Orione, per trascorrere la notte. Stanchi ma felici, anche quella di oggi è stata una tappa contrassegnata dal cammino tra le bellezze del Creato, come ad esempio la sosta al lago di Giulianello. Lungo il cammino, ovviamente anche spazio alla preghiera – con il momento centrale rappresentato poi dalla celebrazione eucaristica officiata da don Luca Fanfarillo, responsabile della pastorale giovanile diocesana e guida di questo pellegrinaggi. E tra una salita e una discesa, largo pure ad un repertorio musicale, compreso un “Volare” nel blu dipinto di blu (Domenico Modugno li…perdonerà!). Allegramente infaticabili anche suor Christine e suor Evelyne, delle Cistercensi della Carità di Anagni, che stanno partecipando al pellegrinaggio. Domani, giovedì 31 luglio, tappa fino ad Ariccia. Poi venerdì l’arrivo a Roma e l’inizio della “tre giorni” con un milione di coetanei da tutto il mondo Continuiamo ad accompagnarli con simpatia e con le nostre preghiere. (grazie a Elisa Finocchio e Ilaria Fiorini per foto e video, che trovate anche sui social – Facebook e Instagram – della diocesi e della pastorale giovanile)

Canonizzazione di Frassati e Acutis: l’Ac diocesana organizza un pellegrinaggio

Si avvicina il 7 settembre – giornata che si preannuncia straordinaria per la Chiesa universale e non solo per quella italiana – e la canonizzazione di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, due giovani particolarmente amati dai loro coetanei. Per partecipare a questo evento in piazza San Pietro, l’Azione Cattolica della diocesi di Anagni-Alatri ha organizzato un pellegrinaggio in treno a Roma. Nel manifesto trovate tutte le indicazioni utili per partecipare e i numeri di telefono per iscrivervi o avere altre informazioni

Giubileo dei giovani: pronta la “spedizione” dei nostri ragazzi

Si avvicina il Giubileo mondiale dei giovani, a Roma, e anche i ragazzi della diocesi di Anagni-Alatri sono pronti a viverlo, con una “marcia di avvicinamento” che vuole rappresentare un primo momento giubilare. Una trentina di giovani provenienti da varie parrocchie della diocesi, infatti, raggiungeranno Roma con un pellegrinaggio a piedi che prenderà le mosse martedì 29 luglio dalla Cattedrale di Anagni: luogo dall’alto valore non solo simbolico, trattandosi anche di una delle chiese giubilari della diocesi. LE TAPPE DEL PELLEGRINAGGIO La prima tappa vedrà i giovani – guidato da don Luca Fanfarillo, responsabile della pastorale giovanile diocesana -. raggiungere Segni nel tardo pomeriggio e qui troveranno accoglienza presso i francescani cappuccini. Il giorno dopo, il pellegrinaggio seguirà il tragitto fino a Velletri e qui ci saranno anche dei compagni di strada nel segno dell’amicizia, ovvero dei giovani della diocesi di Bergamo che faranno lo stesso percorso. Dopo una notte di riposo al Don Orione della città veliterna, il 31 luglio si camminerà fino ad Ariccia, anche in questo caso con altri pellegrini, provenienti dalla Polonia, fino all’accoglienza e al ristoro presso l’istituto Don Bosco e in attesa del grande giorno del 1° agosto, quando i nostri giovani arriveranno al Circo Massimo, assieme a quasi due milioni di coetanei da tutto il mondo. A conclusione del pellegrinaggio a piedi, nel tardo pomeriggio attraverseranno la Porta Santa di San Pietro. L’accoglienza sarà invece presso la parrocchia di Nostra Signora del Suffragio e Sant’Agostino di Canterbury, nella borgata di Torre Maura. Sabato 2 e domenica 3 agosto il culmine del Giubileo, con la veglia nella spianata di Tor Vergata e l’incontro con Leone XIV. (nelle foto, alcuni momenti della partecipazione interdiocesana alla Gmg di Lisbona 2023)

Nonni e anziani: una Giornata di gratitudine tutta per loro

Beato chi non ha perduto la sua speranza è il titolo del messaggio di Papa Leone XIV per la Giornata mondiale dei nonni e degli anziani, che si celebra domenica 27 luglio, pienamente inserita nel contesto di fede del Giubileo della Speranza 2025. Ed ecco dunque che il Pontefice invita a riconoscere gli anziani non solo come destinatari di attenzione pastorale, ma come testimoni di speranza. A questo link potete leggere il Messaggio del Papa: https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2025/7/10/messaggio-nonni-anziani.html Nella nostra diocesi, come da locandina, la Giornata viene celebrata nelle chiese dell’unita pastorale delle “parrocchie in comunione con Maria”. La settimana prossima, inoltre, i volontari del Gruppo San Camillo e gli altri operatori pastorali di queste parrocchie delle campagne tra Tecchiena e Alatri, affidate alla cura pastorale di don Luca Fanfarillo, andranno nelle case degli anziani per visitarli.

“Parrocchie in comunione con Maria”: il ricavato delle feste per realizzare una struttura per anziani e disabili

Una struttura a servizio dei disabili e degli anziani verrà realizzata grazie anche a parte dei ricavati delle feste patronali delle “parrocchie in comunione con Maria”, ovvero dell’unità pastorale che comprende le comunità di Mole Bisleti, Laguccio, Pignano, Sant’Emidio e Basciano. Si tratta di una iniziativa «che ci permetterà di vivere le feste in maniera autentica, ravvivando il dono di Dio nelle nostre vite», ha scritto il parroco don Luca Fanfarillo in una lettera aperta a tutti i parrocchiani, pubblicata integralmente anche sul sito della diocesi, ricordando anche che tutto muove anche dall’invito di papa Francesco «a un impegno concreto verso le situazioni di svantaggio». Tanto più in questo Giubileo «anno di Grazia per tutti noi, un momento prezioso di profonda riflessione e riconciliazione con Dio e con i fratelli. Le nostre feste patronali – aggiunge il parroco – saranno un’opportunità per riscoprire la fede e sentirci parte attiva della comunità». Ma ecco IL TESTO COMPLETO DELLA LETTERA scritta dal parroco e che contiene anche il calendario delle feste patronali delle varie contrade: “Carissimi parrocchiani e amici delle parrocchie.incomunioneconMaria, in questo Anno Santo del 2025, mentre celebriamo il Giubileo della Speranza, desidero raggiungere ciascuno di voi attraverso queste parole in occasione delle nostre Feste Patronali.  Il Giubileo rappresenta un anno di Grazia per tutti noi, un momento prezioso di profonda riflessione e riconciliazione con Dio e con i fratelli. Le nostre Feste Patronali saranno un’opportunità per riscoprire la fede e sentirci parte attiva della Comunità. Queste celebrazioni hanno il compito essenziale di annunciare Gesù, pertanto, saranno vissute con maggiore sobrietà e spirito religioso. Il programma religioso avrà un ruolo centrale, ma queste feste saranno anche momenti di incontro fraterno e amicizia nella semplicità. Queste le date delle nostre Feste Patronali: – Festa del Sacro Cuore a Laguccio: 29 giugno – Festa di Sant’Emidio: 10 agosto – Festa della Madonna del Rosario a Mole: 7 settembre – Festa di Maria Santissima Addolorata a Pignano: 21 settembre – Festa di San Francesco a Basciano: 4 ottobre   Alcuni parrocchiani passeranno nelle famiglie per raccogliere un’offerta libera. Quest’anno, seguendo l’invito di Papa Francesco che ci incoraggia a un impegno concreto verso le situazioni di svantaggio, come Comunità cristiana abbiamo deciso di destinare parte del ricavato delle feste al progetto proposto dalla Comunità Servizio di Mole Bisleti. Tale progetto mira alla realizzazione di una struttura per l’accoglienza di disabili e anziani delle nostre zone, un’iniziativa che ci permetterà di vivere le feste in maniera autentica, ravvivando il dono di Dio nelle nostre vite. Uniti nel cuore, preghiamo affinché i nostri Santi Patroni ci benedicano e ci guidino sempre nel cammino di fede. Don Luca”.

Preghiera per giovani e benedizione dei maturandi

Un momento di preghiera per giovani e giovanissimi e la benedizione dei maturandi che si apprestano a vivere i prossimi esami scolastici: questo il contenuto dell’iniziativa organizzata per venerdì 13 giugno dalla Pastorale giovanile e vocazionale diocesana e che si terrà presso la chiesa della Santa Famiglia, ad Alatri, con inizio alle 21. Un momento speciale, cui prenderanno parte anche i ragazzi che poi parteciperanno al pellegrinaggio a piedi a Roma per il Giubileo dei giovani. Così gli organizzatori spiegano questa iniziativa: giugno, mese di grandi cambiamenti, conclusioni e nuovi inizi, ci invita a rispondere all’esortazione di papa Leone XIV “di non aspettare, ma di rispondere con entusiasmo al Signore che ci chiama a lavorare nella sua vigna. Non rimandare, rimboccati le maniche, perché il Signore è generoso e non sarai deluso! Lavorando nella sua vigna, troverai una risposta a quella domanda profonda che porti dentro di te: che senso ha la mia vita?”.

Pellegrinaggio giubilare interdiocesano: l’omelia del vescovo Ambrogio

Sorelle e fratelli, ringrazio tutti voi per essere qui insieme come pellegrini, che hanno desiderato condividere questo momento così bello: passare la Porta santa di questa Basilica proprio in questo tempo, che ha visto accorrere tanta gente attorno al Successore di Pietro: prima per la morte di papa Francesco e poi per l’attesa e l’elezione del suo successore: Leone XIV. Questa attesa, questa convocazione così numerosa, ci mostra le tante attese del mondo: attese di parole di pace, di speranza, amore. Ero qui anche domenica mattina, quando papa Leone ha dato inizio al suo pontificato. Le sue parole ci richiamano all’essenziale della vita di ogni discepolo di Gesù: un amore che raggiunge tutti. Ha detto: “Avvicinatevi a Lui! Accogliete la sua Parola che illumina e consola! Ascoltate la sua proposta di amore per diventare la sua unica famiglia: nell’unico Cristo noi siamo uno. E questa è la strada da fare insieme, tra di noi ma anche con le Chiese cristiane sorelle, con coloro che percorrono altri cammini religiosi, con chi coltiva l’inquietudine della ricerca di Dio, con tutte le donne e gli uomini di buona volontà, per costruire un mondo nuovo in cui regni la pace. Questo è lo spirito missionario che deve animarci, senza chiuderci nel nostro piccolo gruppo né sentirci superiori al mondo; siamo chiamati a offrire a tutti l’amore di Dio, perché si realizzi quell’unità che non annulla le differenze, ma valorizza la storia personale di ciascuno e la cultura sociale e religiosa di ogni popolo”. Cari fratelli e sorelle, siamo qui per questo: perché si realizzi sempre di più ciò che papa Francesco ci ha chiamato a vivere e che abbiamo cercato di fare nostro nello spirito del Concilio e della Evangelii gaudium: essere una Chiesa in uscita che ascolta tutti e parla a tutti, non delle chiesuole che si accontentano delle loro pur belle tradizioni, senza passione e senza amore.    Abbiamo ascoltato nella prima lettura dagli Atti degli Apostoli la passione di Paolo perché il Vangelo di Gesù morto e risorto potesse raggiungere tutti, al di là di confini religiosi, etnici e geografici.  Timoteo, un grande collaboratore dell’Apostolo, era figlio di una giudea credente e di un padre greco, che certo non credeva nel Dio di Gesù Cristo. Eppure Timoteo aveva ascoltato il Vangelo, che lo aveva cambiato e fatto diventare a sua volta missionario, perché il Vangelo cambia la vita e la storia. Sorelle e fratelli: abbiamo anche ascoltato che Paolo ebbe una visione mentre era in Asia Minore: “Era un Macedone che lo supplicava: Vieni in Macedonia e aiutaci!” Era la chiamata a passare un confine, ad andare verso un altro mondo, quello che aprì le porte del Vangelo all’Europa. Andare oltre, superare i confini e i pregiudizi che dividono dagli altri. Quanti mondi non consociamo e non frequentiamo. In questi anni, soprattutto durante il cammino sinodale, abbiamo cercato di incontrare alcuni di questi mondi fuori dalle nostre abituali riunioni e celebrazioni. Ma rimangono altri mondi che non consociamo, che non abbiamo mai avvicinato per pigrizia, abitudine, paura, forse anche per un giudizio negativo. Penso ad esempio ai giovani o agli immigrati della nostra Chiesa, che si vedono così poco nelle nostre comunità.  Penso a chi dice di non credere o si è allontanato dalla Chiesa, ma desidera fare del bene e non trova nessuno che gli indichi una strada. Loro ci aspettano, ci chiamano, hanno bisogno di noi, di quel Vangelo che porta luce, pace, amore.  Noi lo abbiamo ricevuto. Lo custodiamo e lo celebriamo nelle nostre comunità. La sua parola ci dona felicità, ci da speranza, indica una via di umanità da percorrere ogni giorno. Su questa via incontriamo tanti.    Come quel funzionario della regina di Etiopia, di cui ci hanno parlato gli Atti degli Apostoli in questo tempo, che incontrò il diacono Filippo, che si fermò, salì sul suo carro, camminò con lui e lo aiutò a capire ciò che leggeva. Tanti hanno bisogno che qualcuno si accosti loro, salga sul loro carro, cioè si avvicini alla loro vita, per dare risposte alle tante domande, ai dubbi, alle incertezze, al dolore, al pessimismo che segnano spesso la vita.  Non dire: non sono preparato, non tocca a me, non ho tempo, non so cosa fare. Sei qui con questo popolo: il Signore ti parla, non tirarti indietro. Gesù ha fiducia in te. Sogna con lui un mondo più umano, pacifico, fraterno! Lo Spirito di Dio ti guiderà e ti insegnerà le parole da dire e i gesti da compiere. E da questo luogo, segno di unità e di comunione attorno alla Cattedra di Pietro, saremo guidati da papa Leone a vivere sempre e ovunque come sorelle e fratelli, insieme, abbracciati dal grande amore di Dio, che non finirà mai. Affidiamoci al Signore, affidiamogli le nostre diocesi e la terra da cui veniamo, il mondo intero, perché il Vangelo della pace vinca l’odio e la violenza, e si torni a vivere in armonia. Ce lo ha ripetuto papa Leone in questi giorni e noi proprio qui ci impegniamo solennemente a viverlo e a condividerlo con tutte le nostre comunità e con il popolo che abita la nostra terra e le nostre diocesi. Lo chiediamo insieme al Signore con la gioia di essere stati raggiunti dalla sua misericordia passando la Porta santa e di avere gustato la bellezza di essere suo popolo, la comunità riunita nel suo nome dallo Spirito Santo in questo pellegrinaggio giubilare. Viviamo allora tutti come pellegrini e missionari di speranza! Amen!

La Confraternita di Vallepietra al Giubileo: il culto della Santissima per le strade di Roma e nei cuori del mondo

Anche la Confraternita della Santissima Trinità di Vallepietra ha partecipato, nello scorso fine settimana, al Giubileo delle Confraternite che si è tenuto a Roma, vivendolo nell’accezione più piena del significato, ovvero come un’esperienza di fede e comunione. Lasciamo però che sia Paolo De Santis, Priore della Confraternita, a raccontare quanto avvenuto e vissuto a Roma, ringraziandolo per questo prezioso contributo, pubblicato anche sulle pagine social della Confraternita: «Il 17 maggio 2025 resterà una data impressa nei cuori dei confratelli e delle consorelle della Confraternita della Santissima Trinità. In occasione del Giubileo delle Confraternite, abbiamo avuto l’onore e la responsabilità di rappresentare tutte le compagnie legate al culto della Trinità, partecipando alla solenne processione a Roma. Fin dalle prime ore del mattino, la Capitale è stata invasa da migliaia di confraternite provenienti da ogni parte del mondo: una moltitudine di mantelli colorati, stendardi, simboli sacri, tradizioni e accenti diversi, tutti uniti sotto il segno della fede. Il nostro stendardo ha sfilato con orgoglio lungo le vie romane, portando con sé il cuore del Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra, un luogo che per tanti è casa spirituale e simbolo di identità religiosa. È stato sorprendente e commovente constatare quante persone, anche straniere, conoscessero il nostro Santuario. In tantissimi si sono avvicinati per chiedere informazioni, scattare una foto con lo stendardo, condividere un ricordo o semplicemente per ringraziare. L’affetto e la curiosità della gente ci hanno profondamente toccato, confermando quanto il nostro Santuario sia un vero patrimonio immateriale, non solo per Vallepietra, ma per l’intera comunità dei fedeli. Intonare l’inno della Trinità per le strade di Roma, e vedere confraternite di altri Paesi – persino non italiane – unirsi al nostro canto è stato uno dei momenti più toccanti della giornata. Un’emozione che difficilmente potrà essere espressa a parole. Abbiamo camminato con fede e devozione fino al Circo Massimo, luogo in cui i due cortei principali si sono incontrati, dando vita a un mosaico straordinario di culture religiose. Particolarmente suggestiva la presenza delle confraternite spagnole, con le imponenti statue della “Semana Santa”, come la Madonna della Esperanza di Malaga, portata da 270 uomini e pesante oltre cinque tonnellate. Un trionfo di fede popolare che ha lasciato senza parole turisti e pellegrini. La nostra presenza alla processione non è stata solo un momento celebrativo, ma un segno concreto di appartenenza, di testimonianza viva e di apertura verso il mondo. Abbiamo stretto nuove amicizie, conosciuto realtà diverse, condiviso esperienze e ampliato i nostri orizzonti spirituali e culturali. Essere a Roma con il nostro stendardo è stato un onore indescrivibile. Abbiamo sentito il calore della gente, l’attenzione sincera verso il nostro Santuario e la forza della nostra fede condivisa. Sfilare tra migliaia di confraternite, vedere persone commuoversi al nostro passaggio, sentirsi parte di qualcosa di grande… sono emozioni che non dimenticheremo mai. La Trinità ci guida e ci unisce, oggi più che mai. Tornati a casa, portiamo con noi non solo l’orgoglio di aver rappresentato Vallepietra e il suo Santuario, ma soprattutto la consapevolezza di far parte di una Chiesa viva, radicata nella storia e proiettata verso il futuro, unita nella fede e nella speranza.

La veglia vocazionale dei giovani: per riscoprire il dono della chiamata

Domenica 11 maggio, in occasione della Giornata di preghiera per le vocazioni, come Pastorale giovanile e vocazionale della diocesi di Anagni-Alatri, abbiamo organizzato una veglia di preghiera presso la chiesa di Tecchiena Castello. Abbiamo fatto precedere il momento di preghiera con un primo incontro di conoscenza dei ragazzi che questa estate parteciperanno al Giubileo dei giovani e raggiungeranno Roma a piedi, per poi incontrare Papa Leone. La veglia vocazionale è stata un momento di profonda riflessione e preghiera, durante il quale siamo stati invitati a riscoprire il dono prezioso della chiamata che il Signore rivolge a ciascuno di noi. La nostra vita è spesso un cammino segnato da domande, dubbi e incertezze. Come i discepoli di Emmaus, possiamo trovarci delusi e confusi, senza riuscire a riconoscere la presenza di Dio. Tuttavia, Gesù desidera incontrarci e aiutarci a scoprire il messaggio di salvezza che la Sua morte e resurrezione ha riversato nelle nostre vite. Attraverso la lettura delle Scritture, abbiamo riscoperto il progetto d’amore che Dio ha per noi e compreso meglio la nostra vocazione. Come i discepoli di Emmaus, possiamo sentire il cuore ardere dentro di noi mentre ascoltiamo la Parola e comprendiamo il significato profondo della nostra vita. Quello dell’adorazione è stato poi un momento culminante della veglia, in cui abbiamo incontrato Gesù in modo reale e profondo. Nell’Ostia consacrata, Gesù si fa pane per rimanere con noi e nutrirci della sua presenza. Abbiamo riflettuto su come viviamo l’Eucaristia e come possiamo approfondire la nostra relazione con Gesù. Possiamo quindi dire, in conclusione, che la veglia vocazionale ha rappresentato un momento di grande spiritualità e di riflessione. Attraverso la preghiera, la lettura delle Scritture e l’adorazione abbiamo riscoperto il dono della chiamata e compreso meglio il progetto d’amore di Dio per noi.

I giovanissimi di Trivigliano al Giubileo degli adolescenti. Ecco il racconto di quello che hanno vissuto…

I giovanissimi della parrocchia Santa Maria Assunta di Trivigliano hanno partecipato, sabato 26 aprile, insieme ad altri 80mila coetanei provenienti da tutto il mondo, al Giubileo degli adolescenti che si è svolto a Roma dal 25 al 27 aprile 2025. Accompagnati dai ragazzi del Gruppo Giovani Parrocchiale di Trivigliano, hanno avuto la grazia di attraversare la Porta Santa della Basilica di San Giovanni in Laterano, di incontrare migliaia e migliaia di coetanei in cammino e di cimentarsi – in Piazza Farnese prima e in Piazza Navona poi – in attività ludiche, di socializzazione e riflessive insieme a giovani italiani, europei e provenienti da tutto il mondo.  Tra un’attività e l’altra, ovviamente, non è mancato il rivolgere delle preghiere a Papa Francesco e di rendere omaggio al suo feretro durante il corteo di trasferimento da San Pietro a Santa Maria Maggiore. Nel pomeriggio, poi, i giovani di Trivigliano si sono recati a Castel Sant’Angelo, nei pressi di piazza San Pietro, dove si sono incontrati per condividere insieme ad altri coetanei questa bella esperienza. IL RACCONTO DI QUANTO VISSUTO “Sono rimasta stupita dalle parole di una ragazza di 16 anni, che mi ha detto di essere venuta al Giubileo per cercare di creare un legame con Dio”. “Un ragazzo, mio coetaneo, mi ha detto che è la Fede ad averlo spinto ad essere qui oggi”. “Sono felice di aver incontrato così tanti ragazzi e ragazze della mia età e di sentire che la Chiesa è davvero universale”. “La fatica, è stata ripagata dalle emozioni e dalla gioia che ho provato oggi”. Queste sono soltanto alcune delle profonde e toccanti parole condivise dai giovanissimi di Trivigliano che evidentemente tornano in parrocchia con le gambe affaticate ma con il cuore pieno di entusiasmo e di gioia, pronti per mettersi a servizio e donarsi alla comunità di Trivigliano.